Le finestre 2010 per l'anzianità e la vecchiaia Nessuna modifica è stata introdotta quest'anno relativamente ai requisiti per la pensione di
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Le finestre 2010 per l'anzianità e la vecchiaia
Nessuna modifica è stata introdotta quest'anno relativamente ai requisiti per la pensione di anzianità e per le "Finestre” di uscita per la pensione di vecchiaia. Le regole dunque restano quelle fissate con la riforma del Welfare del governo “Prodi” (legge n. 247 del 2007). Ma vediamo cosa ha previsto il provvedimento.
Pensione di anzianità Per questa prestazione previdenziale il 2010 può considerarsi un anno di tregua. Dopo il debutto a luglio 2009 del sistema delle quote, i lavoratori dipendenti possono lasciare il lavoro con 59 anni di età se hanno almeno 36 anni di contributi, oppure 60 e almeno 35. sono queste le sole due combinazioni possibili di questa “quota 95” vincolata. Infatti non si può scendere né sotto i 35 anni di contributi, né sotto i 59 anni di età. Dal gennaio 2011 l’età sale a 60 anni per chi ha 36 anni di contributi, in alternativa alla combinazione 61 + 35 (quota 96). Infine dopo altri due anni, quindi dal gennaio 2013, si passa a “quota 97”: 61 anni di età e 36 anni di contributi oppure 62 e 35. Per i lavoratori autonomi , invece, tutte queste soglie di età e quote sono aumentate di un anno. Resta la possibilità per tutti di ottenere la pensione di anzianità senza vincoli di età se sono stati accumulati almeno quarant’anni di contributi. Nell’apposita tabella 1 sono indicati tutti i requisiti previsti per i dipendenti e per gli autonomi nei prossimi anni. Per quanto riguarda le “finestre” d’uscita restano confermate quelle già previste dalla riforma Maroni per il 2008 (v. tabella 2), mentre per quei lavoratori che totalizzano 40 anni di anzianità contributiva, sempre dal 2008 sono state confermate le quattro “finestre” attualmente previste (gennaio, aprile, luglio e ottobre di ciascun anno). Anche in questo caso a risentirne maggiormente sono i lavoratori autonomi per i quali l’attesa minima è passata dai 6 ai 12 mesi.
Pensione di vecchiaia Anche quest’anno i pensionati di vecchiaia, che fino al 2007 hanno ricevuto l’assegno dal mese successivo al compimento dell’età, debbono fare i conti con le “finestre”. Mentre resta - per il settore privato - il requisito di 65 anni per gli uomini e di 60 anni per le donne, con il raggruppamento delle uscite in scaglioni è stato previsto, di fatto, l’aumento dell’età pensionabile nella misura di almeno tre mesi per i lavoratori dipendenti e di almeno sei mesi per i lavoratori autonomi. Le uscite, dunque, sono diverse a seconda della categoria di appartenenza. Come mostra la tabella 3, per i lavoratori dipendenti la decorrenza è fissata all’inizio del secondo trimestre successivo a quello in cui si maturano i requisiti anagrafici e contributivi. L’attesa per il primo assegno diventa decisamente più severa per i lavoratori autonomi: ad artigiani, commercianti e coltivatori diretti si applicano le finestre di uscita previste per il pensionamento di anzianità con 40 anni di contributi. Di conseguenza, un uomo che compie 65 anni a febbraio dovrà aspettare il 1° ottobre per ricevere la pensione. Austerità anche per le donne del settore del pubblico impiego. Da quest’anno per il trattamento pensionistico di vecchiaia sono richiesti almeno 61 anni di età, che saliranno con scatti di un anno ogni due fino al 2018 per raggiungere il limite di 65 anni già attualmente previsto per gli uomini. Le nuove regole sono state introdotte così come richiesto dall’Unione Europea con la sentenza n. 44 del 2007 della Corte Europea. E’ stato stimato che l’innalzamento del limite di età interesserà circa diecimila donne ed in particolare quelle nate nel 1950 e 1951, che potranno ottenere le pensione rispettivamente all’età di 61 o 62 anni tra il 2011 e il 2013. Si salvano da questo nuovo provvedimento le lavoratrici dipendenti che hanno compiuto 60 anni di età entro il 2009 anche se decidono di mettersi in pensione nel corso del 2010.
Seminario Fiavet Lazio: primo impegno formativo per il 2010 3 febbraio 2010 - È programmato per l'8 febbraio p.v. presso
l'Hotel Diana di Roma (Via Principe Amede ...
Seminario Fiavet Lazio: primo impegno formativo per il 2010
3 febbraio 2010 - È programmato per l'8 febbraio p.v. presso l'Hotel Diana di Roma (Via Principe Amedeo, 4) alle ore 15:00 il primo appuntamento formativo del 2010 della Fiavet Lazio. Il seminario dedicato a “I riflessi della dichiarazione IVA per le Agenzie di Viaggio e nuove disposizioni per le compensazioni” si articolerà in due momenti: il primo argomento vedrà la partecipazione del Dott. Pierluigi Fiorentino – Responsabile servizi fiscali FIAVET Nazionale – quale relatore per la parte relativa a “Analisi e controlli necessari per la corretta compilazione della dichiarazione IVA – quadri relativi alle specifiche attività svolte dalle agenzie di Viaggio”; il secondo momento vedrà come relatore la Dott.ssa Caterina Claudi – Consulente fiscale e tributario – per la parte relativa a “Nuove regole per la compensazione credito IVA 2009 in vigore dal 1° gennaio 2010 - Controlli effettuati dall’Agenzia delle Entrate relativamente agli omessi o insufficienti versamenti d’imposta”
Per ulteriori informazioni e conferma di partecipazione contattare la segreteria associativa Fiavet Lazio: Tel. 06 4885051 – 06 42884881 Fax 06 483509 E-mail: info@fiavet.lazio.it.
Fipe: "no ai casinò della Brambilla" La Federazione dei pubblici esercizi torna a "bocciare" l'idea avanzata dal ministro del
Turismo, spiegando che la nascita di nuove ...
Fipe: "no ai casinò della Brambilla"
La Federazione dei pubblici esercizi torna a "bocciare" l'idea avanzata dal ministro del Turismo, spiegando che la nascita di nuove case da gioco porterà più danni che benefici.
“Fipe si è sempre detta contraria all’idea di costruire nuovi casinò senza un progetto che analizzi i fabbisogni reali e la fattibilità del progetto”. La Federazione dei pubblici esercizi torna a “bocciare” l’idea avanzata dal ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, spiegando che la nascita di nuove case da gioco porterà più danni che benefici. E considerata la crisi globale da cui il settore sta faticosamente cercando di riprendersi non servirà a stimolare la domanda turistica, né porterà contributi consistenti nelle casse dello Stato. Fipe ricorda inoltre che il mondo dei casinò sta vivendo un momento di grande difficoltà a livello mondiale e per questo sembra ancora più assurda l’idea di poter fare cassa da un settore in piena crisi.
“Mentre nel resto del mondo – fa notare Fipe – i casinò negli hotel stanno chiudendo e per funzionare devono essere inseriti in contesti fortemente strutturati, in Italia si sta pensando a un modello antiquato e diseducativo che alimenta comportamenti che spesso portano alla rovina persone e famiglie”. Secondo il centro studi Fipe, i casinò potrebbero generare al massimo lo 0,5% in più delle presenze all’anno. Inoltre, il comportamento di consumo dei giocatori/turisti è poco o per nulla assimilabile a quello dei turisti tout court. Essi utilizzano il sistema dei servizi turistici solo marginalmente e, dunque, non generano effetti positivi diretti sull’economia territoriale.
“Il turismo in Italia – conclude Fipe – ha bisogno di altre promozioni. Mancano le infrastrutture, manca un progetto vero di destagionalizzazione. Manca soprattutto un sistema integrato di servizi pubblici e privati. A questo genere di progetti, su cui il ministro sembrava puntare, la Federazione è sempre stata pronta a collaborare e darà sempre il massimo sostegno”.
Fiavet Lazio: lanciata nel Lazio la campagna "Agenzie Sicure" 1 febbraio 2010:In occasione della 2a Conferenza Regionale del
Turismo, svoltasi a Roma il 28 e 29 ...
Fiavet Lazio: lanciata nel Lazio la campagna "Agenzie Sicure"
1 febbraio 2010:In occasione della 2a Conferenza Regionale del Turismo, svoltasi a Roma il 28 e 29 gennaio scorsi, il Presidente della Fiavet Lazio, Andrea Costanzo, ha presentato con l’Assessore allo Sviluppo economico, Ricerca e Innovazione, Turismo della Regione Lazio, Claudio Mancini, la campagna “Agenzie Sicure”.
Si tratta di una innovazione fortemente voluta dalla Fiavet Lazio, che di concerto con l’Assessorato regionale, ha inserito nella Legge Regionale sulla riorganizzazione del sistema turistico locale prima e successivamente nel relativo regolamento attuativo, l’istituzione dell’Albo delle Agenzie Sicure.
Il percorso per il raggiungimento del marchio “Agenzie Sicure” prevede un impegno sempre maggiore delle imprese turistiche che dovranno garantire, nello svolgimento delle proprie attività, precisi livelli organizzativi, qualità dei servizi offerti all’utenza e il rispetto di un codice etico.
“Si tratta di una concreta risposta alle necessità di tutela e garanzia che l’utente vuole avere e che le imprese del turismo devono saper dare. - ha dichiarato Andrea Costanzo, Presidente Fiavet Lazio – Ringraziamo ancora le Istituzioni regionali per l’attenzione e l’impegno profuso al miglioramento della nostra professione.”
Il Presidente ha espresso però anche una forte preoccupazione relativamente alla situazione attuale in cui verte la nostra Regione. “Siamo preoccupati per il lungo periodo che ci aspetta dove rischiamo tra gli scandali passati e l’insediamento della nuova Giunta regionale dopo le prossime elezioni di avere un periodo di inattività proprio ora che il nostro settore deve cavalcare la ripresa. Mi auguro che il futuro Presidente della Regione Lazio si metta immediatamente al lavoro affinché si perda poco tempo e ci si attivi immediatamente prima della prossima stagione estiva”.
Siamo solidali con la Confcommercio di Catania che come noi da anni cerca di arginare i danni alle imprese che quel comune procura con una gestione rifiuti altrettanto
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Siamo solidali con la Confcommercio di Catania che come noi da anni cerca di arginare i danni alle imprese che quel comune procura con una gestione rifiuti altrettanto scellerata come quì da noi.
Sentite un pò cosa cosa segnala la Confcommercio di Catania sul sito della nostra associazione nazionale:
Catania: gran confusione sulla tassa sui rifiuti
Alcuni Comuni sono tornati alla Tarsu mentre altri mantengono la Tia, i cui costi sono interamente a carico del contribuente. La Confcommercio chiede una legge per mettere ordine in questa aggrovigliata matassa
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la delibera del 17 dicembre 2009. Grazia ad essa il commissario nominato dalla regione siciliana interrompe i termini di prescrizione della Tia 2004, accusando i comuni di inadempienza e la Simeto Ambiente, il consorzio che gestisce la raccolta dei rifiuti, di cattiva gestione del servizio. Una procedura illegittima, dal momento che questa materia è di esclusiva pertinenza degli Enti locali.
Sulla materia rifiuti la Confcommercio sta per presentare ricorso al Tar, chiedendo che venga ripristinata la Tarsu del 2003, naturalmente aumentata dei costi maturati in questi sette anni.
“I contribuenti, imprenditori e utenze domestiche, vogliono pagare – ha spiegato il presidente della commissione ambiente della Confcommercio Serafino Caruso – ma pagare il giusto e, soprattutto, vogliono che a pagare siano tutti”.
Le soluzioni indicate dalla Confcommercio prevedono: la rimodulazione delle fatture dal 2004 al 2009 avendo come riferimento la Tarsu del 2003, aumentata del costo della vita e dei costi che il decreto Ronchi imputa a totale carico dei contribuenti esonerando i comuni; l’aggancio della tassa sui rifiuti alle utenze elettriche, facilmente individuabili, allo scopo di far emergere il sommerso, contrastando l’evasione e l’elusione e permettendo a tutti di pagare meno; sgravio nelle successive fatturazioni per tutti coloro che hanno nel frattempo pagato con la nuova Tia.
“Solo una legge regionale – ha concluso Caruso – potrà mettere ordine in questa matassa aggrovigliata, dove alcuni comuni sono tornati alla Tarsu (consentendo agli utenti di pagare una tariffa più bassa poiché i costi vengono ripartiti al 60% ai contribuenti e il 40% ai comuni) mentre altri comuni mantengono la Tia, i cui costi sono interamente a carico del contribuente. Tutto ciò costringe Simeto Ambiente ad aumentare le tariffe a scapito di quei comuni che adottano la Tia per rientrare nei bilanci”.
Incontro pubblico con Politica ed Amministrazioni Venerdì 12 febbraio a Latina Il Coordinamento in provincia di Latina dell'associazione "Libera -
Associazioni, nomi e ...
Incontro pubblico con Politica ed Amministrazioni Venerdì 12 febbraio a Latina
Il Coordinamento in provincia di Latina dell'associazione "Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", a seguito dei due omicidi, degli altrettanti tentati omicidi e dei vari incendi presumibilmente dolosi avvenuti nelle ultime settimane sul territorio della provincia, indicono un incontro pubblico per Venerdi 12 Febbraio alle ore 18:00, a Latina, in viale XVII Dicembre 124, presso la Sala Convegni "Terranova - Il gabbiano".
Al suddetto incontro sono invitati: - il Presidente della Provincia ed i Consiglieri provinciali, - i Sindaci ed i Consiglieri comunali, adulti e giovani, dei comuni nella provincia - e tutte le persone interessate.
Il sottoscritto Coordinamento ritiene che l'indifferenza e la superficialità nella lettura della nostra realtà abbiano portato al radicamento di un sistema che vede convivere mafie, criminalità locale e malaffare economico e politico.
Con l'iniziativa si vuole chiedere con forza alla Politica ed alle Amministrazioni di fare la propria parte promuovendo scelte finalizzate ad un sano sviluppo economico, sociale e culturale per l'intera comunità e capaci di dare opportunità e di togliere consensi a mafie, cIl Coordinamento in provincia di Latina dell'associazione "Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", a seguito dei due omicidi, degli altrettanti tentati omicidi e dei vari incendi presumibilmente dolosi avvenuti nelle ultime settimane sul territorio della provincia, indicono un incontro pubblico per Venerdi 12 Febbraio alle ore 18:00, a Latina, in viale XVII Dicembre 124, presso la Sala Convegni "Terranova - Il gabbiano".
Per il Coordinamento provinciale di Libera Paolo Vescovo
Patentino e corsi formativi per i proprietari di cani Percorsi formativi e patentino per proprietari e detentori, di cani: dieci ore di lezioni e
rilascio del patenti ...
Patentino e corsi formativi per i proprietari di cani
Percorsi formativi e patentino per proprietari e detentori, di cani: dieci ore di lezioni e rilascio del patentino.
E’ quanto previsto con la pubblicazione del decreto ministeriale 26 novembre 2009 (in Gazzetta Ufficiale 25 gennaio 2010, n. 19 (data di entrata in vigore) con cui sono stati stabiliti i criteri per la programmazione dei corsi formativi destinati ai soggetti di cui in premessa.
I corsi previsti in tale decreto hanno come scopo quello di informare i proprietari di cani sulle loro responsabilità, in modo che possano prevenirsi comportamenti (eventualmente pericolosi e dannosi) da parte del cane stesso.
I percorsi sono stati istituti con l’Ordinanza del 23 marzo 2009 con cui il Ministero del Lavoro , della salute e delle politiche sociali, ha indicato tutte le misure alle quali dovranno attenersi proprietari e detentori di cani.
In base alla citata ordinanza proprietario o detentore del cane devono:
utilizzare sempre il guinzaglio ad una misura non superiore a mt. 1,50 durante la conduzione dell’animale nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatte salve le aree per cani individuate dai comuni;
portare con sé una museruola, rigida o morbida, da applicare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle Autorità competenti;
affidare il cane a persone in grado di gestirlo correttamente;
acquisire un cane assumendo informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche nonché sulle norme in vigore;
assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive;
raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse, quando conducono l’animale in ambito urbano.
Le linee guida del provvedimento
Soggetti
Prima di analizzare i contenuti analitici del provvedimento occorre effettuare una precisazione sui soggetti che frequenteranno i corsi formativi: saranno obbligatori per i proprietari o detentori segnalati dai Comuni, in collaborazione con i Servizi Veterinari, ma potranno frequentarli (quindi il corso sarà facoltativo) tutti i proprietari e tutti i cittadini che vogliono migliorare la relazione con il proprio cane.
Organizzazione dei corsi
I corsi saranno organizzati dai comuni a livello locale.
Il provvedimento in oggetto, infatti, precisa che, al fine di organizzare tali corsi, i Comuni, congiuntamente con le Aziende Sanitarie locali, possano avvalersi, oltre che della collaborazione degli Ordini Professionali dei medici veterinari, delle facoltà di Medicina Veterinaria, delle Associazioni Veterinarie e di protezione degli animali, anche della collaborazione di educatori cinofili di comprovata esperienza.
Qualifica del veterinario
Per quanto concerne il medico veterinario, al fine di poter essere considerato esperto in comportamento animale, dovrà essere in possesso degli specifici requisiti previsti nelle linee guida emanate dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici veterinari italiani (cd. FNOVI).
Sarà, inoltre, ritenuto valido, ai fini della sopra citata definizione di esperto, il possesso del diploma europeo di specialista in medicina comportamentale.
Contenuto della formazione
E’ prevista una formazione base (minimo di 5 sessioni didattiche e di due ore ciascuna, con possibilità di integrazione di didattica pratica)
I contenuti di questi percorsi formativi sono stati sviluppati dal Ministero della salute con l’ausilio della FNOVI, e sono messi a disposizione delle autorità preposte alla organizzazione dei corsi; tali percorsi di base sono pubblicati dalla Federazione, dal Ministero e sono reperibili presso tutti gli Ordini.
Dovranno essere, inoltre, previsti moduli didattici pratici con il cane per una migliore gestione dello stesso; i risultati del percorso formativo sarà oggetto di una verifica periodica da parte del servizio veterinario.
Rilascio del patentino e costo del corso
Il patentino verrà rilasciato solo al termine del percorso formativo, previo test di verifica finale da parte del proprietario, predisposto dal servizio veterinario ufficiale, che dovrà valutare le acquisite conoscenze.
Ultima,ma forse fondamentale, precisazione: il corso formativo sarà ovviamente a carico del proprietario del cane.
Disoccupati con almeno 50 anni di età : novità della Finanziaria 2010 I commi 134 e 135 dell’art. 2 L. Finanziaria 2010,
introducono, in via sperimentale ...
Disoccupati con almeno 50 anni di età : novità della Finanziaria 2010
I commi 134 e 135 dell’art. 2 L. Finanziaria 2010, introducono, in via sperimentale per l’anno 2010 e comunque non oltre il 31 dicembre 2010, nuove agevolazioni finalizzate a rioccupare lavoratori disoccupati, in dettaglio: a) ai datori di lavoro che assumono lavoratori percettori dell’indennità di disoccupazione non agricola con i requisiti normali (art. 19, Dl n. 636/1939, legge n. 1272/1939) che abbiano almeno 50 anni di età: è riconosciuta l’agevolazione contributiva prevista dall’art. 8, comma 2 e dall’art. 25, comma 9, della legge n. 223/1991, vale a dire: contribuzione apprendisti per i contratti a termine non superiori a 12 mesi più, se il contratto viene trasformato a tempo indeterminato, altri 12 mesi di contribuzione apprendisti e, se il rapporto è a tempo pieno, per ogni mensilità di retribuzione corrisposta al lavoratore, un contributo mensile pari al 50% dell’indennità di disoccupazione che sarebbe stata corrisposta al lavoratore; contribuzione apprendisti per 18 mesi, se l’assunzione avviene a tempo indeterminato, più il 50% dell’indennità di disoccupazione non percepita dal lavoratore secondo le regole di cui sopra. b) Ai datori di lavoro che assumono lavoratori in mobilità o che beneficiano dell’indennità di disoccupazione non agricola con i requisiti normali, che abbiano almeno 35 anni di anzianità contributiva: è previsto il prolungamento della durata della riduzione contributiva di cui all’art. 8, comma 2 (contribuzione apprendisti per i contratti a termine non superiori a 12 mesi, più altri 12 mesi di agevolazione se il contratto è trasformato a tempo indeterminato) e all’art. 25, comma 9 (contribuzione apprendisti per 18 mesi, assunzioni a tempo indeterminato) fino alla data di maturazione del diritto al pensionamento. Le modalità attuative delle predette agevolazioni dovranno essere emanate con apposito decreto interministeriale (LavoroEconomia). Il provvedimento legislativo non fissa il termine entro il quale il citato decreto debba essere emanato.
Il senso del Giorno della Memoria Sessantacinque anni fa, il 27 gennaio 1945, venivano aperti i cancelli di Auschwitz. Le immagini che apparvero agli occhi
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Il senso del Giorno della Memoria
Sessantacinque anni fa, il 27 gennaio 1945, venivano aperti i cancelli di Auschwitz. Le immagini che apparvero agli occhi dei soldati sovietici che liberarono il campo, sono impresse nella nostra memoria collettiva. Ad Auschwitz, come negli innumerevoli altri campi di concentramento e di sterminio creati dalla Germania nazista, erano stati commessi crimini di incredibile efferatezza. Tali crimini non furono commessi solo contro il popolo ebraico e gli altri popoli e categorie oppressi, ma contro tutta l’umanità, segnando una sorta di punto di non ritorno nella Storia.
L’uomo contemporaneo, con il suo grande bagaglio di conoscenze, nel cuore del continente più civile e avanzato, era caduto in un baratro. Aveva utilizzato il suo sapere per scopi criminali, tramutando quelle conquiste scientifiche e tecnologiche, di cui l’Europa era allora protagonista indiscussa, in strumenti per annichilire e distruggere intere popolazioni, primi fra tutti gli ebrei d’Europa.
Da quel trauma l’Europa e il mondo intero si risvegliarono estremamente scossi. Si domandarono come era stato possibile che la Shoah fosse avvenuta. E, soprattutto, quali comportamenti e azioni mettere in atto per scongiurare che accadesse di nuovo.
Dalla consapevolezza dei crimini di cui il nazismo si era macchiato nacque nel 1948 la Dichiarazione universale dei diritti umani, promulgata dalle Nazioni Unite allo scopo di riconoscere a livello internazionale i diritti inalienabili di tutti gli uomini in ogni nazione.
La consapevolezza di ciò che era stato Auschwitz fu tra gli elementi fondamentali per la costruzione, identitaria prima ancora che giuridica, della futura Europa unita.
Scriveva il filosofo Theodor Adorno che dopo Auschwitz sarebbe stato “impossibile scrivere poesie”, intendendo rendere l’idea di quali implicazioni radicali comportava assumersene la responsabilità, negli anni della ricostruzione e della nascita dell’Europa unita.
Era indispensabile stabilire con esattezza ciò che l’Europa non sarebbe stata. Alle radici dell’impostazione ideale dell’attuale Unione Europea c’è il rispetto per la dignità umana e il rigetto per ciò che era accaduto, sia prima che durante la guerra, a causa di idee razziste e liberticide. Auschwitz è la negazione dei principi ispiratori dell’Europa coesa, economicamente, socialmente e culturalmente avanzata che conosciamo oggi.
Il 27 gennaio 2010 il Giorno della Memoria si celebra in Italia per la decima volta. Dieci anni sono passati da quando fu chiesto all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane di partecipare all’attuazione delle iniziative, promosse dalle istituzioni dello Stato italiano e in particolare dal Ministero dell’Istruzione, che avrebbero caratterizzato lo svolgimento di questa giornata. Oggi il Giorno della Memoria è diventato un’occasione fondamentale, per le scuole, di formare tanti giovani tramite una importante attività didattica e di ricerca.
Da allora l’ebraismo italiano si è a più riprese interrogato sul modo di proporre una riflessione che non fosse svuotata dei suoi significati più profondi, riducendosi a semplice celebrazione. Al di là delle giuste, necessarie parole su Shoah e Memoria, crediamo infatti che occorra cercare di perpetuare il senso vero di questo giorno.
Molti sono stati in questi anni gli studi, gli articoli, le riflessioni, le pubblicazioni di studiosi e intellettuali che hanno tentato di definire e ridefinire costantemente il senso della Memoria.
Esiste infatti una problematica della relazione tra Storia e Memoria. La Shoah è ormai consegnata ai libri di Storia, al pari di altri avvenimenti del passato. Pochi testimoni sono rimasti a raccontarci la loro esperienza. Si potrebbe ipotizzare una Memoria cristallizzata nei libri, come un evento importante ma lontano nel tempo, da studiare al pari di qualsiasi altro capitolo di un libro scolastico, con il rischio di rendere distante il significato e la ragione vera per cui il Giorno della Memoria è stato istituito per legge.
L’umanità esige che ciò che è avvenuto non accada più, in nessun luogo e in nessun tempo. E’ di enorme importanza che le nuove e future generazioni facciano proprio questo insegnamento nel modo più vivo e partecipato possibile, stimolando il dibattito, le domande, i “perché” indispensabili per la comprensione di quei tragici eventi.
Scriveva la filosofa Hannah Arendt, che il male non ha né profondità, né una dimensione demoniaca. Può ricoprire il mondo intero e devastarlo, precisamente perché si diffonde come un fungo sulla sua superficie. E’ una sfida al pensiero, perché il pensiero vuole andare in fondo, tenta di andare alle radici delle cose, e nel momento che s’interessa al male viene frustrato, perché non c’è nulla. Questa è la banalità. Solo il Bene ha profondità, e può essere radicale.
La filosofa che forse più in profondità ha studiato le aberrazioni del nazismo, coniando quella ormai famosa espressione, “la banalità del male”, riferita a uno dei principali esecutori della Shoah, dà una definizione di tetra neutralità e ignavia a chi non pensa, a chi non riflette, a chi non ha idee proprie, a chi non dà valore e giudizio alle proprie azioni e alle loro conseguenze. La Arendt collega il “bene” direttamente al pensiero, fonte vitale di comprensione del mondo.
Favorendo noi una riflessione vivace nei ragazzi, renderemo forse il servizio migliore a questo Giorno che, per essere vissuto nel modo più autentico, necessita di un pensiero non statico, non nozionistico.
Occorre fornire alle nuove generazione gli strumenti, anche empirici, per riflettere su cosa l’umanità è stata in grado di fare, perché non accada mai più.
Questo, forse, è il senso più vero del Giorno della Memoria, ed è un bene prezioso per tutti.
Renzo Gattegna, Presidente Unione Comunità Ebraiche Italiane
POR FESR, aperto bando per Filiera dell'Innovazione Pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio n. 3 del 21 gennaio 2010 (Supplemento
ordinario n. 4) il b ...
POR FESR, aperto bando per Filiera dell'Innovazione
Pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio n. 3 del 21 gennaio 2010 (Supplemento ordinario n. 4) il bando con il quale la Regione concede agevolazioni a favore dei soggetti appartenenti al sistema/filiera produttiva del settore “Innovazione”, e per il quale sono stanziati 4 milioni di euro.
L'iniziativa si colloca nell'ambito della DGR n. 611/2008 (e successive modifiche), in particolare del Progetto complesso denominato “Knowledge management e processi di innovazione produttiva”, e promuove i processi di creazione e di applicazione della conoscenza sviluppatasi nell’ambito del sistema produttivo locale all’interno dei mercati di riferimento (nuovi o consolidati), e i progetti volti a individuare strumenti e tecnologie 'pulite', compresa la realizzazione di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili.
Possono presentare domanda le microimprese, le piccole e medie imprese e le grandi imprese, aventi almeno una unità produttiva nel territorio regionale (oppure che intendano aprirla entro i 30 giorni successivi alla sottoscrizione dell’atto d’impegno); e i soggetti giuridici pubblici e privati diversi dall’impresa (es., università, centri di ricerca), qualora partecipino in forma aggregata con le Pmi, relativamente a investimenti per programmi di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico.
Per i requisiti di partecipazione, i settori di attività e le spese ammissibili consultare il testo dell'Avviso pubblico.
La presentazione della domanda prevede la prenotazione telematica sul sito www.incentivi.lazio.it e il successivo invio a Sviluppo Lazio della domanda cartacea, completa della documentazione richiesta. La prenotazione telematica e la presentazione della domanda in formato cartaceo resteranno aperte fino alle ore 18 del 23 marzo 2010.
Per informazioni: Numero verde InformaPOR 800 264 525.
Percorsi formativi e patentino per proprietari e detentori, di cani: dieci ore di lezioni e rilascio del patentino.
E’ quanto previsto con la pubblicazione del decreto ministeriale 26 novembre 2009 (in Gazzetta Ufficiale 25 gennaio 2010, n. 19 (data di entrata in vigore) con cui sono stati stabiliti i criteri per la programmazione dei corsi formativi destinati ai soggetti di cui in premessa.
I corsi previsti in tale decreto hanno come scopo quello di informare i proprietari di cani sulle loro responsabilità, in modo che possano prevenirsi comportamenti (eventualmente pericolosi e dannosi) da parte del cane stesso.
I percorsi sono stati istituti con l’Ordinanza del 23 marzo 2009 con cui il Ministero del Lavoro , della salute e delle politiche sociali, ha indicato tutte le misure alle quali dovranno attenersi proprietari e detentori di cani.
In base alla citata ordinanza proprietario o detentore del cane devono:
Le linee guida del provvedimento
Soggetti
Prima di analizzare i contenuti analitici del provvedimento occorre effettuare una precisazione sui soggetti che frequenteranno i corsi formativi: saranno obbligatori per i proprietari o detentori segnalati dai Comuni, in collaborazione con i Servizi Veterinari, ma potranno frequentarli (quindi il corso sarà facoltativo) tutti i proprietari e tutti i cittadini che vogliono migliorare la relazione con il proprio cane.
Organizzazione dei corsi
I corsi saranno organizzati dai comuni a livello locale.
Il provvedimento in oggetto, infatti, precisa che, al fine di organizzare tali corsi, i Comuni, congiuntamente con le Aziende Sanitarie locali, possano avvalersi, oltre che della collaborazione degli Ordini Professionali dei medici veterinari, delle facoltà di Medicina Veterinaria, delle Associazioni Veterinarie e di protezione degli animali, anche della collaborazione di educatori cinofili di comprovata esperienza.
Qualifica del veterinario
Per quanto concerne il medico veterinario, al fine di poter essere considerato esperto in comportamento animale, dovrà essere in possesso degli specifici requisiti previsti nelle linee guida emanate dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici veterinari italiani (cd. FNOVI).
Sarà, inoltre, ritenuto valido, ai fini della sopra citata definizione di esperto, il possesso del diploma europeo di specialista in medicina comportamentale.
Contenuto della formazione
E’ prevista una formazione base (minimo di 5 sessioni didattiche e di due ore ciascuna, con possibilità di integrazione di didattica pratica)
I contenuti di questi percorsi formativi sono stati sviluppati dal Ministero della salute con l’ausilio della FNOVI, e sono messi a disposizione delle autorità preposte alla organizzazione dei corsi; tali percorsi di base sono pubblicati dalla Federazione, dal Ministero e sono reperibili presso tutti gli Ordini.
Dovranno essere, inoltre, previsti moduli didattici pratici con il cane per una migliore gestione dello stesso; i risultati del percorso formativo sarà oggetto di una verifica periodica da parte del servizio veterinario.
Rilascio del patentino e costo del corso
Il patentino verrà rilasciato solo al termine del percorso formativo, previo test di verifica finale da parte del proprietario, predisposto dal servizio veterinario ufficiale, che dovrà valutare le acquisite conoscenze.
Ultima,ma forse fondamentale, precisazione: il corso formativo sarà ovviamente a carico del proprietario del cane.
(Altalex, 28 gennaio 2010. Nota di Manuela Rinaldi)