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Don Luigi Ciotti: " Proviamo un grande immenso dolore, Quello che ora sentiamo di poter e dover dire che una morte di questo genere è inaccettabile" "Proviamo un grande dolore, tanto dolore e vogliamo innanzitutto esprimere tutta la
nostra vicinanza alle famig... |
Don Luigi Ciotti: " Proviamo un grande immenso dolore, Quello che ora sentiamo di poter e dover dire che una morte di questo genere è inaccettabile"
"Proviamo un grande dolore, tanto dolore e vogliamo innanzitutto esprimere tutta la nostra vicinanza alle famiglie e a tutti i ragazzi della scuola. Bisogna certo aspettare l'esito delle indagini sull'attentato. Quello che ora sentiamo di poter e dover dire che una morte di questo genere è inaccettabile . In Puglia ci sono beni confiscati alle mafie dove tanti giovani si danno da fare per ridare a questo nostro paese piu' legalità, piu' dignità, piu' lavoro, piu' giustizia sociale. Lo stesso avviene in tante scuole della Regione e del paese dove i ragazzi come quelli colpiti oggi dall'attentato imparano non solo le materie del sapere ma anche l'alfabeto della cittadinanza e della corresponsabilità. Che questo fatto violento, incredibile, non puo' farci dimenticare la meraviglia di questi ragazzi impegnati a costruire il loro ma anche il nostro futuro" . In una nota Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera nell'esprimere vicinanza alle famiglie dei ragazzi e commenta l'attentato a Brindisi.
Brindisi, 19 mag. (TMNews) - "Una violenza inaudita pesante, una ferita profonda. Dico ai ragazzi: Non scoraggiatevi, bisogna continuare sulla strada dei progetti per la legalità. Non sappiamo ancora cosa c`è qui dietro". Lo ha detto, dal luogo dell'attentato di Brindisi, Don Luigi Ciotti, presidente dell`associazione antimafia Libera. Un attentato che "avviene alla vigilia del ventennale della strage di Capaci, davanti ad una scuola intitolata a Falcone: certo che c'è qualcosa di strano. In questa terra di confische di beni, è un segnale inquietante". Don Ciotti ha sottolineato che "ci deve essere uno scatto dalla cittadinanza. Spero che alle 18 saremo tantissimi. Chi ha messo le tre bombole qui per farle saltare in aria sapeva che stava commettendo una strage. Dentro la scuola c`è una bellissima foto di Giovanni e di sua moglie. Ora metteremo anche la foto di Melissa".
Solidarietà familiari vittime innocenti delle mafie di Libera
I Familiari delle vittime innocenti delle mafie di Libera esprimono, sgomenti, solidarieta' e vicinanza alle famiglie di quanti stanno soffrendo per gli effetti del barbaro attentato, ai ragazzi dell'Istituto Morvillo Falcone, e all'intera' comunità pugliese. Chi ha vissuto il dolore di sangue innocente sente forte il dramma di altro sangue innocente.
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| Autore : ascom |
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19/05/2012 - 19:28 |
Ufficio Studi Confcommercio: il risparmio medio pro-capite, per il 2012, è 1.475 euro. Calano i consumi sui livelli degli anni "90 a 15.175 euro all'anno (nel 2007 erano 18.663) e diminuisce il reddito disponibile a 16.650 euro (16.374 nel 2007). Gli
italiani son... |

Ufficio Studi Confcommercio: il risparmio medio pro-capite, per il 2012, è 1.475 euro. Calano i consumi sui livelli degli anni "90 a 15.175 euro all'anno (nel 2007 erano 18.663) e diminuisce il reddito disponibile a 16.650 euro (16.374 nel 2007).
Gli italiani sono ancora dei risparmiatori, anche in un periodo di ristrettezza: cala però la quota di reddito che si riesce a mettere da parte. Il risparmio medio pro-capite, stimato dall'Ufficio Studi di Confcommercio, per il 2012 è 1.475 euro. Calano i consumi, che viaggiano sui livelli degli anni '90 a 15.175 euro all'anno per italiano (nel 2007 erano 18.663), e diminuisce il reddito disponibile a 16.650 euro (16.374 nel 2007). "Inoltre - ha spiegato il direttore, Mariano Bella - la ricchezza accumulata arretra velocemente: nel biennio 2013, la ricchezza media pro-capite, stimata in 143.243 euro varrà 7.076 euro in meno. Il risparmio annuale è stato nel 2011 1.491 euro, ma la perdita di potere d'acquisto subita dagli asset accumulati è di circa 3500 euro l'anno, quindi l'incremento non riesce a coprire le perdite.
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| Autore : ascom |
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18/05/2012 - 09:57 |
Figisc ed Anisa Confcommercio annunciano l'avvio dal primo giugno di un'iniziativa a tappeto con al centro il problema dell'eccessiva tassazione dei carburanti. Figisc ed Anisa Confcommercio annunciano l'avvio dal primo giugno di un'iniziativa a tappeto con al
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Figisc ed Anisa Confcommercio annunciano l'avvio dal primo giugno di un'iniziativa a tappeto con al centro il problema dell'eccessiva tassazione dei carburanti.
Figisc ed Anisa Confcommercio annunciano l'avvio dal primo giugno di un'iniziativa a tappeto con al centro il problema dell'eccessiva tassazione dei carburanti: "abbiamo già rimandato l'avvio di questa operazione per vedere se si intendevano assumere provvedimenti, quali, ad esempio, la sterilizzazione dell'Iva: niente del genere è accaduto. Avvieremo dal prossimo mese su tutto il territorio nazionale, presso tutti gli impianti della rete distributiva ordinaria ed autostradale e presso il sistema di Confcommercio-Imprese per l'Italia, d'intesa con tutti i soggetti che la vorranno condividere, una raccolta di firme a sostegno di una petizione popolare di massa per la riduzione delle imposte sui carburanti. E oltre a ciò, considerato che lo Stato - con un carico fiscale superiore al 55 % del prezzo - è diventato ormai il vero soggetto regolatore di questo mercato, chiediamo il ripristino del regime dei prezzi amministrati per questo bene indispensabile alla mobilità degli italiani e che si faccia garante non solo della trasparenza dei prezzi, ma anche di quelli che devono essere i margini sia delle aziende petrolifere sia dei gestori degli impianti", dicono le due organizzazioni. "Nel giro di poco più di tredici mesi, dall'inizio dell'aprile 2011 a questa parte il prezzo dei carburanti è aumentato mediamente tra benzina e gasolio di 27,5 centesimi al litro: di questi, 6,6 centesimi (Iva compresa) sono dovuti all'aumento delle quotazioni internazionali dei prodotti, e ben 20,9 centesimi all'incremento delle imposte. In altre parole il 76 % degli aumenti è da attribuirsi alle maggiori imposte, situazione che non ha eguali in nessun Paese comunitario. Abbiamo le imposte sui carburanti più alte dell'intera Europa comunitaria e, di conseguenza, il prezzo più alto, nonostante dall'inizio di maggio la benzina sia diminuita di ben 7,5 centesimi al litro ed il gasolio di 3,2", denuncia Luca Squeri, presidente nazionale della Figisc. "Consumatori, famiglie, imprese sono all'esasperazione. La maggiore voce che contribuisce all'inflazione è il prezzo dei carburanti, i benzinai stanno agonizzando a causa dei crescenti costi di gestione, dell'esaurimento delle linee di credito, delle scelte commerciali di un settore che è esso stesso in crisi, dalla raffinazione (che ha accumulato miliardi di euro di perdite negli scorsi anni) alla distribuzione (che ha depresso i margini sotto la soglia critica); a ciò si aggiunga che la stangata fiscale sui carburanti, sovrappostasi alla recessione economica, ha letteralmente 'falciato' i consumi: nei primi quattro mesi del 2012 si sono persi quasi 1.400 milioni di litri rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (- 10 %) ", prosegue Squeri. "Senza un'inversione di rotta si rischia un cortocircuito definitivo dei consumi delle famiglie e dell'economia delle imprese, che per di più dimostra il flop delle previsioni di entrata derivanti dalla manovra di aumento delle accise del decreto Salva Italia", dichiara a sua volta Stefano Cantarelli, presidente nazionale Anisa. "Il Governo affronti questa emergenza con una revisione responsabile della sua politica fiscale su questi consumi necessari a garantire la mobilità del Paese: riduca il peso delle accise sui carburanti ripristinando la situazione ante 7 dicembre 2011, quando fu deciso l'aumento in un solo giorno di 10 centesimi per la benzina e di 14 per il gasolio", conclude Cantarelli.
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| Autore : ascom |
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17/05/2012 - 18:38 |
Il conto di base sarà operativo dal 1° giugno. Il divieto della riscossione della pensione in contanti è stato fissato al 1° luglio dal disegno di legge sulla semplificazione fiscale. In ritardo sulla tabella di marcia del decreto
Salva-Italia, alla fine il co... |
Il conto di base sarà operativo dal 1° giugno. Il divieto della riscossione della pensione in contanti è stato fissato al 1° luglio dal disegno di legge sulla semplificazione fiscale.
In ritardo sulla tabella di marcia del decreto Salva-Italia, alla fine il conto corrente di base è arrivato. E’ stata stipulata la convenzione tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Associazione Bancaria italiana (Abi), Poste Italiane e l’Associazione Italiana Istituti di Pagamento e di moneta elettronica (A.I.I.P).
Il conto corrente di base completa il provvedimento del Governo Monti che, con la manovra economica dello scorso dicembre, ha vietato il pagamento in contanti di pensioni e stipendi della pubblica amministrazione sopra i 1.000 euro.
Un provvedimento che di mese in mese è stato posticipato e fissato da ultimo con il disegno di legge sulla semplificazione fiscale, approvato definitivamente dal il 23 aprile scorso, al 1° luglio 2012.
Sono due i conti correnti di base individuati.
Il primo è riservato a coloro che hanno un Isee inferiore a 7.500 euro. Prevede l’esenzione del pagamento del bollo, che ammonta a 34 euro l’anno, e zero canone. Tra le gratuità delle operazioni annuali previste ci sono: 6 prelievi allo sportello (un po’ poco, considerate le 13 mensilità della pensione), prelievi bancomat illimitati se effettuati con il prestatore dei servizi di pagamento e 12 presso altri sportelli, 36 pagamenti ricevuti tramite bonifico nazionale o Sepa (ovvero nei Paesi dell’area euro), illimitate le operazioni di pagamento tramite carte di debito.
Il secondo conto corrente di base è per coloro che ricevono una pensione inferiore a 1.500 euro e hanno un Isee superiore alla soglia indicata. Questo conto, a fronte di un canone annuale e l’imposta di bollo, prevede la gratuità delle spese di apertura e di gestione destinate all’accredito e al prelievo della pensione del titolare, più altri servizi gratuiti tra i quali: 12 prelievi allo sportello (in questo a differenza del primo conto, le mensilità sono state portate da 6 a 12), operazioni bancomat illimitate presso il prestatore del servizio e illimitati i pagamenti ricevuti con bonifico nazionale o Sepa come pure quelli effettuati con carta di debito.
Il conto di base, che si avvale di canali alternativi come l’internet banking, sarà operativo a partire dal 1° giugno. Gli eventuali correntisti dovranno, all’atto della richiesta, presentare un’autocertificazione in cui attestano di non essere titolari di altro conto di base e entro il 1° marzo di ogni anno debbono comunicare alla banca l’autocertificazione del proprio Isee se è inferiore alla soglia prevista, mentre chi ha una pensione inferiore a 1.500 euro, sempre entro la stessa data, dovrà presentare l’autocertificazione del proprio trattamento pensionistico.
Le giacenze sul conto di base non sono remunerate.
Oltre a questa tipologia di conto corrente, per l'accredito della pensione esistono altre possibilità: il libretto postale, una carta ricaricabile oppure la Inps Card.
La Inps card è una carta prepagata che l’Istituto pensionistico ha realizzato insieme a Poste Italiane.
Questa carta non prevede né costi di gestione, né imposte di bollo. Oltre all’accredito della pensione, la Inps Card dà la possibilità di versare denaro e ritirare contanti nei Postamat (gratuitamente) o in tutti i bancomat del circuito Cirrus Maestro (con una commissione di 1,75 euro nei paesi della zona euro e di 2,58 nei paesi fuori dall’euro), e di effettuare pagamenti nei negozi. Per ottenerla è sufficiente rivolgersi all’ufficio postale dove si riscuote abitualmente la pensione.
Per coloro che ancora non si sono adeguati alle nuove modalità di riscossione della pensione, possono provvedere direttamente attraverso il sito dell’Inps (www.inps.it) se in possesso di PIN, oppure presso una Struttura Territoriale dell’Istituto.
Il Patronato 50&Più Enasco, con le sue sedi su tutto il territorio nazionale, è a disposizione di tutti i pensionati per la compilazione dell’apposito modulo da consegnare all’Inps.
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| Autore : ascom |
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16/05/2012 - 15:54 |
Pochi calcoli da fare e rimborsi fiscali veloci nella rata di pensione o sulla busta paga a partire dal mese di luglio. Anche chi deve versare al fisco qualcosa può trovare vantaggioso il modello 730: evita di fare la fila per il pagamento delle imposte
dovute, l... |
Pochi calcoli da fare e rimborsi fiscali veloci nella rata di pensione o sulla busta paga a partire dal mese di luglio.
Anche chi deve versare al fisco qualcosa può trovare vantaggioso il modello 730: evita di fare la fila per il pagamento delle imposte dovute, le quali vengono trattenute – anche a rate - direttamente sulla pensione o sullo stipendio.
E’ notevolmente facilitato chi deve presentare la dichiarazione dei redditi, perché ha la casa di proprietà o magari integra la pensione o lo stipendio con una collaborazione o un lavoro autonomo saltuario, oppure ha spese mediche o altre ricevute da scalare dalle tasse.
E’ l’unica possibilità, poi, offerta ai coniugi per presentare la dichiarazione dei redditi in forma congiunta, anche se entrambi sono pensionati o lavoratori dipendenti.
Per oltre 15 milioni di contribuenti, tra dipendenti e pensionati, il Modello 730 si conferma come valida alternativa al modello “Unico”, perché è semplice da compilare, i calcoli da fare sono pochi e la consegna al fisco viene fatta da chi presta l’assistenza fiscale (ci pensa il CAF).
Chi può presentarlo
La strada della denuncia fiscale tramite il 730 è aperta a molti, ma non a tutti. Riguarda i lavoratori dipendenti, i pensionati e chi percepisce redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (come i sacerdoti e i soci di cooperativa, di produzione e lavoro, di servizi o agricole) che nel 2011 hanno avuto, oltre al reddito di lavoro dipendente o di pensione, anche i seguenti redditi:
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terreni e/o fabbricati;
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di capitale;
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di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita Iva;
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alcuni redditi diversi.
Il modello 730 può essere presentato anche da coloro che posseggono soltanto redditi di collaborazione coordinata e continuativa o a progetto. In questo caso il contratto di collaborazione deve sussistere nel periodo compreso tra giugno e luglio 2012 e il contribuente deve conoscere i dati del sostituto che effettua il conguaglio.
Infine, può essere presentato anche dai lavoratori dipendenti, pensionati e collaboratori che, pur non essendo obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi, ne hanno convenienza per far valere oneri deducibili o la detrazione d’imposta (spese mediche, interessi passivi, assicurazioni sulla vita etc.) che danno diritto al rimborso di parte delle imposte trattenute, dal datore di lavoro o dall’Istituto previdenziale.
Gli esclusi
Non possono utilizzare il modello 730 e devono quindi presentare il modello Unico 2012 coloro che
nel 2011 hanno posseduto:
- redditi d’impresa e/o di partecipazione;
- redditi di lavoro autonomo con partita Iva (anche in forma associata);
- redditi diversi, non compresi tra quelli indicati nel quadro D – righi D4 e D5 - (ad esempio proventi derivanti dalla vendita di aziende, dall’affitto o dalla concessione in usufrutto di aziende).
Niente 730 anche per i contribuenti che devono presentare la dichiarazione per conto di una persona
deceduta; per i lavoratori domestici; per i contribuenti non residenti in Italia nel 2011 e/o 2012; nonché per i contribuenti che devono presentare una delle seguenti dichiarazioni: IVA, IRAP, sostituti di imposta (ad esempio venditori porta a porta).
Quando e a chi presentarlo
Mentre il termine di presentazione tramite l’ente pensionistico o il datore di lavoro scade il 16 maggio, la scadenza invece per presentare il modello tramite il Caf (Centro Assistenza Fiscale) è prevista entro il 20 giugno prossimo (le scadenze sono state recentemente prorogate).
Per quanto riguarda le operazioni di conguaglio (addebito delle imposte dovute o accredito del rimborso spettante) vengono effettuate sull’importo dello stipendio a partire da luglio prossimo o nella rata di pensione tra agosto e settembre.
Andando al Caf è possibile ottenere anche il visto di conformità che dà la certezza che i dati relativi
agli oneri deducibili e/o detraibili esposti nel 730 sono conformi a quelli della documentazione fiscale.
Documenti da tenere nel cassetto
Non è più obbligatorio allegare alla dichiarazione dei redditi la documentazione relativa alle ritenute d’acconto, agli oneri, agli attestati di versamenti, ecc. Tuttavia bisogna aver cura di conservarla diligentemente almeno fino a quanto non è prescritto il termine entro il quale l’amministrazione finanziaria può richiederla: la documentazione relativa per l’anno d’imposta 2011 va quindi conservata fino al 31 dicembre 2016.
Il contribuente che, invitato dall’ufficio delle entrate, non è in grado di esibire la documentazione richiesta, oltre al recupero delle maggiori imposte è punito con la sanzione amministrativa da 258 euro a 2.065 euro.
La scelta dell’8 e del 5 per mille
Insieme al modello 730 si deve consegnare al Caf la scheda per la destinazione dell’8 per mille e del 5 per mille (mod. 730/1) anche se non viene espressa alcuna scelta.
Tutti i contribuenti hanno la facoltà di scegliere la destinazione di una quota dell’Irpef (l’8 per mille) a confessioni religiose o allo Stato, per scopi di carattere sociale, umanitari e religiosi.
Anche quest’anno è prevista la possibilità per i contribuenti di destinare una ulteriore quota del gettito Irpef (il 5 per mille), con lo stesso meccanismo simile a quello previsto per l’8 per mille, alle seguenti finalità:
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sostegno del volontariato, delle ONLUS, delle associazioni di promozione sociale;
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finanziamento della ricerca scientifica, dell’università e ricerca sanitaria;
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attività sociale svolta dal Comune di residenza del contribuente;
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sostegno delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.
La scelta va espressa, sia per l’una che per l’altra – obbligatoriamente per una sola istituzione – firmando l’apposito modello.
50&Più Caaf è a disposizione da sempre, con le sue sedi su tutto il territorio nazionale, con un’assistenza garantita dalla competenza e da un’assicurazione, per aiutarvi ad espletare tutti gli adempimenti fiscali che si presentano in questo periodo.
A cura di Gianni Tel, 50&Più
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| Autore : ascom |
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16/05/2012 - 15:51 |
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Ultime notizie :: Infonews
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Ad aprile i finanziamenti richiesti dalle imprese italiane hanno registrato una crescita tendenziale del +5 rispetto allo stesso periodo del mese precedente. Boom di prestiti in Sardegna, Liguria e Calabria. Ad aprile la domanda di prestiti da parte delle
imprese... |
Ad aprile i finanziamenti richiesti dalle imprese italiane hanno registrato una crescita tendenziale del +5 rispetto allo stesso periodo del mese precedente. Boom di prestiti in Sardegna, Liguria e Calabria.
Ad aprile la domanda di prestiti da parte delle imprese italiane (sia imprese individuali sia società di persone e capitali) ha segnato un +5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, confermando il trend dei mesi precedenti, ponderato a parità di giorni lavorativi. Lo rivela il Barometro CRIF sulla domanda di credito da parte delle imprese italiane, elaborato sulla base del patrimonio informativo di EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF, che raccoglie i dati relativi a oltre otto milioni di posizioni creditizie attribuite a utenti business.
Il mese scorso la domanda di credito delle imprese italiane ha registrato una crescita tendenziale del +5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta di un dato positivo e – afferma Enrico Lodi, Direttore Generale Credit Bureau Services di CRIF – “complessivamente può essere letto come la conferma dell’atteggiamento da parte delle imprese che guardano al mercato del credito con rinnovate aspettative, sia per finanziare i propri investimenti sia per ottenere le risorse necessarie a sostenere l’attività corrente in una fase, come questa, ancora caratterizzata da una diffusa incertezza”.
Il trend rilevato dal Barometro Crif riguarda indistintamente sia le imprese individuali sia le società di persone e capitali, a parità di giorni lavorativi. L’aumento dei finanziamenti richiesti dalle imprese italiane è un fenomeno che si protrae sin dai primi mesi del 2012, ma appare in controtendenza con quanto registrato rispettivamente nel primo quadrimestre del 2010 (-0,75%) e del 2009 (-8,3%).
Andando più nel dettaglio e, in particolare, considerando l’importo del credito erogato, si scopre che nel primo quadrimestre dell’anno in corso il 36% delle richieste si è concentrato nella fascia fino a 5.000 euro (nello stesso periodo dell’anno precedente era il 45%), seguite da quelle comprese tra 20 e 50.000 euro (20,7% del totale) e da quelle tra 10 e 20.000 euro (18%). La crescita tendenziale di queste due fasce, e cioè relativa allo stesso periodo dell’anno precedente, è di un paio di punti percentuali. Se, invece, si analizzano i dati della domanda di credito per singola regione, ci si trova di fronte a un quadro estremamente vario e differenziato, con picchi di crescita in doppia cifra in Sardegna (+15%), Liguria (+11%), Calabria (+11%) e Molise (+10%), a fronte di un calo nel Lazio (-7%), nelle Marche (-6%), in Sicilia (-3%), in Puglia e Campania (entrambe -1% rispetto al primo quadrimestre 2011).
“La ripresa della domanda di finanziamenti, avvenuta a marzo e confermata ad aprile – ha commentato Lodi – non può essere interpretata come un nuovo trend, ma probabilmente anticipa un allentamento della tensione da parte delle imprese rispetto alle loro aspettative che il credito che richiedono possa essere non accolto da parte degli intermediari bancari e finanziari”.
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| Autore : ascom |
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18/05/2012 - 17:00 |
L'Italia non è un Paese per giovani. Lo dimostrano i dati sull'occupazione e quelli sulle possibilità di accesso alla casa, ma anche nel crescente numero di storie di successo di giovani all'estero. Uno dei problemi di questa situazione può
essere ricondotto al fat... |
L'Italia non è un Paese per giovani. Lo dimostrano i dati sull'occupazione e quelli sulle possibilità di accesso alla casa, ma anche nel crescente numero di storie di successo di giovani all'estero. Uno dei problemi di questa situazione può essere ricondotto al fatto che la classe dirigente italiana pensa ai giovani (forse), ma non è composta da giovani, anzi risulta essere la più vecchia d'Europa. Che l'Italia sia un po' da sempre gerontocratica non è un fatto nuovo, ma una nuova ricerca realizzata dalla Coldiretti e dall'Università di Calabria ha messo in luce quanto effettivamente lo sia, nei più svariati campi. L'Età media della classe dirigente italiana è infatti di 59 anni.
L'analisi della Coldiretti parte dalla politica dove l'età media dei parlamentari è di 57 anni al Senato e di 54 anni alla Camera.
Il nostro primo Ministro, Mario Monti ha 69 anni, la media del governo è di 64 anni ed i più giovani il Ministro Renato Balduzzi e il Ministro Filippo Patroni Griffi hanno entrambi 57 anni. Si dirà questo è un governo di tecnici, che necessità di esperienza. In realtà si fa fatica a memoria a ricordare un premier italiano giovane. Tutt'altra storia rispetto alla Gran Bretagna dove David Cameron è diventato primo ministro a 43 anni, Gordon Brown a poco più di 50, Tony Blair a 44 anni e John Major a 47, giusto per ricordare le ultime legislature.
Nel parlamento italiano nelle ultime tre legislature sono stati eletti solo 2 under 30 su 2500 deputati, nonostante il peso dei 25-29 enni italiani sia pari al 28% della popolazione eleggibile ed oggi siedono in parlamento solo 47 deputati under 40 su 630.
Ma non e solo la politica ad essere rappresentata da, diciamo, uomini di esperienza, lo sono anche molti altri campi. Ad esempio le banche dove l'età media degli amministratori delegati è di 67 anni, la stessa dei vescovi della Chiesa Cattolica. Va un po' meglio ma non di molto nelle imprese partecipate statali dove i dirigenti hanno un'età media di 61 anni e nella Pubblica Amministrazione dove i direttori hanno in media 57 anni.
Passando al privato la situazione è migliore con i manager delle società quotate a Piazza Affari che hanno in media 53 anni. Tra i rappresentanti delle associazioni di categoria di Industria e Commercio l'età media è di 59 anni, mentre per quanto riguarda le organizzazioni sindacali i dirigenti hanno 57 anni in media.
Uno dei mondi dove i “baroni” prosperano è quello della scuola, specie per ciò che riguarda l'Università dove i professori hanno una media di 63 anni, la più alta del mondo industrializzato.
In Italia, infatti un quarto dei professori ha più di 60 anni contro il 10% di Francia e Spagna e l'8% in Gran Bretagna.
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| Autore : ascom |
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18/05/2012 - 16:54 |
Per favorire l'occupazione e la nascita di nuove imprese in Lazio la Regione eroga contributi fino a 75 mila euro: il progetto "Generazione Lavoro". La Regione Lazio incentiva le iniziative di auto-imprenditoria e la nascita di nuove start-up di impresa
attravers... |
Per favorire l'occupazione e la nascita di nuove imprese in Lazio la Regione eroga contributi fino a 75 mila euro: il progetto "Generazione Lavoro".
La Regione Lazio incentiva le iniziative di auto-imprenditoria e la nascita di nuove start-up di impresa attraverso il progetto "Generazione Lavoro " Incentivi alla creazione di Impresa”, finalizzato a favorire l’occupazione nel territorio: l’avviso è destinato ai lavoratori disoccupati e ai lavoratori precari, titolari di contratti di lavoro non stabili, e ai lavoratori in cassa integrazione o mobilità.
Progetto Generazione Lavoro
Il progetto attivato dalla Regione Lazio per agevolare l’occupazione prevede l’erogazione di contributi per incentivare la partecipazione dei lavoratori in un progetto di investimento per lo start up di impresa, la successione per atto di cessione, anche a titolo gratuito, del complesso dell’azienda e lo spin off aziendale.
I contributi non possono superare il 25% delle spese effettuate per consulenze fiscali, contabili, brevettali, spese di costituzione dell’impresa e di avvio dell’attività, tra le quali anche i costi relativi all’affitto di locali, registrazione del logo, spese di promozione e connesse con gli adempimenti amministrativi, fidejussione.
Le agevolazioni regionali consistono in un finanziamento fino a 30 mila euro per richiedenti singoli, 55 mila euro per due richiedenti e 75 mila euro per imprese avviate da almeno tre soggetti. Le richieste di contributo devono essere presentate attraverso posta certificata a BIC Lazio, dal 3 giugno 2012 entro il 9 giugno 2012 e il 31 luglio 2012.
Il bando è pubblicato sul sito della Regione Lazio
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| Autore : ascom |
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18/05/2012 - 16:37 |
Sicurezza sul lavoro: prorogata al 31 dicembre 2012 la possibilità di auto-certificazione nelle microimprese fino a 10 dipendenti e nelle aziende del settore trasporti sulla valutazione dei rischi. Le aziende fino a 10 dipendenti potranno procedere con
l'autocert... |
Sicurezza sul lavoro: prorogata al 31 dicembre 2012 la possibilità di auto-certificazione nelle microimprese fino a 10 dipendenti e nelle aziende del settore trasporti sulla valutazione dei rischi.
Le aziende fino a 10 dipendenti potranno procedere con l'autocertificazione della valutazione dei rischi per la sicurezza sui luoghi di lavoro fino al 31 dicembre 2012, mentre a partire dal 2013 dovranno procedere con la stesura del documento.
Il Decreto Legge n. 57/2012 (consulta o scarica il testo) proroga infatti i termini, (precedentemente fissati al 30 giugno 2012, per le aziende del settore trasporti e per le microimprese.
Rimangono invece valide le vecchie disposizioni in materia di sicurezza del lavoro con riferimento ai settori ferroviario, marittimo e portuale.
La nuova norma integra il Decreto legislativo 81/2008, allo scopo di “riempire” il vuoto normativo per le PMI fino a 10 dipendenti e per le aziende dei trasporti, in attesa che vengano emanati appositi decreti attuativi in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro specifici.
Dunque, dal 1° gennaio 2013 (e non più dal 1° luglio) le microimprese dovranno elaborare il documento sulla valutazione dei rischi secondo le procedure ordinarie. La proroga a fine 2012 garantirà intanto la prosecuzione delle attività nei suddetti settori, evitando blocchi dovuti all’incompatibilità con gli attuali standard tecnici di esercizio.
Oltre alla proroga per l’autocertificazione delle microimprese il decreto fa salve le disposizioni attuative dell’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, nonché le disposizioni di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 298, e le disposizioni tecniche del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e del decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, richiamate dalla legge 26 aprile 1974, n. 191, e dai relativi decreti di attuazione, fino all’emanazione di appositi decreti attuativi.
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| Autore : ascom |
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18/05/2012 - 16:32 |
Diramati i dati Movimprese relativi al primo trimestre 2012, elaborati da Osserfare, l'osservatorio economico della Camera di Commercio di Latina. L'ANDAMENTO DEMOGRAFICO A livello nazionale i primi tre mesi di quest'anno evidenziano una situazione
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Diramati i dati Movimprese relativi al primo trimestre 2012, elaborati da Osserfare, l'osservatorio economico della Camera di Commercio di Latina.
L'ANDAMENTO DEMOGRAFICO
A livello nazionale i primi tre mesi di quest'anno evidenziano una situazione generale in peggioramento in termini di saldo tra iscrizioni e cessazioni (-26.090) rispetto al dato rilevato per lo stesso periodo dell'anno precedente (-9.638); laddove non si rileva un peggioramento, si riscontra una sostanziale invarianza., come nel Lazio, che peraltro è l’unica regione a far riscontrare un valore positivo in termini assoluti (+1.953 imprese), anche se dovuto interamente alla provincia di Roma. Tutto ciò ad ulteriore conferma di un periodo difficile che sta attraversando l’intero Paese. In termini di tasso di crescita il valore registrato in Italia a marzo 2012 è di –0,43%, contro un –0,16% del I trimestre 2011. La regione Lazio, grazie prevalentemente alla performance capitolina, si mantiene su un sentiero di crescita positivo, registrando un tasso di sviluppo del +0,32%.
A livello locale, l’intero tessuto produttivo ammonta a 57.466 imprese registrate al 31/03, di cui 47.108 attive (81,98%), per un bilancio demografico che ha fatto registrare un saldo di –95 imprese (-18 alla fine del primo trimestre 2011). Seppure con un valore negativo del tasso di crescita (-0,17%), la provincia di Latina si mantiene, se non altro, tra le più stabili, se confrontata con tutte le altre a province; tra l’altro, a livello regionale si posiziona subito dopo la provincia di Roma, che ha fatto registrare il tasso di crescita più elevato a livello nazionale (+0,53%) e in linea con la provincia di Frosinone.
Ad ogni modo, occorre rammentare che i dati negativi del I trimestre di ogni anno sono fisiologici, perché correlati alle cessazioni che vengono dichiarate al 31/12 dell’anno precedente, anche se il confronto tendenziale (sullo stesso trimestre dell’anno precedente) restituisce pur sempre una indicazione di massima sullo stato di salute del tessuto economico e imprenditoriale.
I dati riassuntivi della regione Lazio sono riportati nella tabella seguente:
Tab.1: Andamento demografico delle imprese nella Regione Lazio
|
Provincia |
Registrate |
Attive |
Iscrizioni |
Cessazioni
non
d'ufficio
|
Saldo |
Tasso di
natalità I
trimestre
2012
|
Tasso di
mortalità I
trimestre
2012
|
Tasso di
crescita I
trimestre
2012
|
|
FROSINONE
LATINA
RIETI
ROMA
VITERBO
|
46.339
57.466
15.146
452.561
38.055 |
39.351
47.108
13.283
331.055
34.082 |
935
1.312
296
9.197
744 |
1.013
1.407
382
6.804
925 |
- 78
- 95
- 86
2.393
- 181 |
2,02
2,28
1,95
2,03
1,96 |
2,19
2,45
2,52
1,50
2,43 |
- 0,17
- 0,17
- 0,57
0,53
- 0,48 |
|
Gran Total |
609.567 |
464.829 |
12.484 |
10.531 |
1.953 |
2,05 |
1,73 |
0,32 |
Font e: elaborazioni Osserfare su dati Movimprese
I SETTORI ECONOMICI
Passiamo ora all’esame del tessuto imprenditoriale per settori economici della provincia di Latina. In primo luogo, occorre subito sottolineare che ben pochi sono i settori che mostrano un valore di crescita demografico positivo: spicca, infatti, il settore Energetico relativo alla Fornitura di energia elettrica gas e vapore, i cui tassi sono comunque condizionati dal un numero di imprese piuttosto contenuto, per cui tale dato può essere fuorviante se non si tenesse conto di ciò. Più interessanti in termini generali sono i valori positivi fatti registrare dalle Attività professionali scientifiche e tecniche, attività ad alto valore aggiunto, che hanno realizzato un significativo +1,35% (contro +0,83% dello stesso periodo del 2011); dello stesso tenore è il dato positivo delle Attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+0,37% nel I trimestre 2012 contro –1,38% dello stesso periodo 2011). Buono anche il dato registrato nel campo dell’ Informazione e comunicazione (+0,09%), a fronte del –1,03% del 2011.
Venendo alle dolenti note si rileva il dato negativo (-0,79%) riscontrato nell’Agricoltura, comunque in recupero rispetto a quanto rilevato nel 2011 (-1,26%). Di diverso significato sono i valori negativi riscontrati per settori di grande importanza come il Commercio (-0,63% nel 2012 laddove nel 2011 era stato del –0,33%) e le Costruzioni dove nel I trimestre 2012 si è riscontrato un –0,34%, contro un –0,09% a marzo 2011. Altro valore negativo che si deve annotare è quello del settore Alloggio e ristorazione (-0,77%), in deciso peggioramento rispetto al trend positivo rilevato a marzo dello scorso anno (+0,48%); un settore, questo, collegato direttamente alla riduzione della propensione alla spesa da parte dei consumatori e non può passare inosservato neanche il –0,16% del settore dei Trasporti e magazzinaggio, inevitabilmente connesso al rallentamento della distribuzione commerciale, quando a marzo del 2011 aveva fatto riscontrare un valore positivo (+1,05%).
In qualche modo prevedibile il dato negativo rilevato dal settore delle Attività finanziarie e assicurative (-1,81%).
Il riepilogo di quanto esposto è illustrato dalla tabella successiva:
Tab.2: Movimento delle imprese presso il Registro camerale per ramo di attività
|
Settore |
Registrate |
Attive |
Iscrizioni |
Cession i
non
d'ufficio |
Saldo I
trimestre
2012 |
Tasso di
natalità I
trimestre
2012 |
Tasso di
mortalità I
trimestre
2012 |
Tasso di
crescita I
trimestre
2012 |
A Agricoltura, silvicoltura pesca
B Estrazione di minerali da cave e miniere
C Attività manifatturiere
D Fornitura di energia elettrica, gas, vapore
E Fornitura di acqua, reti fognarie
F Costruzioni
G Commercio all'ingrosso e al dettaglio;
H Trasporto e magazzinaggio
I Attività dei servizi di alloggio e ristorazione
J Servizi di informazione e comunicazione
K Attività finanziarie e assicurative
L Attività immobiliari
M Attività professionali, scientifiche e tecniche
N Noleggio, agenzie viaggio
O Amministrazione pubblica e difesa
P Istruzione
Q Sanità e assistenza sociale
R Attività artistiche, sportive, di intrattenimento
S Altre attività di servizi
X Imprese non classificate |
10.967
45
4.934
58
135
7.734
15.660
1.895
4.312
1.065
1.213
1.807
1.260
1.602
7
271
408
813
2.035
1.245 |
10.624
23
3.799
26
89
6.167
13.133
1.429
3.415
839
1.088
1.194
965
1.282
0
225
284
589
1.893
44 |
183
0
74
3
0
170
318
28
69
37
20
37
47
45
0
8
4
20
38
211 |
270
0
90
1
2
196
417
31
102
36
42
42
30
41
0
9
5
17
43
33 |
- 87
0
- 16
2
- 2
- 26
- 99
- 3
- 33
1
- 22
- 5
17
4
0
- 1
- 1
3
- 5
178 |
1,67
0,00
1,50
5,17
0,00
2,20
2,03
1,48
1,60
3,47
1,65
2,05
3,73
2,81
0,00
2,95
0,98
2,46
1,87
16,95 |
2,46
0,00
1,82
1,72
1,48
2,53
2,66
1,64
2,37
3,38
3,46
2,32
2,38
2,56
0,00
3,32
1,23
2,09
2,11
2,65 |
- 0,79
0,00
- 0,32
3,45
- 1,48
- 0,34
- 0,63
- 0,16
- 0,77
0,09
- 1,81
- 0,28
1,35
0,25
0,00
- 0,37
- 0,25
0,37
- 0,25
14,30 |
|
Gran Total |
57.466 |
47.108 |
1.312 |
1.407 |
- 95 |
2,28 |
2,45 |
- 0,17 |
Fonte: elaborazioni Osserfare su dati Movimprese
LE FORME GIURIDICHE
Dall’esame delle forme giuridiche attraverso le quali vengono svolte le attività di impresa in provincia di Latina, i dati del primo trimestre 2012 confermano il trend crescente delle Società di Capitale, che in termini di peso percentuale hanno raggiunto il 26,64% del totale imprese, quindi ben più di una su quattro; si confermano in costante diminuzione le imprese individuali, scese al 54,12%, che anche in valore assoluto hanno fatto rilevare il dato di maggiore contrazione (-176 unità).
Tab. 3: Saldo tra iscrizioni e cessazioni e tasso di crescita per forma giuridica
|
Forma Giuridica |
Saldo |
Tasso di
crescita |
Peso % |
Società di capitale
Soc. di Persone
Imprese Individuali
Altre Forme |
132
- 67
- 176
16 |
0,87
- 0,77
- 0,56
0 62 |
26,64
14,71
54,12
4,53 |
|
Totale |
- 95 |
- 0,17 |
100,00 |
Fonte: elaborazioni Osserfare su dati Movimprese
L’ARTIGIANATO
Completiamo la disamina delle tendenze di demografia imprenditoriale al termine del primo trimestre 2012, dando uno sguardo all’artigianato, comparto tradizionalmente caratterizzato da imprese di piccole o piccolissime dimensioni. Alla fine di marzo 2012, l’artigianato fa riscontrare un numero di imprese iscritte all’apposito Albo pari a 9.613 unità, che rappresentano il 16,73% delle imprese iscritte al Registro camerale. Il saldo negativo tra iscritte e cessate di -58 unità determina un tasso di sviluppo pari a -0,60% (in lieve peggioramento se confrontato con il dato dello stesso periodo del 2011 che era stato di –0,55%).
Tra le attività artigiane i dati positivi da segnalare sono quelli rilevati dal settore delle Attività professionali, scientifiche e tecniche (+2,48%), nel dettaglio grafici e disegnatori tecnici e fotografi, e nelle Attività di noleggio e servizi di supporto alle imprese (+0,77%).
A conferma di quanto già sottolineato per l’intero tessuto economico locale, con tendenze che si accentuano per l’artigianato, i dati negativi che vanno evidenziati sono quelli delle Attività di servizi di alloggio e ristorazione (-2,20%, nello specifico pizzerie a taglio e rosticcerie, gelaterie e pasticcerie), delle attività artigiane rientranti nel Commercio all’ingrosso e al dettaglio (in questo settore rientrano gli autoriparatori) con un –1,74% ed infine delle Costruzioni (-0,80%). Sotto l’aspetto giuridico, si nota una tendenza del settore ad indirizzarsi verso la forma di società di capitale, dato che si evince dal relativo tasso di crescita del +2,59% riscontrato a marzo 2012, anche se per quasi l’80%, il settore è caratterizzato ancora da imprese individuali.
LE IMPRESE STRANIERE
Uno sguardo alle imprese straniere ci mostra un dato curioso e allo stesso tempo interessante: il tasso di crescita rilevato in provincia di Latina (–0,17%) è stato determinato esclusivamente dalle imprese italiane; infatti, le imprese straniere (comunitarie ed extracomunitarie) hanno fatto rilevare una crescita demografica positiva 61 unità, che in termini percentuali si traduce in un tasso di sviluppo del +2%. I settori nei quali è maggiormente presente la componente straniera sono Noleggio, agenzie di viaggio e altri servizi alle imprese dove rappresentano l’8,43% del totale delle imprese presenti, il Commercio dove hanno raggiunto il 7,61% e le Costruzioni dove sono al 6,84%. Per quanto riguarda l’imprenditoria giovanile, va segnalato che i settori che dimostrano di avere un maggior appeal per le nuove generazioni sono il Commercio, le Costruzioni e l’Agricoltura. Diversamente, in termini di tasso di giovanilità, le imprese giovanili sono maggiormente presenti nelle Altre attività di servizi (quasi il 18% del totale di settore), nonché nei settori dell’Alloggio e ristorazione e nelle Attività artistiche e ricreative, per una penetrazione in entrambi del 15%.
Per informazioni: OSSERFARE 0773672234/5
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| Autore : ascom |
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18/05/2012 - 10:13 |
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