Ultime notizie :: News-Ascom Terracina
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Cari Colleghi, "Per potenziare l'azione di contrasto all'evasione fiscale, in attuazione dell'articolo 44 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.600, i comuni hanno titolo ad una quota di partecipazione all'accertamento fiscale pari
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Cari Colleghi,
"Per potenziare l'azione di contrasto all'evasione fiscale, in attuazione dell'articolo 44 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.600, i comuni hanno titolo ad una quota di partecipazione all'accertamento fiscale pari al 30 per cento delle somme riscosse a titolo definitivo relative a tributi statali”
Così recita l’art. 1 del decreto legge n. 203/2005, sono trascorsi la bellezza di otto anni.
Allora, nel 2005, al decreto in oggetto bastarono 45 giorni per entrare in vigore, così come è avvenuto, comprese le disposizione affidate ad Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza e Comuni.
Cosa sia accaduto nel nostro comune e perché a distanza di otto anni si sia resa necessaria la firma di un protocollo a richiamo, le attività produttive lo sanno da un pezzo e lo misurano con l’imposizione fiscale divenuta ormai sempre più insostenibile, oltre il 52%.
Certo oggi, con un comune non virtuoso, nella incapacità di ricostruire e definire un bilancio, tenendo completamente all’oscuro i cittadini sul debito accumulato ma che comunque saranno chiamati a ripianare, quella “…quota di partecipazione all’accertamento fiscale pari al 30% delle somme riscosse…” fa gola.
Ciò che lascia perplessi però è altro ed è materia di interrogativi che il più delle volte abbiamo manifestato ma che inesorabilmente restano senza risposte.
Cosa dovrebbe sapere l’Agenzia delle Entrate che già non sia a propria conoscenza visto che lo stesso decreto ha provveduto a riformare tra l’altro il registro imprese?
Una boutade di stagione visto che l’anagrafe tributaria, di cittadini ed imprese, fu trasmessa nel 2010 persino alla Terracina Ambiente nell’immediatezza di un fallimento annunciato.
Nel 2007 questa associazione chiedeva all’amministrazione comunale di spiegare l’incongruenza dei numeri tra registro imprese, già riformato, con 4874 iscritte a fronte delle 3554 presenti nei ruoli TARSU comunali con delle assenze “spettacolari” in interi comparti e non certamente ricadenti in quel fattore evidenziato sprezzatamente come “negozi” che non abbisognano di ulteriori elaborazioni logiche.
Come dire, siete bollati evasori ed elusori a prescindere, che detto dall’uomo qualunque acquista lineamenti da bar dello sport ma che pronunciato da un sindaco si fa riconoscere non solo come una brutta caduta di stile ma come una vera e propria esecuzione.
Cosa invece il sindaco non firma.
Tace per esempio verso Equitalia, circa la Tarsu 2008 e 2009 dichiarate illegittime ed annullate da tribunali di questa Repubblica, ma che Equitalia, compartecipe dell’emissione dei ruoli, continua a vessare cittadini ed imprese richiedendo ciò che essa stessa sa di non poter richiedere.
E pensare che soltanto l’anno scorso lo stesso sindaco la rappresentava come il male assoluto, tanto da prospettare un’agente di riscossione tutto nostro o quasi. Cambiare idea a volte non è peccato.
Tace poi sulla illegittimità dei conguagli del 2011, perché mai deliberati dal Consiglio Comunale, permettendo ad un curatore fallimentare di agire alla stregua di Equitalia sui cittadini e sulle imprese di Terracina.
Anzi fa una cosa in più, gestisce in prima persona il fallimento mettendo locali e personale pagati dai cittadini, sommando così al danno la beffa, a disposizione dello stesso curatore fallimentare e a che titolo non è dato sapere.
Il tutto mentre è in procinto di affidare un bando per l’igiene urbana che per il primo anno ci costerà appena 8.140.000 euro più IVA poi si vedrà… e lo vedremo.
Intanto in sordina il prossimo 14 maggio farà il suo bel debutto in Consiglio Comunale la TARES.
Alla fine della fiera ci sembra che la città non soffra di un problema politico anche se martoriata con crisi senza fine e senza senso, che non trovano rispondenza con i problemi gravissimi della città, con organismi autoreferenziali incapaci di individuare una benché minima prospettiva di sviluppo che non sia il consumo indiscriminato del suolo e con i medesimi portatori d’interessi da cinquant’anni a questa parte.
No, soffriamo un vero problema di cittadinanza, quella che predispone il cittadino, l’imprenditore e quanti altri ad interessarsi del bene comune prima che la politica distorta si interessi di loro.
Promuovere la partecipazione sempre e non esclusivamente nei periodi elettorali è un dovere istituzionale. Continuare a giocare con cittadini ed imprese, operare per dividere od allontanare non è solo un’azione sciocca ed improduttiva ma è l’annientamento di un popolo e prendere coscienza di questo non riguarda solo la politica.
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| Autore : ascom |
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10/05/2013 - 19:33 |
"Per il superamento della crisi ma, soprattutto, per il rilancio della crescita delle imprese, e, in particolare, delle pmi, da mesi affermiamo quanto strategico possa essere una maggiore facilità di accesso al credito" così ha affermato Vincenzo
Zottola, President... |

"Per il superamento della crisi ma, soprattutto, per il rilancio della crescita delle imprese, e, in particolare, delle pmi, da mesi affermiamo quanto strategico possa essere una maggiore facilità di accesso al credito" così ha affermato Vincenzo Zottola, Presidente Provinciale e Regionale della Confcommercio Imprese per l’Italia e di Rete imprese per l’Italia Provincia di Latina.
“E’ in questo senso che abbiamo accolto con estrema soddisfazione la notizia che la Giunta Zingaretti ha avviato la riforma della Governance degli strumenti per l’accesso al credito ed alle garanzie delle imprese, per ridare ossigeno al sistema produttivo del Lazio e favorire la ripresa economica.”
“Si tratta, infatti ,”- ha continuato Zottola -“di una riforma strutturale e radicale per favorire in modo concreto e rapido la messa a sistema dei soggetti pubblici e privati che debbono dare assistenza e sostegno alle imprese del Lazio, oggi strangolate dal credit crunch.”
L’avvio della riforma vedrà in parallelo una fase di confronto e di ascolto che coinvolgerà tutti i soggetti interessati, istituzionali e le forze economiche e sociali della Regione.
”In tal senso - ha affermato il Presidente Zottola -” mi farò carico di attivare sul territorio, utilizzando tutte le strutture locali esistenti , sia a livello di Confcommercio provinciale che regionale, per coinvolgere imprese ed imprenditori per raccogliere esigenze e problematiche, informare sulla Riforma in atto e sugli impatti positivi che essa avrà sulla ripresa, ormai non procrastinabile.”
“In particolare – ha sottolineato il Presidente Zottola -“ siamo di fronte ad azioni reali, concrete ed immediate; infatti in tempi rapidi saranno messi a disposizione delle imprese, recuperando i forti ritardi accumulati nell’utilizzo dei fondi europei, a partire dai 130 mln di euro per l’accesso al credito delle imprese, attraverso misure per stimolare le start up, gli investimenti e la patrimonializzazione delle PMI".
“La Confcommercio Provincia di Latina e la struttura regionale di Confcommercio Imprese per l’Italia saranno a disposizione delle imprese per accedere a tali fondi con un servizio mirato di assistenza” ha garantito Vincenzo Zottola.
“Sarà mia cura attivare in Confcommercio, a livello provinciale e regionale, nonchè a livello di relazioni associative rappresentate da Rete imprese Italia Provincia di Latina, tutte le sinergie possibili per cogliere al meglio questa opportunità”.
“Il ringraziamento mio personale e delle imprese che rappresento” ha concluso Zottola “va alla Giunta Zingaretti per la rapidità e l’incisività con cui, in poco tempo, sta dando risposte concrete alle istanze che gli erano state poste, per rilanciare il Lazio, nella sua grande opportunità e varietà e la Provincia di Latina , in particolare, per potenzialità che può e deve esprimere”.
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| Autore : ascom |
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9/05/2013 - 18:25 |
Una notizia importante e rassicurante giunge dalla Giunta Zingaretti. E' stata avviata la riforma della Governance degli strumenti per l'accesso al credito ed alle garanzie delle imprese, per ridare ossigeno al sistema produttivo del Lazio e favorire la
ripresa e... |

Una notizia importante e rassicurante giunge dalla Giunta Zingaretti.
E' stata avviata la riforma della Governance degli strumenti per l'accesso al credito ed alle garanzie delle imprese, per ridare ossigeno al sistema produttivo del Lazio e favorire la ripresa economica.
Un’emergenza nota a tutti che trova una risposta concreta e rapida nelle dichiarazioni che provengono dalla Giunta Regionale . "Per rispondere ai pesanti rilievi sollevati nei mesi scorsi dalla Banca d’Italia e per superare l’oggettiva fragilità giuridica e patrimoniale della struttura è stata avviata la trasformazione di BIL (Banca Impresa Lazio) in intermediario finanziario vigilato ex art.107 T.U.B.,che riprenderà il suo ruolo in termini operativi e di efficacia.
Attraverso un percorso breve di 90 gg verranno create nuove sinergie che permetteranno di mettere in campo a favore delle imprese, in particolare le pmi che hanno maggiore necessità di credito flessibile ed assicurato, € 130 mln per l’accesso al credito delle imprese, attraverso misure per stimolare le start up, gli investimenti e la patrimonializzazione delle PMI, recuperando fondi europei non utilizzati .
Sarà definito un rapporto più strutturato e flessibile con il Fondo Centrale di garanzia, anche attraverso un maggiore coinvolgimento del sistema bancario – con lo sviluppo di una politica costante regionale a sostegno del ruolo dei Confidi, per stimolarne la crescita, il rafforzamento patrimoniale e l’aggregazione.
La struttura di Confcommercio Imprese per l’ Italia della Provincia di Latina e di Confcommercio Regionale, dall’avvio della messa disposizione dei fondi, sarà a disposizione delle imprese per informazione ed assistenza.
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| Autore : ascom |
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9/05/2013 - 18:22 |
Nelle mani del Sindaco la richiesta di 3673 cittadini di annullare la gara d'appalto rifiuti. Sono state consegnate e protocollate le firme raccolte con la petizione popolare promossa da Ascom, Sestante e WWF. Al Sindaco di Terracina
Dott. Nicola Pr... |
Nelle mani del Sindaco la richiesta di 3673 cittadini di annullare la gara d'appalto rifiuti. Sono state consegnate e protocollate le firme raccolte con la petizione popolare promossa da Ascom, Sestante e WWF.
Al Sindaco di Terracina
Dott. Nicola Procaccini
Egregio Signor Sindaco
Sono 3673 i cittadini maggiorenni della città che Lei amministra a chiederle di annullare la gara di appalto per l'affidamento del servizio di igiene urbana.
Le consegniamo i moduli su cui hanno firmato quanti hanno aderito alla nostra
petizione, dopo che era risultato inutile ogni altro tentativo di far valere le nostre ragioni in questa vicenda che vede Lei assumersi la grave responsabilità
di caricare sulle spalle dei suoi amministrati -in questo frangente già così difficile- un onere economico obiettivamente pesante e -ne siamo persuasi- del
tutto ingiustificato, come abbiamo ripetutamente spiegato in questi mesi.
In 3763 Le dicono di fermarsi. Tanti? Pochi? Noi le proponiamo una considerazione fondata su un dato oggettivo: a norma di Statuto Comunale (articolo 47), questo numero sarebbe più che sufficiente ad indire un referendum cittadino, se esistesse un regolamento per rendere praticabile tale
strumento di partecipazione popolare.
Valuti anche, signor Sindaco, se le firme che noi le trasmettiamo non siano per lo meno l'indizio di un suo isolamento rispetto alle esigenze ed alle preoccupazioni vere dei suoi concittadini, le quali, invece, per la carica che ricopre, dovrebbero essere da Lei rappresentate al meglio.
Per questo, noi le auguriamo saggezza, la stessa che ha convinto altri sindaci della provincia ad annullare le loro gare per l'affidamento della raccolta rifiuti, nonostante un iter già molto avanzato.
Se ciò avverrà, e se Lei lo riterrà, noi ci rendiamo fin da subito disponibili a collaborare con la Sua amministrazione per trovare soluzioni che coniughino l'efficienza del servizio di igiene urbana con il contenimento dei costi a carico dei cittadini.
Distinti saluti
Ascom Confcommercio
Associazione Il Sestante
Wwf Litorale Pontino
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| Autore : ascom |
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9/05/2013 - 09:06 |
Tra il 2009 e il 2012 - secondo Unioncamere - le imprese del commercio al dettaglio ambulante iscritte ai registri delle Camere di commercio sono aumentate di 17.458 unità, più del 10% rispetto all'anno di inizio della crisi. Interviene Mariano
Bella Direttore Na... |
Tra il 2009 e il 2012 - secondo Unioncamere - le imprese del commercio al dettaglio ambulante iscritte ai registri delle Camere di commercio sono aumentate di 17.458 unità, più del 10% rispetto all'anno di inizio della crisi.
Interviene Mariano Bella Direttore Nazionale Confcommercio
BELLA (CONFCOMMERCIO): "MOLTI SONO NEGOZIANTI CHE HANNO CHIUSO"
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| Autore : ascom |
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7/05/2013 - 18:54 |
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Ultime notizie :: Infonews
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Il numero verde per le aziende che dal 30 aprile al 30 settembre devono inserire modifiche nel sistema e le procedure per le aziende non ancora iscritte al SISTRI. La macchina del SISTRI è ripartita: dal 30 aprile le
imprese con più di 10 dipendenti che produ... |

Il numero verde per le aziende che dal 30 aprile al 30 settembre devono inserire modifiche nel sistema e le procedure per le aziende non ancora iscritte al SISTRI.
La macchina del SISTRI è ripartita: dal 30 aprile le imprese con più di 10 dipendenti che producono rifiuti speciali pericolosi hanno avviato la procedura di iscrizione o riallineamento dati, per essere pronte alla piena operatività del sistema dall’1 ottobre:
=> Consulta il nuovo calendario SISTRI 2013
Presso il contact center (800-00-38-36) è possibile ricevere assistenza per la modifica dei dati e per le nuove iscrizioni.
Il numero verde gratuito è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.30 e il sabato, dalle 8.00 alle 12.30.
Allineamento dati
Per farsi assistere nell’inserimento dati bisogna avere la chiavetta USB che le imprese hanno ricevuto dopo essersi iscritte, e fornire il codice pratica SISTRI.
Fino al 30 settembre ci sarà tempo per allineamento e verifica dei dati già inseriti nel sistema per «i produttori di rifiuti speciali pericolosi con più di dieci dipendenti per e gli enti e le imprese che gestiscono rifiuti speciali pericolosi» (come individuati dall’art. 3 comma 1, lettere c, d, e, f, g, h, del decreto del ministero dell’Ambiente 52/2011). Queste imprese, nel caso in cui non abbiamo mai effettuato l’iscrizione al Sistri, devono procedere a registrarsi in questi stessi termini di tempo.
=> Approfondisci il decreto sul riavvio del Sistri a ottobre 2013
Iscrizione
Per le nuove iscrizioni al SISTRI, è possibile farlo attraverso :
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procedura online sul sito SISTRI (clicca qui).
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modulo di iscrizione (clicca qui ) da compilare e inviare all’indirizzo emailiscrizionemail@sistri.it o via fax al numero verde 800-05-08-63.
Per le aziende sotto 10 dipendenti il SISTRI partirà in una seconda fase: riallineamento dal 1 ottobre 2013 al 2 marzo 2014, operatività dal 3 marzo 2013.
=> Vai allo Speciale SISTRI
PMI.it
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| Autore : ascom |
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16/05/2013 - 23:12 |
Le imprese che aderiscono a un contratto di rete devono presentare la comunicazione per i benefici fiscali sugli utili accantonati per la rete o l'affare: modelli e istruzioni. Ultimi giorni per le PMI che che stipulano un contratto di
rete e che vogliono per... |

Le imprese che aderiscono a un contratto di rete devono presentare la comunicazione per i benefici fiscali sugli utili accantonati per la rete o l'affare: modelli e istruzioni.
Ultimi giorni per le PMI che che stipulano un contratto di rete e che vogliono per queste ottenere le relativeagevolazioni fiscali: la richiesta va presentata all’Agenzia delle Entrate entro il 23 maggio, esclusivamente online, inviando l’apposito modello di comunicazione.

Modello Reti – Istruzioni di compilazione
Si tratta dello sgravio sulla quota di utili accantonati, fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012, nel fondo patrimoniale comune o per il patrimonio destinato all’affare. L’agevolazione è stata introdotta dall’articolo 42, comma 2-quater, del Dl 78/2010.
L’importo – che non concorre alla formazione del reddito d’impresa – non può superare il limite di un milione di euro, e la quota di utili deve essere accantonata in un’apposita riserva.
Se viene utilizzata per scopi diversi dalla copertura delle perdite di esercizio o viene meno l’adesione al contratto di rete, gli utili concorrono a formare reddito.
=>Approfondisci: tassazione e incentivi nel contratto di rete
Chi può chiedere l’agevolazione
Lo sconto fiscale è riservato alle aziende che appartengono a un rete d’impresa: ilprogramma di rete deve essere asseverato dagli organismi abilitati, che trasmettono i dati all’Agenzia delle Entrate entro il mese di aprile dell’anno successivo a quello in cui l’avvenuta asseverazione è comunicata all’organo comune per l’esecuzione del contratto di rete o al legale rappresentante.
Il vantaggio fiscale può essere utilizzato solo in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi (Irpef e Ires), relative al periodo di imposta dell’esercizio a cui si riferiscono gli utili destinati al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare.
Attenzione: gli acconti Irpef e Ires per il periodo d’imposta successivo devono invece essere calcolati considerando come imposta del periodo precedente quella che sarebbe risultata senza considerare l’agevolazione.
Nel caso di imprese che attribuiscono il reddito per trasparenza a soci, associati o collaboratori dell’impresa familiare, la comunicazione va presentata anche se il risparmio d’imposta non è realizzato. Analogamente, in caso di opzione per ilconsolidato fiscale di cui agli articoli 117 e seguenti del TUIR, la comunicazione va presentata dalle singole società partecipanti anche se il risparmio d’imposta è realizzato dalla consolidante.
=>Vai al Focus di PMI.it sul contratto di rete
Come si presenta la comunicazione
E’ possibile presentarla fino al 23 maggio 2013, utilizzando l’apposito “Modello reti – Comunicazione contenente i dati per la fruizione dei vantaggi fiscali per le imprese appartenenti alle reti d’impresa“, presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate (contratto di rete: come ottenere gli sgravi).
La trasmissione deve essere effettuata telematicamente, direttamente o tramite un intermediario abilitato a Entratel (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.), utilizzando il software “AgevolazioneReti”, disponibile gratuitamente sul sito dell’Agenzia stessa (clicca qui). L’invio può essere eseguito:
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Direttamente, da parte dei soggetti abilitati dall’Agenzia delle Entrate.
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Tramite una società del gruppo, qualora il richiedente appartenga ad un gruppo societario. Si considerano appartenenti al gruppo l’ente o la società controllante e le controllate (spa, sas, srl, le cui azioni o quote sono possedute dalla controllante o da un’altra società controllata per almeno il 50% del capitale).
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Tramite i soggetti incaricati di cui all’articolo 3, comma 3, del Dpr 322/1998(professionisti, associazioni di categoria, CAF, altri soggetti): l’intermediario(oppure la società del gruppo nel caso previsto dal punto precedente) deve rilasciare, contestualmente all’assunzione dell’incarico, l’impegno a trasmettere i dati all’Agenzia delle Entrate e la data di tale impegno, unitamente alla sottoscrizione dell’intermediario e all’indicazione del suo codice fiscale, deve essere riportata nello specifico riquadro “Impegno alla presentazione telematica” posto nel frontespizio della comunicazione. L’intermediario deve anche rilasciare al contribuente un esemplare della comunicazione trasmessa, e una copia dell’attestazione di avvenuto ricevimento dell’Agenzia delle Entrate. Il richiedente (l’impresa), è tenuto a conservare la documentazione.
Il modello di comunicazione
E’ formato da due parti: frontespizio, per i dati identificativi dell’impresa, e Quadro A, per i dati sulla quota di utili che vanno al fondo comune o all’affare previsto dal contratto e per il relativo risparmio d’imposta.
Importante: ogni impresa deve presentare un’unica comunicazione per ciascun periodo d’imposta. Se la medesima impresa presenta più comunicazioni riferite al medesimo periodo d’imposta, sarà ritenuta valida esclusivamente l’ultima trasmessa. Decorso il termine ultimo di presentazione della comunicazione saranno prese in esame soltanto quelle contenenti le rinunce totali o parziali (risparmio d’imposta inferiore a quello indicato nell’ultima comunicazione validamente presentata).
Indicazioni utili per la compilazione del frontespizio:
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La denominazione dell’impresa deve essere riportata senza abbreviazioni, ad eccezione della natura giuridica che deve essere indicata in forma abbreviata (esempio: S.a.s. per Società in accomandita semplice). Il codice corrispondente alla natura giuridica dell’impresa richiedente, da indicare nell’apposita casella, deve essere desunto dalla relativa tabella riportata nelle istruzioni per la compilazione di UNICO.
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Dati relativi al firmatario della comunicazione: è il rappresentante legale dell’impresa richiedente oppure, in mancanza, chi ne ha l’amministrazione, anche di fatto, o il rappresentante negoziale che sottoscrive la comunicazione (se è una società, va indicato anche il codice fiscale di quest’ultima). Il “codice carica” deve essere desunto dalla relativa tabella presente nelle istruzioni per la compilazione di UNICO.
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La compilazione dei riquadri sul referente da contattare e sui recapiti dell’impresa non è obbligatoria.
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Se l’impresa intende rinunciare all’agevolazione già richiesta deve presentare apposita rinuncia, utilizzando lo stesso modello, compilando solo il frontespizio e barrando l’apposita casella. Questo, solo in caso di rinuncia totale, che comporta la perdita di ogni diritto derivante dalla comunicazione precedentemente inviata.
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In caso di rinuncia parziale rispetto a una comunicazione precedentemente inviata, bisogna invece presentare una nuova comunicazione che sostituisce quella precedente, compilando sia il frontespizio sia il quadro A.
Il Quadro A è semplicissimo: vanno compilati i due campi, indicando l’importo corrispondente alla quota degli utili accantonata e il relativo risparmio d’imposta.Gli importi vanno indicati in euro, con arrotondamento all’unità.
=> Guida alla realizzazione di una rete d’impresa
PMI.it
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| Autore : ascom |
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16/05/2013 - 23:07 |
I chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate sulla nuova imposta di bollo che si applica agli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio e alle comunicazioni relative ai prodotti finanziari. L'Agenzia delle Entrate ha fornito,
con la circ... |

I chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate sulla nuova imposta di bollo che si applica agli estratti di conto corrente, ai rendiconti dei libretti di risparmio e alle comunicazioni relative ai prodotti finanziari.
L'Agenzia delle Entrate ha fornito, con la circolare n. 15/E, nuovi chiarimenti in tema di imposta di bollo su estratti diconto corrente, rendiconti dei libretti di risparmio e comunicazioni dei prodotti finanziari.
Si tratta dell’imposta prevista dall’art.13, commi 2-bis e 2-ter, della Tariffa, parte I, allegata al DPR n. 642 del 26 ottobre 1972, sulla cui applicazione soggettiva e oggettivaassociazioni di categoria del settore bancario e intermediari finanziari hanno presentato domanda di chiarimento all’Agenzia.
Funzione del conto deposito
Nella circolare viene quindi chiarito che l’imposta di bollo deve essere applicata nellamisura fissa prevista dall’articolo 13, comma 2-bis ai conti deposito che costituiscono la provvista di un rapporto di conto corrente.
In caso contrario, quindi nei casi in cui la funzione principale dei conti deposito non sia quella di fornire una provvista al conto, l’imposta deve essere invece applicata nellamisura proporzionale prevista dall’articolo 13, comma 2-ter.
=> Scopri le banche che non applicano l’imposta di bollo sui conti deposito
Imprenditori individuali
Agli imprenditori individuali, che hanno intestato a proprio nome un conto corrente o un libretto di risparmio, viene invece applicata la stessa imposta di bollo prevista per le persone fisiche, pari a 34,20 euro l’anno. Per i soggetti diversi dalle persone fisiche, invece, l’imposta di bollo su base annua è di 100 euro. A fare fede è l’intestatario del conto.
Prodotti assicurativi
Nessuna imposta di bollo deve essere applicata sui prodotti assicurativi, ovvero polizze di assicurazione e i contratti di capitalizzazione, stipulati o rinnovati entro il 31 dicembre 2000 già soggetti a imposta sulle assicurazioni pari al 2,5% dei premi assicurativi. L’imposta di bollo è invece applicabile agli atti e ai documenti relativi alle stesse tipologie di contratti assicurativi se esenti dal versamento dell’imposta sulle assicurazioni.
=> Leggi i rincari per le tasse su risparmi e investimenti 2013
Società fiduciarie
Le società fiduciarie che esercitano l’attività di gestione dei patrimoni mediante operazioni aventi ad oggetto valori mobiliari sono tenute al versamento dell’acconto sull’imposta di bollo entro il 16 aprile come previsto dall’articolo 15-bis. Non sono invece tenute a versare l’imposta di bollo le società fiduciarie cosiddette “statiche”.
Per maggiori informazioni consultare la Circolare n. 15/E
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| Autore : ascom |
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16/05/2013 - 22:58 |
La prima rata IMU di giugno sarà più alta per uffici, negozi, capannoni, immobili d'impresa, aumentano i coefficienti e le aliquote: norme, rincari, esempi di calcolo. Per le imprese il conto IMU sarà
più salato nel 2012:+50% Scattano infatti due diverse ... |

La prima rata IMU di giugno sarà più alta per uffici, negozi, capannoni, immobili d'impresa, aumentano i coefficienti e le aliquote: norme, rincari, esempi di calcolo.
Per le imprese il conto IMU sarà più salato nel 2012:+50% Scattano infatti due diverse norme, una contenuta nel Salva Italia e l’altra nella Finanziaria 2013:
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aumenta il moltiplicatore fiscale di capannoni e immobili strumentali all’attività aziendale,
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aumentano le aliquote comunali sugli immobili d’impresa.
Questo, mentre per le famiglie si prospetta lo stop alls prima rata di giugno sulla prima casa (leggi qui).
Il Salva Italia, Dl 2012/2011, ha messo in calendario per il 2013 un aumento dei valori fiscali di riferimento di capannoni industriali dell’8,3%, con ilmoltiplicatore che passa da 60 a 65. Da sottolineare che, rispetto alla vecchia ICI, i valori fiscali erano già stati aumentati del 20% l’anno scorso. Comunque, questa norma di fatto provoca un aumento generalizzato della base imponibilesu cui si calcola l’Imu da pagare.
Il secondo provvedimento che fa salire la tassa per le imprese è l’attribuzione, interamente allo stato, dello 0,76% sugli immobili del gruppo catastale D, con l’impossibilità di effettuare sconti da parte dei Comuni, contenuta nella Legge di Stabilità (leggi qui). In sostanza, significa che sicuramente si pagherà di più in tutti i comuni che nel 2012 avevano concesso sconti sugli immobili del gruppo D (fra cui ci sono anche alberghi, cinema e teatri). E il meccanismo rischia di provocare un effetto al rialzo sullenuove aliquote che i comuni possono deliberare per questo 2013. E in effetti, lealiquote 2013 vedono nelle grandi città un rincaro del 50% e nei comuni che avevamo concessi sconti e agevolazioni nel 2012 aumenti dal 106 al 187%.
=> Vai allo speciale IMU
Esempio: un capannone di 2mila metri quadri a Milano nel giugno 2012 ha pagato 12mila 100 euro (quasi il doppio dell’Ici 2011), mentre quest’anno sborserà 18mila 269 euro, il 51% in più. Stessa variazione rispetto al 2012 a Roma, Torino, Napoli, Bologna. In termini assoluti l’Imu 2013 passa da 11mila 728 euro a 17mila 721 a Roma, da 10mila 514 a 15mila 886 a Torino, da 12mila 091 a 18mila 269 euro a Napoli. Sono diverse le differenze rispetto alla vecchia Ici, che in alcuni casi era più alta: a Roma, Torino e Napoli l’aumento 2011-2013 è contenuto, si fa per dire, al 96,9%.
Per negozi e uffici, la base imponibile resta invece uguale, e sono immobili su cui il gettito va interamente all’ente locale, che dunque può prevedere agevolazioni e aliquote flessibili. L’Imu sarà comunque più cara in tutti i comuni che hanno alzato le aliquoterispetto al 2012 (in mancanza di nuove deliberazioni, invece, valgono quelle dell’anno scorso). La differenza, rispetto all’acconto del giugno 2012, è che in quel caso si pagava sempre in base all’aliquota standard, lo 0,76%, con conguaglio a dicembre, mentre quest’anno si applica l’aliquota comunale, che spesso è all’1,06.
Esempio: nelle grandi metropoli (Milano, Roma, Napoli, Torino, Bologna), l’aliquota per negozi e uffici è sempre all’1,06%, e il rincaro medio sul 2012 per un negozio di 100 mq in centro o per un ufficio di 250 mq è pari al 39,5%.
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| Autore : ascom |
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13/05/2013 - 08:15 |
Ultimi chiarimenti su detrazioni IRPEF, IMU, IVIE e cedolare secca: circolare dell'Agenzia delle Entrate in vista della Dichiarazione dei Redditi 213 Detrazioni, IRPEF cedolare secca, redditi da lavoro dipendente, redditi fondiari, IMU e IVIE: tutte
materie d... |

Ultimi chiarimenti su detrazioni IRPEF, IMU, IVIE e cedolare secca: circolare dell'Agenzia delle Entrate in vista della Dichiarazione dei Redditi 213
Detrazioni, IRPEF cedolare secca, redditi da lavoro dipendente, redditi fondiari, IMU e IVIE: tutte materie di chiarimento di una circolare dell’Agenzia delle Entrate, in risposta a una serie di quesiti.
Vediamo le precisazioni fornite con la circolare 13/E, in vista delle dichiarazioni dei redditi 2013, utili sia per il 730 (vedi le scadenze) sia per UNICO (leggi come compilarlo).
=>Guida al calcolo IRPEF nella dichiarazione dei redditi
Ristrutturazioni edilizie
La detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio è pari al 36% fino al 26 giugno 2012 e al 50% per il resto dell’anno (dal Dl crescita 83/2012, leggi in dettaglio).
In caso di separazione legale, il coniuge assegnatario dell’immobile può eseguire lavori e usufruire della relativa agevolazione fiscale.In caso di decesso del contribuente che ha eseguito lavori di ristrutturazione nell’immobile in affitto, con il consenso della proprietà, l’erede ha diritto alla detrazione se subentra nel contratto di locazione e conserva la detenzione materiale e diretta del bene.
La comunicazione di fine lavori non è fra i documenti che bisogna conservare in caso di controlli fiscali, per ottenere la detrazione basta indicare i dati richiesti indichiarazione dei redditi, mentre i documenti necessari (da conservare) sono la comunicazione preventiva all’Azienda sanitaria locale, fatture e ricevute fiscali, ricevute dei bonifici di pagamento.
Se un contribuente ha sostenuto lavori per 48mila euro entro il 25 giugno 2012 e per altri 96mila euro dopo il 26 giugno (ed entro fine 2012), come deve applicare le detrazioni? Può scegliere di applicare la detrazione del 50%, possibile fino a 96mila euro di spese all’anno, non conteggiando quindi le spese sostenute nella prima metà del 2012, per le quali la detrazione sarebbe del 36%? La risposta dell’Agenzia delle Entrate è positiva: c’è un plafond di 96mila euro all’anno valido dal 26 giugno 2013 al 31 giugno 2013, quindi il contribuente può utilizzarlo.
=> Le altre novità fiscali 2013
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Riqualificazione energetica edifici
E’ il bonus energia del 55%, prorogato dal decreto Sviluppo fino al 30 giugno 2013 (poi scatta l’aliquota unica per le ristrutturazioni al 50%, leggi i dettagli). Per lavorieseguiti in parte nel 2012 e in parte nel 2013, con spese sostenute in entrambi gli anni, la documentazione per ottenere le detrazioni va spedita all’Enea entro 90 giorni dal termine dei lavori. Visto che la detrazione fiscale del 55% è stata prorogata fino al 30 giugno 2013, il termine massimo per la trasmissione è il 30 settembre 2013.
Se i lavori sono stati realizzati nel 2013 ma parte delle spese è sostenuta nel 2013, valgono gli stessi termini, bisogna inviare all’Enea la richiesta di detrazione entro 90 giorni dalla fine dei lavori, (quindi bisogna averlo fatto entro il 31 marzo 2013). Si può presentare richiesta di detrazione nei termini, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi (30 settembre 2013), aggiornandola con le spese ulteriormente sostenute.
Remissione in bonis: consente al contribuente di avvalersi della detrazione sanando la mancata presentazione della comunicazione all’Enea entro il termine della prima dichiarazione utile. Per esempio, se i termini (90 giorni) per le comunicazioni all’Enea scadono il 30 giugno 2013, si può effettuare la remissione entro il successivo 30 settembre 2013, termine per la dichiarazione sui redditi 2012. La remissione in bonis è possibile anche nel caso di comunicazioni all’Enea effettuate ma annullate, dai tecnici o dai beneficiari.
Errori tecnici: se il contribuente ha compilato le richieste di detrazione, ma non ha effettuato l’invio all’Enea (la procedura è telematica), la domanda può essere considerata comunque valida solo nel caso di mancata trasmissione dovuta a un problema tecnico del sistema informatico o comunque a cause imputabili all’Enea.
Altre detrazioni
Interessi mutuo prima casa: la detrazione sul mutuo prima casa può essere divisa al 50% fra i due coniugi anche se in realtà le fatture relative alle spese sostenute sono tutte intestate a uno solo dei coniugi. Si tratta di detrazione al 19% su un importo massimo di 2mila 582,28 euro.
Infine, due precisazioni sulle detrazioni scolastiche: sugli asili nido, la detrazione è applicabile anche nel caso in cui i figli frequentino le “sezioni primavera”. Sui corsi di laurea in teologia, è possibile applicare la detrazione.
Cedolare secca
I contribuenti che hanno scelto la cedolare secca in Unico 2012 (sui redditi 2011) hanno di fatto esercitato l’opzione fino alla fine della durata del contratto di locazione (anche se non l’hanno confermata con il modello 69). Non sono però vincolati alla cedolare secca anche per la dichiarazione 2013: se vogliono tornare alla tassazione ordinaria, devono semplicemente pagare la relativa IRPEF, come comportamento concludente.
=> Leggi le precisazioni delle Entrate sulla cedolare secca 2013
Il contribuente che ha aderito alla cedolare secca, comunicandolo formalmente al conduttore dell’immobile e non aggiornando il canone, ma poi non l’ha effettivamente applicata nella dichiarazione 2012, può rimediare presentando la dichiarazione integrativa modello UNICO 2012 (redditi 2011) entro il 30 settembre 2013. Deve anche versare acconto e saldo non effettuati per il periodo d’imposta 2011, oltre all’acconto 2012. Se sul 2011 aveva applicato l’Irpef ordinaria, deve anche presentare istanza perla correzione del codice tributo, indicando gli importi versati che diventano validi per la cedolare secca.
IMU
Gli immobili inagibili, inabitabili e, di fatto, non utilizzati, per i quali si paga solo l’IMU e non l’Irpef, vanno comunque indicati in dichiarazione dei redditi. Bisogna compilare il quadro B del 730/2013 o il quadro RB di Unico 2013, barrando il codice residuale “9″ nella colonna 2 “Utilizzo”.
Per quanto riguarda il reddito fondiario, va indicato nel rigo 147 (redditi fondiari non imponibili) del modello 730-3, o nel quadro RN di Unico 2013, rigo RN50, colonna 2 “redditi fondiari non imponibili”.
Resta fermo che se il contribuente possiede solo redditi fondiari relativi a beni non locati è esonerato dalla dichiarazione dei redditi (leggi chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi).
Si ricorda infine che nei casi di inagibilità per accertato degrado fisico (immobili diroccati, pericolanti o fatiscenti) e per obsolescenza funzionale, strutturale e tecnologica (non superabile con interventi di manutenzione), è possibile chiedere una modifica catastale.
=> Approfondisci l’IMU in dichiarazione dei redditi 2013
IVIE
Per gli immobili all’estero adibiti ad abitazione principale o non locati, su cui si paga l’Ivie, non si paga l’Irpef, e quindi non bisogna compilare il quadro D del modello 730 e ilquadro RL di UNICO. Resta invece l’obbligo di compilazione del modulo RW, per il monitoraggio fiscale.
Contributo di solidarietà
Il contributo del 3% sulla parte di reddito superiore ai 300mila euro annui, introdotto dall’articolo 2, del dl 138/2011, va calcolato sul reddito imponibile al netto di tutte le riduzioni previste, anche quelle da lavoro dipendente.
Fonte: la circolare 13/E dell’Agenzia delle Entrate
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| Autore : ascom |
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13/05/2013 - 08:11 |
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