
In pensione più tardi con le "finestre mobili"
Con le finestre mobili d'uscita, introdotte dalla manovra di governo (decreto legge n.78 del 31 maggio 2010), il pensionamento di vecchiaia e di anzianità a partire dal 2011, si allontana per tutti.
Non sono esclusi nemmeno coloro che hanno 40 anni di contributi: anche per loro la pensione si potrà ottenere dopo dodici o diciotto mesi, rispettivamente se si tratta di lavoratori dipendenti o di autonomi.
Senza tanti giri di parole, la manovra produce - nei fatti - un aumento dell’età di pensionamento.
L’applicazione, in molti casi, è particolarmente dolorosa. Si pensi al lavoratore autonomo che compie i 65 anni all’inizio di marzo del 2011: il periodo di “attesa” – cioè il tempo che intercorre tra il momento di maturazione del requisito per la vecchiaia e la decorrenza della pensione – sarà, come detto, di 18 mesi. Quindi percepirà la pensione da ottobre 2012, con un aumento di ben 12 mesi rispetto a quanto gli sarebbe accaduto con il sistema attuale delle finestre.
La tabella che si riporta (tab. A) mette a confronto le differenti decorrenze delle pensioni (vecchiaia e anzianità) con le attuali finestre e con le nuove finestre mobili.
E’ importante sottolineare che coloro i quali maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia e di anzianità entro il 31 dicembre 2010 usufruiscono delle vecchie finestre.
Nulla cambia, poi, sul piano dei requisiti per l’ottenimento delle predette pensioni.
Pensione di vecchiaia
I requisiti previsti per il 2011 per questa prestazione sono:
? 65 anni di età per gli uomini e 60 anni per le donne (61 anni di età per le donne del pubblico impiego);
? Minimo contributivo di 20 anni;
? Cessazione dall’attività lavorativa come dipendenti (non vale per gli autonomi).
Pensione di anzianità
Per questa prestazione bisogna invece considerare che dal 2011 la quota – cioè la somma di età anagrafica e anzianità contributiva – aumenta di un anno. Per cui i requisiti sono:
? Quota 96, con età di almeno 60 anni per i lavoratori dipendenti e quota 97, con età di 61 anni per i lavoratori autonomi;
? Minimo contributivo di 40 anni indipendentemente dall’età anagrafica (anche in questo caso si applicano le finestre mobili, vedi tab.B)
? Cessazione dell’attività lavorativa come dipendenti (non vale per gli autonomi).
E’ opportuno, comunque, data la particolare e complessa applicazione normativa, rivolgersi agli uffici del Patronato 50&PiùEnasco che, gratuitamente e presenti su tutto il territorio nazionale, sono in grado di fornire tutte le informazioni, i consigli e i chiarimenti necessari.
TAB. A
L'attesa è più lunga
Le differenti decorrenze pensionistiche tra le attuali finestre e le nuove finestre mobili

Le pensioni di Anzianità con almeno 40 anni di contribuzioni: vecchie e nuove finestre

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