
Amianto: INAIL è parte civile nel processo Eternit
1 marzo 2010. Il Tribunale di Torino ha respinto l'eccezione presentata dalla difesa della multinazionale, insieme a quelle di Inps, sindacati, Legambiente e Wwf. Il giudice: eventuali pericoli per la speditezza del procedimento possono essere contrastati con gli strumenti dell'udienza e non con una questione di legittimità costituzionale
TORINO - L'INAIL è parte civile nel processo Eternit. Il Tribunale di Torino ha respinto questa mattina l'eccezione presentata dalla difesa della multinazionale, secondo cui l'Istituto non sarebbe stato legittimato a chiedere il rimborso dei 246 milioni di euro erogati a favore di 1.648 lavoratori colpiti dall'esposizione all'amianto. Stessa decisione anche nei confronti di Inps, sindacati, Legambiente, Wwf, Associazione famigliari vittime dell'amianto, Regione Emilia Romagna, Provincia di Reggio Emilia, Comune di Rubiera, così come per le persone che, il 10 giugno del '93, in occasione del primo processo Eternit agli allora vertici dello stabilimento di Casale Monferrato sottoscrissero una transazione.
Nel motivare la propria decisione, il giudice ha rilevato, così, che - benché un numero molto elevato di parti civili costituite possa comportare un pericolo per la speditezza del processo - "questo può essere contrastato con gli strumenti dell'udienza e non con una questione di legittimità costituzionale". Tra le richieste di esclusione che sono state accolte, invece, figura una decina di associazioni fra cui il Codacons, l'Osservatorio nazionale amianto, l'associazione Monferrato oltre il mesotelioma e il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e del territorio. Il giudice, infine, ha accolto la richieste di esclusione avanzata dai legali della Presidenza del Consiglio e dell'Unione europea, motivandola con una "carenza di legittimazione passiva".
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