BOLKESTEIN, LE RICHIESTE DI MODIFICA DI FIVA E ANVA Fiva e Anva elaborano insieme un piano di superamento del decreto legislativo che
recepisce nella legislazione ...
BOLKESTEIN, LE RICHIESTE DI MODIFICA DI FIVA E ANVA
Fiva e Anva elaborano insieme un piano di superamento del decreto legislativo che recepisce nella legislazione italiana la direttiva UE 123/2006, cosiddetta Bolkestein.
In una nota inviata al Presidente del Consiglio, al Ministro per lo Sviluppo Economico ad interim e ai Presidenti delle Commissioni Parlamentari competenti, si avanzano ipotesi per la modifica del D.Lgs. 59/2010. Il punto di partenza è il parere reso a suo tempo dalle Commissioni Parlamentari, che ritenevano non applicabile la nozione di risorse naturale al binomio posteggio/autorizzazione su cui si fonda il commercio su area pubblica.
In particolare l’art. 70 comma 5 del Decreto, che consente di derogare all’art. 16 e sul quale si dovrà avere l’intesa fra Stato e Regioni, può garantire i diritti acquisiti soprattutto in materia di rinnovo delle concessioni, ma necessita di una integrazione che ne eviti – a lungo termine – interpretazioni fuorvianti che ne svuoterebbero il senso e l’utilità.
Sulla base di questa considerazione, Fiva e Anva propongono una modifica che riporterebbe la situazione a quella esistente prima dell’entrata in vigore del Decreto.
SANITÀ: L'IPOTESI «CENTRALE-ACQUISTI» DA DISCUTERE CON I FORNITORI OSPEDALIERI 21 Luglio 2010 "Le dichiarazioni della Presidente Polverini,
relative all'imminente avvi ...
SANITÀ: L'IPOTESI «CENTRALE-ACQUISTI» DA DISCUTERE CON I FORNITORI OSPEDALIERI
21 Luglio 2010
"Le dichiarazioni della Presidente Polverini, relative all'imminente avvio della centrale d’acquisto regionale per le forniture ospedaliere che, secondo quanto da lei dichiarato, porterà risparmi per 800 milioni di Euro l’anno, a partire dal 2012, ci lasciano perplessi”. È quanto dichiara l’Associazione dei Fornitori Ospedalieri della Regione Lazio (AsFo Lazio), aderente a Confcommercio Roma.
“Le cifre indicate infatti – spiega l’Associazione – ci appaiono a dir poco eccessive se si considera che l’intera spesa sanitaria per l’acquisto di beni e servizi ammonta a circa 1,35 mld di Euro l’anno, esclusa la spesa farmaceutica. Come AsFo Lazio sin da maggio abbiamo presentato all’attenzione della Presidente Polverini le nostre proposte circa la governance di un processo assai complesso e articolato quale l’introduzione della centrale d’acquisto che deve necessariamente passare attraverso una concertazione permanente con gli operatori coinvolti, in primis con i fornitori”.
“Ancora nelle scorse settimane – conclude l’Associazione – AsFo Lazio ha riproposto ai vertici regionali la necessità di un incontro ormai indifferibile con i fornitori per affrontare le modalità del processo d’acquisto, garantendo al contempo sia i risparmi attesi sia la salvaguardia della qualità e appropriatezza delle prestazioni, nell’interesse della salute del cittadino. Se la Regione intende fare da sola e metterci di fronte a scelte già prese, sappia che ci troverà come vivaci oppositori. Se invece intenda avvalersi delle proposte e della competenza dei fornitori ospedalieri, ci convochi urgentemente: siamo pronti a dare consapevolmente il nostro contributo per ottenere risparmi di spesa ed efficienza di gestione”.
Andrea Nebuloso Responsabile Ufficio Stampa Confcommercio Roma e Lazio
Fiavet: "Ottimismo ministro Brambilla ci lascia perplessi" "I forti segnali di ottimismo enunciati dal Ministro per il Turismo
Michela Vittoria Brambilla ci lascia ...
Fiavet: "Ottimismo ministro Brambilla ci lascia perplessi"
"I forti segnali di ottimismo enunciati dal Ministro per il Turismo Michela Vittoria Brambilla ci lasciano molto perplessi.” E’ questo il commento del presidente Cinzia Renzi in merito ai dati dell’Osservatorio Nazionale per il Turismo. “L’incremento dei viaggi degli italiani non vuol dire incremento di fatturato. La forte stagnazione dei consumi, infatti, ha pressoché dimezzato il budget di spesa delle famiglie italiane. I ricavi si sono, quindi, ulteriormente affievoliti. Un bilancio esaustivo della stagione estiva 2010 si potrà fare solo con i dati del mese di Luglio ed Agosto che, purtroppo, al momento sono molto negativi. In quasi tutte le realtà i dati del turismo organizzato rispetto al 2009 sono diminuite del 10% e i fatturati del 15%. Spero di sbagliarmi ma le indicazioni dei prossimi mesi sono tutt’altro che positive. Le oltre 13.000 Agenzie di Viaggio italiane in questo momento continuano a soffrire la situazione contingente. La crisi sta colpendo destinazioni e turismi che sembravano fino ad oggi immuni”. “In questo momento, continua il presidente Renzi, il settore necessita di un confronto diretto e coordinato fra le diverse parti in causa. E’ di qualche giorno fa la notizia del fallimento di un importante tour operator inglese Goldtrail, per il quale ci siamo già attivati presso l’Ectaa per reperire le informazioni utili ai nostri associati, che fa seguito a quanto avvenuto in merito ai Viaggi del Ventaglio. Non vorremmo, però, che l’estate 2010 si ricordasse per il collasso del turismo italiano.”
Credito: le imprese italiane sempre in difficoltà Le imprese italiane sempre in difficoltà nel far fronte al proprio fabbisogno finanziario.
Come rileva l'Osservatorio ...
Credito: le imprese italiane sempre in difficoltà
Le imprese italiane sempre in difficoltà nel far fronte al proprio fabbisogno finanziario. Come rileva l'Osservatorio sul credito per le imprese realizzato da Confcommercio in collaborazione con Format Ricerche di Mercato, nel secondo trimestre del 2010, quasi il 14% non ce la fa, mentre diminuiscono le imprese in grado di far fronte autonomamente: poco più del 50% rispetto ad oltre il 60% del primo trimestre. Parallelamente, si registra un irrigidimento nell’offerta di credito: tra quante hanno chiesto un fido bancario, un’impresa su quattro (nel primo trimestre questa percentuale era di poco superiore al 21%) si è vista rifiutare la richiesta del finanziamento o ha avuto meno di quanto richiesto. Questo mentre, a fronte di una sostanziale stabilità dei costi del finanziamento e delle garanzie bancarie richieste, secondo le imprese peggiorano i costi dei servizi bancari e delle altre condizioni. Da segnalare, di contro l’andamento positivo e superiore alla media nazionale, dei finanziamenti alle imprese del Mezzogiorno. È la prima volta che accade da un anno a questa parte.
Fabbisogno finanziario nel II trimestre 2010
Diminuisce in modo significativo nel secondo trimestre del 2010 la capacità delle imprese del terziario di fare fronte al proprio fabbisogno finanziario. L’indicatore congiunturale è risultato pari a +2,4, contro il +21,0 del primo trimestre del 2010, e del tutto simile al +2,5 del quarto trimestre del 2009. Le imprese che nei mesi di aprile, maggio e giugno 2010 hanno dichiarato di essere state in grado di fare fronte al proprio fabbisogno finanziario, senza alcun problema, sono state il 51,2%, le imprese che hanno dichiarato di essere riuscite a farvi fronte, ma con qualche problema, sono state il 35,1% e quelle che hanno dichiarato di non essere riuscite affatto a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario sono state il 13,7%: una percentuale piuttosto alta.
Le imprese che più delle altre sono riuscite a fare fronte al fabbisogno finanziario nel secondo trimestre sono state quelle del Nord-Ovest e quelle del Nord-Est. Le imprese che meno delle altre sono riuscite a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario sono state quelle residenti nelle regioni del Centro Italia e del Sud Italia.
La previsione delle imprese del terziario circa la capacità di riuscire a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario nei prossimi tre mesi (luglio, agosto e settembre) è risultata leggermente migliore. L’indicatore previsionale è risultato pari a +4,0 (nel primo trimestre dell’anno era pari a +3,4).
Si mette in evidenza come le imprese del Meridione, a livello prospettico, prevedono per i mesi di luglio, agosto e settembre un miglioramento della propria capacità di fare fronte al fabbisogno finanziario delle proprie attività.
Domanda e offerta di credito
La percentuale delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi che si sono rivolte agli istituti bancari per chiedere un fido o per rinegoziare un fido esistente è rimasta sostanzialmente stabile nel secondo trimestre del 2010: essendo state il 22,3%, contro il 22,3% del primo trimestre del 2010.
Le imprese che “meno delle altre” si sono rivolte al sistema bancario per ottenere il credito del quale avevano bisogno sono risultate quelle residenti nelle regioni del Nord-Ovest e del Centro Italia, quelle che “più delle altre” si sono rivolte alle banche per chiedere un fido o per rinegoziare un fido esistente sono state le imprese delle regioni del Nord-Est e del Sud Italia.
Stabile nel secondo trimestre del 2010 anche la percentuale delle imprese alle quali è stato accordato il fido che avevano chiesto (con un ammontare pari o superiore rispetto a quello richiesto), che è risultata pari al 55,1% (era pari al 55,4% nel primo trimestre del 2010). La percentuale delle imprese alla quale è stato accordato il fido, ma con un ammontare inferiore rispetto a quello richiesto, è risultata pari nel trimestre al 16,5%, mentre la percentuale delle imprese che si sono viste rifiutare il credito è stata del 7,8%. Sommando insieme i due dati, l’irrigidimento nell’offerta del credito ha colpito nel secondo trimestre del 2010 il 24,4% delle imprese che si erano rivolte al sistema bancario. La medesima percentuale era pari al 21,6% nel primo trimestre dell’anno. Di fatto l’irrigidimento delle banche colpisce nel secondo trimestre del 2010 una percentuale di imprese simile a quella colpita nel quarto trimestre del 2008, periodo di inizio della crisi, quando era pari al 23,4%.
Sempre nel corso del secondo trimestre di quest’anno, il 6,7% delle imprese che si sono rivolte alle banche è ancora in attesa di conoscere l’esito della propria domanda, mentre il 13,9% ha dichiarato di essere intenzionata di rivolgersi alle banche per ottenere il credito del quale hanno bisogno nel prossimo trimestre.
Le imprese che hanno ottenuto un finanziamento dalle banche con un ammontare pari o superiore rispetto a quello richiesto prevalgono nelle regioni del Nord-Ovest, anche se però secondo una percentuale inferiore rispetto che era stata registrata nei medesimi territori nel corso del passato trimestre, e prevalgono presso le regioni quelle del Sud Italia. Le imprese del Mezzogiorno, per la prima volta a partire dal secondo trimestre del 2009 (esattamente un anno fa), hanno fatto registrare un andamento positivo per quanto riguarda l’ottenimento del credito da parte delle banche (62,4%), superiore rispetto alla media tendenziale rilevata a livello nazionale.
Offerta di credito
L’offerta di credito è stata analizzata in funzione dei seguenti indicatori:
il costo del finanziamento (tasso di interesse),
il costo dell’istruttoria e delle cosiddette “altre condizioni” (es. valuta, servizi accessori, ecc.),
le garanzie richieste dalle banche a fronte del finanziamento,
il costo dei servizi bancari nel loro complesso (es. costo delle tenuta del conto corrente).
L’analisi è stata effettuata esclusivamente presso le imprese che dispongono di un finanziamento per quanto concerne i primi tre indicatori, e presso tutte le imprese con riferimento al costo dei servizi bancari nel loro complesso.
Costo del finanziamento
Con il concetto di “costo dei finanziamenti” si intende il “tasso di interesse” dei finanziamenti resi disponibili dalle banche alle imprese.
L’indicatore del costo dei finanziamenti è risultato stabile (-13,4) nel secondo trimestre del 2010 rispetto a quanto rilevato nel primo trimestre (-13,8), e dopo il peggioramento che era stato registrato nel quarto trimestre del 2009 (-11,6).
Il denaro è risultato più caro per le imprese residenti nelle regioni del Meridione (-19,5) e del Centro Italia (-15,7) e meno caro per le imprese del Nord-Ovest (-9,0) e del Nord-Est (-10,0).
Costo delle “altre condizioni”
Con il concetto di “altre condizioni” si intendono, a titolo di esempio, la valuta, il costo dei servizi accessori, e così via, associati ai finanziamenti concessi alle imprese.
Nel secondo trimestre del 2010 si rileva un lieve peggioramento dell’indicatore che è risultato pari a -12,9, rispetto al precedente - 9,1.
Il costo delle “altre condizioni” è risultato meno elevato rispetto alla media nazionale presso le imprese residenti nelle regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est, ed in diminuzione nelle regioni del Meridione. Si rileva al contrario un significativo peggioramento dell’indicatore congiunturale per quanto concerne le imprese del Centro Italia.
Garanzie
Sostanzialmente stabile l’indicatore relativo alla situazione delle garanzie richieste dalle banche, secondo l’opinione delle imprese, nel secondo trimestre del 2010. L’indicatore congiunturale è risultato pari a -13,1, pressoché simile al precedente -12,5 dei primi tre mesi dell’anno.
Come nel caso delle cosiddette “altre condizioni” l’indicatore ha fatto registrare un valore in linea con il dato nazionale, o migliorativo rispetto a questo, sia presso le imprese del Nord-Ovest e del Nord-Est, sia presso le imprese del Meridione, ma non presso le imprese del Centro Italia, che hanno denunciato al contrario un forte peggioramento delle condizioni della situazione delle garanzie richieste loro dalle banche a copertura dei finanziamenti concessi.
Le imprese che si sono rivolte alle banche per ottenere il credito, hanno offerto le seguenti forme di garanzia:
garanzie reali prestate dai soci dell’impresa o dall'imprenditore, 47,7% (erano il 52,3% il trimestre precedente), garanzie reali prestate dall'impresa, 59,0% (erano il 51,3% il trimestre precedente), garanzie prestate da terzi, diversi dai Confidi, 2,3% (erano il 3,3% il trimestre precedente), garanzie prestate dai Confidi, non nell'ambito di agevolazioni pubbliche 2,7% (erano il 3,1% il trimestre precedente), garanzie prestate dai Confidi nell'ambito di agevolazioni pubbliche, es. abbattimento “conto interessi”, 3,2% (erano il 0,7% il trimestre precedente),
garanzie prestate per mezzo di agevolazioni pubbliche, 0,6% (erano lo 0,7% il trimestre precedente).
Il 9,8% delle imprese non ha dovuto fornire alcuna garanzia a copertura dei finanziamenti ricevuti dalle banche. Tale percentuale era risultata pari al 12,1% nel corso del primo trimestre del 2010.
Con riferimento ai confidi è opportuno mettere in evidenza il ruolo sempre più importante che sta assumendo tale strumento presso le imprese del commercio, del turismo e dei servizi: tra quelle che lo hanno utilizzato, una su due ha affermato che senza il confidi non avrebbe potuto ricevere il finanziamento del quale aveva bisogno; un utilizzo maturo ed efficiente del confidi prevale in particolare presso le imprese associate a Confcommercio.
Costo dei servizi bancari
Con il concetto di “costo dei servizi bancari” si intende, a titolo di esempio, il costo della tenuta conto del conto corrente, il costo dell’emissione delle disposizioni, il costo del pagamento degli effetti e del movimenti di titoli, ecc. Il costo dei servizi bancari nel loro complesso è stato analizzato presso l’intero campione delle imprese e, quindi, non esclusivamente presso quelle che nel trimestre considerato avevano in essere un finanziamento concesso loro dal sistema bancario.
Secondo il 23,2% delle imprese il costo dei servizi bancari nel loro complesso è peggiorato nel secondo trimestre del 2010, secondo il 74,3% la situazione è rimasta stabile, ovvero del tutto simile a quella primo trimestre del 2010, mentre è migliorata per il 2,4% degli operatori.
La situazione del costo dei servizi bancari nel loro complesso è peggiorata in prevalenza per le microimprese (1-9 addetti), assai meno per le imprese di dimensioni più grandi; è peggiorata per le imprese dei servizi e del commercio, meno per quelle del turismo, ed è peggiorata per le imprese residenti nelle regioni del Centro Italia, ma non per quelle residenti nel Meridione.
In pensione più tardi con le "finestre mobili" Con le finestre mobili d'uscita, introdotte dalla manovra di governo (decreto legge n.78 del
31 maggio 2010), il pensiona ...
In pensione più tardi con le "finestre mobili"
Con le finestre mobili d'uscita, introdotte dalla manovra di governo (decreto legge n.78 del 31 maggio 2010), il pensionamento di vecchiaia e di anzianità a partire dal 2011, si allontana per tutti.
Non sono esclusi nemmeno coloro che hanno 40 anni di contributi: anche per loro la pensione si potrà ottenere dopo dodici o diciotto mesi, rispettivamente se si tratta di lavoratori dipendenti o di autonomi. Senza tanti giri di parole, la manovra produce - nei fatti - un aumento dell’età di pensionamento.
L’applicazione, in molti casi, è particolarmente dolorosa. Si pensi al lavoratore autonomo che compie i 65 anni all’inizio di marzo del 2011: il periodo di “attesa” – cioè il tempo che intercorre tra il momento di maturazione del requisito per la vecchiaia e la decorrenza della pensione – sarà, come detto, di 18 mesi. Quindi percepirà la pensione da ottobre 2012, con un aumento di ben 12 mesi rispetto a quanto gli sarebbe accaduto con il sistema attuale delle finestre.
La tabella che si riporta (tab. A) mette a confronto le differenti decorrenze delle pensioni (vecchiaia e anzianità) con le attuali finestre e con le nuove finestre mobili. E’ importante sottolineare che coloro i quali maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia e di anzianità entro il 31 dicembre 2010 usufruiscono delle vecchie finestre. Nulla cambia, poi, sul piano dei requisiti per l’ottenimento delle predette pensioni.
Pensione di vecchiaia I requisiti previsti per il 2011 per questa prestazione sono: ? 65 anni di età per gli uomini e 60 anni per le donne (61 anni di età per le donne del pubblico impiego); ? Minimo contributivo di 20 anni; ? Cessazione dall’attività lavorativa come dipendenti (non vale per gli autonomi).
Pensione di anzianità Per questa prestazione bisogna invece considerare che dal 2011 la quota – cioè la somma di età anagrafica e anzianità contributiva – aumenta di un anno. Per cui i requisiti sono: ? Quota 96, con età di almeno 60 anni per i lavoratori dipendenti e quota 97, con età di 61 anni per i lavoratori autonomi; ? Minimo contributivo di 40 anni indipendentemente dall’età anagrafica (anche in questo caso si applicano le finestre mobili, vedi tab.B) ? Cessazione dell’attività lavorativa come dipendenti (non vale per gli autonomi).
E’ opportuno, comunque, data la particolare e complessa applicazione normativa, rivolgersi agli uffici del Patronato 50&PiùEnasco che, gratuitamente e presenti su tutto il territorio nazionale, sono in grado di fornire tutte le informazioni, i consigli e i chiarimenti necessari.
TAB. A
L'attesa è più lunga
Le differenti decorrenze pensionistiche tra le attuali finestre e le nuove finestre mobili
Le pensioni di Anzianità con almeno 40 anni di contribuzioni: vecchie e nuove finestre
Il Sistema Sanitario si sta erodendo ROMA, 20 LUG - I dati resi noti dallo Svimez, secondo il quale nel Mezzogiorno
1 famiglia su 5 non avrebbe soldi a sufficien ...
Il Sistema Sanitario si sta erodendo
ROMA, 20 LUG - I dati resi noti dallo Svimez, secondo il quale nel Mezzogiorno 1 famiglia su 5 non avrebbe soldi a sufficienza per recarsi dal medico, ''rappresentano una triste realta' ma indicano chiaramente la stato delle cose: che, soprattutto al Sud, dove la sanita' spesso e' scadente, il sistema sanitario nazionale si sta erodendo, a scapito della sanita' privata''. E' quasi un sos quello lanciato da Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato-Cittadinanzattiva, secondo la quale ''le risorse in sanita' sono disponibili ma purtroppo nel nostro Paese finiscono spesso in mani sbagliate''. Per questo, aggiunge, ''e' doveroso continuare a combattere, individuando sprechi, segnalando le inefficienze, contrastando la malasanita', per difendere un Ssn che non possiamo accettare perda sempre piu' credibilita'''. Se poi a questo quadro ''aggiungiamo i tagli contenuti nella manovra economica messa a punto dal Governo, che indirettamente andranno a colpire la sanita', allora bisogna essere preoccupati - conclude Moccia - perche' l'impatto di queste misure, coniugate con la situazione di per se' poco favorevole in tempi di crisi, potrebbe portare con se' conseguenze molto negative, che a pagare saranno come al solito i cittadini''.(ANSA).
Consegnate in Cassazione un milione e 400mila firme. E' record Oggi, lunedì 19 luglio, il Comitato Promotore dei Referendum per l'acqua pubblica consegna
oltre un mi ...
Consegnate in Cassazione un milione e 400mila firme. E' record
Oggi, lunedì 19 luglio, il Comitato Promotore dei Referendum per l'acqua pubblica consegna oltre un milione e quattrocentomila firme presso la Corte di Cassazione.
Un risultato che segna un passo importante nella storia della democrazia e della partecipazione in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto tante firme.
La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile.
Adesso chiediamo al Governo di emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum. Chiediamo inoltre alle amministrazioni locali di non dare corso alle scadenze previste dal Decreto Ronchi. Un milione e quattrocentomila firme rappresentano una delegittimazione di qualunque scelta tesa ad applicare il Decreto, a maggior ragione per quelle amministrazioni che vogliono addirittura anticiparne le scadenze.
Il prossimo appuntamento del popolo dell'acqua è il prossimo 18 e 19 di settembre, quando, probabilmente a Firenze, si terrà l'assemblea dei movimenti per l'acqua.
Turismo, pubblicato il bando per la concessione di contributi E' stato pubblicato il Bando aperto per la concessione di contributi per il turismo e le
attività conn ...
Turismo, pubblicato il bando per la concessione di contributi
E' stato pubblicato il Bando aperto per la concessione di contributi per il turismo e le attività connesse nella Provincia di Latina.
Le domande possono pervenire nel corso dell'anno solare e saranno prese in esame periodicamente. Quanti abbiano già presentato istanza in data anteriore alla pubblicazione del Bando dovranno adeguarle sulla base della modulistica allegata e con riferimento alla documentazione inviata precedentemente.
Tipologie delle iniziative:
· Attività, iniziative, eventi in vari campi destinati alla promozione del turismo e all'intrattenimento dei turisti in vari periodi dell'anno (alta e bassa stagione; festività natalizie, festività pasquali, ponti festivi, ecc.) o a costituire occasione di soggiorno e turismo per i partecipanti (congressi, convegni, raduni di associazioni combattentistiche e d'arma, ecc. );
· Progetti ed attività volti alla valorizzazione di comprensori archeologici, percorsi storici, culturali e museali, siti e aree d'interesse ambientale, artistico e culturale interconnessi con il turismo e da promuovere in ambito nazionale ed internazionale;
· Attività, iniziative, eventi per la promozione dell'enogastronomia pontina anche attraverso esercitazioni didattiche esterne di scuole ed istituti di formazione operanti nel settore turistico;
· Progetti per la realizzazione di pubblicazioni, video, supporti multimediali, trasmissioni televisive nazionali che abbiamo per obiettivo l'informazione e l'assistenza al turista, la valorizzazione dei siti (archeologici,ambientali, culturali, museali, ecc.) d'interesse per il turismo e/o tendenti a diffondere l'immagine delle potenzialità turistiche del territorio;
· Raduni e Ricorrenze costituenti anche occasioni di incontro e di promozione della conoscenza dei luoghi storici, artistici e culturali e dell'enogastronomia pontina;
· Progetti ed iniziative degli operatori turistici per incrementare l'incoming interno ed estero.
LAVORO APPRENDISTATO: SÌ AI BENEFICI PREVIDENZIALI SE IL LAVORATORE NON CAMBIA MANSIONE La Cassazione, con Sentenza
n°15055 del 22 giugno 2010, risolve la que ...
LAVORO
APPRENDISTATO: SÌ AI BENEFICI PREVIDENZIALI SE IL LAVORATORE NON CAMBIA MANSIONE La Cassazione, con Sentenza n°15055 del 22 giugno 2010, risolve la questione della spettanza degli sgravi contributivi nel caso di trasformazione di contratto di apprendistato in contratto di lavoro a tempo indeterminato. L'art.21 comma 6 della L 56/1987 prevede infatti che i benefici contributivi previsti dalla L 25/1955 in materia di previdenza e assistenza sociale sono mantenuti per un anno dopo la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato. Nel caso in cui il rapporto di apprendistato sia stato anticipatamente convertito in rapporto di lavoro a tempo indeterminato, secondo la Cassazione, il beneficio spetta a condizione che il lavoratore per tale anno venga adibito nella qualifica per l'acquisizione della quale l'apprendistato è stato svolto. INPS: ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA PER INVALIDITÀ E VECCHIAIA DEGLI ESERCENTI ATTIVITÀ COMMERCIALI L'INPS, con la Circolare n°78 del 23 giugno 2010, fornisce alcuni chiarimenti operativi circa l'assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti degli esercenti attività commerciali, soprattutto a riguardo della nozione di “produttori di terzo e quarto gruppo” soggetti ad obbligo di assicurazione alla gestione speciale esercenti attività commerciale, anche con riferimento alla istituzione, da parte dell’ISVAP, del “Registro degli intermediari assicurativi e riassicurativi”. CORTE EUROPEA DI GIUSTIZIA: CONTRATTO A TERMINE E NOME DEL SOSTITUTO Con Sentenza n°C–98/09 pubblicata il 24.06.2010, la Corte di giustizia europea ha affermato che non è contrario alla clausola n°8 dell’Accordo quadro europeo sul lavoro a termine concluso il 18 marzo 1999, il contratto a tempo determinato, stipulato per ragioni di carattere sostitutivo, che non contenga il nome del lavoratore assente.
LEGALE ANTIRICICLAGGIO. SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE N°15103/2010 La Corte di Cassazione con la Sentenza n°15103 del 2010 ha stabilito che sono legittime le sanzioni amministrative applicate per violazione della normativa antiriciclaggio, in caso di pagamenti in contanti a rate anche quando ciascun frazionamento della somma non supera i 12 mila cinquecento Euro. CIRCOLAZIONE CON VEICOLO SOTTOPOSTO A FERMO AMMINISTRATIVO La Corte di Cassazione penale sezione VI con la Sentenza n°5404 del 10 febbraio 2010, ha stabilito che non è punibile penalmente chi circola con un bene sottoposto a fermo amministrativo. Infatti, la legge non qualifica tale comportamento come reato, al contrario del sequestro amministrativo. INDICAZIONI DEL GARANTE PRIVACY PER LA CONSEGNA A DOMICILIO A PERSONE DISABILI Il Garante della Privacy in un suo provvedimento di cui da notizia la newsletter n°339 del 24 giugno 2010 ha stabilito che il supermercato che offre il servizio di consegna della spesa al domicilio del disabile, deve acquisire solo dati essenziali e non deve chiedere copia del verbale di invalidità. È sufficiente che la persona invalida o disabile, al momento della prima richiesta del servizio, esibisca un qualsiasi documento che attesti il suo stato. LA COMPENSAZIONE NON SOLLEVA DALL'OBBLIGO DI EMETTERE LA FATTURA La Corte di Cassazione con Sentenza n°15441 del 30 giugno 2010, ha statuito che Il contribuente ha l'obbligo di emettere fattura anche nel caso in cui il servizio non sia stato effettivamente pagato, ma sia stato compensato con il credito di un fornitore.
TRIBUTARIO
RISOLUZIONE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE N°57/E L’agenzia delle Entrate rivede le agevolazioni per il sostegno alle società dilettantistiche. Con risoluzione n°57/E l’Agenzia dell’Entrate ha precisato che le imprese-sponsor che destinano spese di pubblicità alle associazioni e società sportive dilettantistiche possono dedurre le spese sostenute anche oltre il limite previsto di 200mila Euro. L’Agenzia delle Entrate ha precisato che entro il limite di erogazioni annue di 200 mila Euro opera una presunzione assoluta di deducibilità, per il soggetto che le ha pagate, mentre oltre il limite suddetto l’eccedenza può essere deducibile secondo le regole ordinarie previste dal TUIR. CONTENZIOSO TRIBUTARIO. NUOVO SERVIZIO IN FASE DI SPERIMENTAZIONE È in fase di sperimentazione il nuovo servizio di prenotazione on line degli appuntamenti con gli uffici delle Commissioni Tributarie. Grazie a questo servizio i contribuenti, i professionisti, gli uffici o enti impositori possono chiedere copia di sentenze, depositare i ricorsi, prenotare un appuntamento con gli uffici delle Commissioni Tributarie evitando le attese presso gli sportelli. AGENZIA DELLE ENTRATE RISOLUZIONE 39/E: DEDUZIONI E DETRAZIONI IRPEF L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 39/E ha risolto alcuni casi relativi a deduzioni e detrazioni Irpef. Nello specifico ha stabilito che i costi per l’intermediazione immobiliare possono essere detratti anche se sostenuti prima del preliminare o del rogito definitivo, purchè riferite all’abitazione principale. Per quanto concerne gli interessi passivi su mutui e donazioni ha previsto che il coniuge donatario continua a detrarre gli interessi sulla quota del 50% di mutuo, mentre il coniuge donante può detrarre gli interessi sull’eventuale nuovo mutuo stipulato per l’acquisto di un nuovo immobile. Inoltre ha chiarito che sono detraibili le prestazioni rese da una delle figure professionali individuate nel dm 29.03.2001 (podologi, fisioterapisti, logopedisti, ortottisti, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evoluta, tecnici della riabilitazione psichiatrica, terapisti occupazionali, educatori professionali) e che non son previste detrazioni in caso di demolizione e ricostruzione con ampliamento, mentre in ipotesi di ristrutturazione senza demolizione e ampliamento il bonus del 55% spetta solo sulla parte di spese riferibili all’esistente.
Manovra, R.E TE. Imprese Italia e Confindustria: norme fiscali da modificare Confindustria e R.E TE. Imprese
Italia (Confcommercio, C ...
Manovra, R.E TE. Imprese Italia e Confindustria: norme fiscali da modificare
Confindustria e R.E TE. Imprese Italia (Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, CNA, Casartigiani) esprimono forte preoccupazione per le misure contenute nella manovra finanziaria relative alla riscossione delle imposte e dei contributi sociali (art. 38) e alla compensazione dei debiti e crediti fiscali (art. 31). Le imprese rilevano l’assoluta incongruità della norma che fissa in 150 giorni la durata massima della sospensione giudiziale degli atti di recupero dei crediti tributari e previdenziali, a fronte di una durata media dei soli procedimenti di primo grado pari a 734 giorni. Ciò obbligherebbe i contribuenti (pena il pignoramento) a pagare gli importi richiesti dall’amministrazione a fronte di pretese che potrebbero successivamente risultare non fondate. Il che non è accettabile e può portare a conseguenze irreparabili per le imprese. Va segnalato che le Commissioni Tributarie sospendono l’esecuzione degli atti impugnati solo quando vi è fondato motivo di ritenere che dagli stessi derivano danni gravi ed irreparabili per il contribuente ed il ricorso appare fondato. E la stessa relazione tecnica alla manovra evidenzia come nel 75% dei casi in cui è stata concessa la sospensiva il procedimento si conclude con un giudizio favorevole al contribuente. Un’altra misura che desta allarme riguarda il divieto di effettuare la compensazione di crediti e debiti fiscali in presenza di accertamenti per importi superiori a 1.500 euro. Il divieto di compensazione può avvenire solo quando vi è la piena certezza del debito fiscale, ossia quando lo stesso è iscritto a ruolo definitivo. Del tutto sproporzionate, poi, risultano le sanzioni in caso di violazione del divieto di compensazione, pari al 50% dell’importo indebitamente compensato anche a fronte di debiti di importo molto limitato. Le imprese ritengono indispensabile un ripensamento di queste norme, a tutela dei diritti di tutti i contribuenti.