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Cari soci, era il novembre del 2007 quando, approfondendo le questioni sulla raccolta dei rifiuti solidi
urbani e incrociando dati ufficiali di Camera di ... |

Cari soci, era il novembre del 2007 quando, approfondendo le questioni sulla raccolta dei rifiuti solidi urbani e incrociando dati ufficiali di Camera di Commercio e ruoli TARSU del Comune di Terracina, notammo che “la somma non faceva il totale”. In un incontro, sollecitato dall'Ascom”, alla presenza di nove amministratori, tra assessori e consiglieri di maggioranza, ripetutosi poi alla presenza del sindaco Nardi, accompagnato nell'occasione dal consigliere Acanfora, mettemmo al corrente, tra le altre cose, l'intera amministrazione sulla possibile massiccia evasione nei pagamenti TARSU. Si può ritrovare traccia di quanto affermiamo, per pace di qualche “cavaliere bianco last- minute”, sia sul nostro sito, www.ascomterracina.it che sulla stampa dell'epoca. Non essendoci stati allora riscontri e volontà, da parte dell'amministrazione, di chiarire se un consistente numero di “furbetti” stesse gabbando cittadini ed imprese, per responsabilità sindacale e dovere statutario, l'Ascom intraprese, com'è di pubblica conoscenza, le vie legali riconosciute a tutt'oggi in diversi gradi di giudizio. Ora possiamo tranquillamente affermare che un'amministrazione rispettabile non può percorrere strade che contrastino i cittadini onesti, e non può, per tre anni, soprassedere alle proprie responsabilità facendo intendere di tenere più ai voti che alla legge. A tal proposito ricordiamo che i diversi gradi di giudizio che hanno condannato l'amministrazione Nardi sulla illegittimità delle delibere TARSU 2008 e 2009, hanno sempre stigmatizzato l'abuso di potere anche con parole di estrema fermezza da parte dei giudici. Dire oggi che i “ricorsi dell'Ascom hanno ingenerato incertezze in molte persone iscritte al ruolo per cui è stato generato il mancato pagamento di 3,5 milioni di euro”, è in primis una colossale stupidaggine, in secundis un inutile tentativo di nascondere una gravissima mancanza amministrativa perpetrata negli anni cercando di imputare, malevolmente, responsabilità al “disturbatore” del momento. “La calunnia è un venticello...” ammaestrava don Bartolo nel Barbiere di Siviglia. E' vero, Gioacchino Rossini ha fatto scuola ma più che cultori di lirica, questi signori sembrano comparse di Pacco, doppio pacco e contropaccotto un bellissimo film di Nanni Loy del 1993. Onestà umana, ancorché intellettuale, vorrebbe che amministratori che si ritengano capaci, a qualsiasi epoca appartengono, sappiano riconoscere effettivamente le deficienze traendo nel caso le dovute conseguenze. I diritti dei cittadini sono incalpestabili quanto i doveri e difronte ad atti illegittimi certe asserzioni prendono l'aspetto della strafottenza e non è ammissibile l'assunto che “prima si paga e poi...si vedrà”. Sono purtroppo lontani i tempi in cui le regole della democrazia erano scritte e rispettate ed il rimpianto oggi è la rappresentazione dell'effimero.
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| Autore : ascom |
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3/09/2010 - 16:38 |
| ANDAMENTO STAGIONE ESTIVA PER IL TURISMO A ROMA
2 settembre 2010 - Dall'analisi dell'andamento della sta ... |
ANDAMENTO STAGIONE ESTIVA PER IL TURISMO A ROMA 2 settembre 2010 - Dall'analisi dell'andamento della stagione estiva, per il turismo a Roma, emerge che complessivamente si è verificato un incremento di circa il 11% degli arrivi rispetto all’anno 2009. L’andamento dall’inizio dell’anno, caratterizzato da forti segnali di ripresa per l’incoming laziale, si è consolidato anche nei mesi di luglio e agosto, mesi tipicamente di “bassa stagione” per la Capitale: mesi in cui solitamente il caldo estivo non spinge i turisti alla scelta delle grandi città. In generale il settore ha registrato un incremento degli arrivi del turismo organizzato, cioè per gruppi e famiglie con servizi preordinati. Un segno incoraggiante per le imprese del settore, dovuto anche alla rinnovata necessità della clientela internazionale di sentirsi tutelata durante il viaggio. L’indagine della Fiavet Lazio ha infatti accertato quanto informazioni negative riguardanti il nostro paese, quali disservizi o truffe ai turisti, o fatti di cronaca, sempre legati ai turisti, vengano veicolate tramite canali mediatici nei vari Paesi o dalle emittenti satellitari, creando un effetto negativo sulla domanda turistica e, contemporaneamente, un aumento delle richieste verso il turismo organizzato, a discapito del “fai da te”. Purtroppo i dati di incremento in termini di presenze non coincidono con i dati di fatturato per le imprese del settore. Si è registrata, rispetto al 2009, sia una contrazione della spesa media destinata alla vacanza, attestandosi ai 330 euro in media per persona, sia della durata del soggiorno (2.5 giorni), arrivando anche, nei casi più estremi, a un solo giorno di pernottamento. Solo in pochi casi, in particolare per gruppi provenienti dal Sud America, con necessità di abbinare tour religiosi a tour culturali, si sono registrate le 3-4 notti per una spesa media di circa 400 euro per persona. L’andamento degli arrivi a seconda della nazionalità, sempre usando come termine di paragone il 2009, ha visto aumentare: Americani (+6%), Australiani (+2%), Canadesi (+3%), Svedesi e Norvegesi (+2%), Arabi (+4%), Indiani (+12%), Cinesi (+10) e turisti dei paesi del Sud-America in particolare dall’Argentina (+8%). Sono invece diminuiti a causa della crisi economica, gli arrivi registrati dalla Spagna (-9%), dal Portogallo (-4%), dall’Inghilterra (-5%), dall’Olanda (-3%) e dall’Austria (-3%). Registrata inoltre una flessione per quanto riguarda il Giappone (-11%), paese dal quale si prevede un ulteriore decremento in autunno data la non operatività della compagnia Japan Airlines, a partire dal 1 ottobre 2010. Particolarmente forte la flessione negativa del settore dei viaggi d’affari (- 40%), dei viaggi “motivazionali” (incentive) delle aziende (-60%), e delle organizzazioni congressuali dall’estero (-30%). Questo settore risente della crisi economica internazionale in maniera molto più rilevante rispetto al turismo culturale, ma assume per la città di Roma un’importanza strategica considerato l’alta capacità di spesa dei partecipanti a questi viaggi. Le aziende del settore “business” guardano con particolare attenzione l’ultimazione del nuovo Palazzo dei Congressi, in costruzione a Roma, nella certezza che tale novità doterà finalmente la Capitale di un centro congressuale all’altezza dei grandi centri europei, riaffermando Roma nel settore. Importante anche la flessione delle prenotazioni da parte della clientela italiana, (-13%). Tale flessione si è registrata sia nelle prenotazioni per viaggi di gruppo sia per le prenotazioni individuali degli hotel tramite agenzie o tramite internet. Registriamo in generale un incremento delle richieste per i mesi di settembre ottobre. L’apertura notturna del Colosseo, iniziativa lodevole, ha dato importanti risultati in termini di nuove richieste per gruppi organizzati e individuali. Purtroppo al momento non è possibile offrire tale opportunità a causa della difficoltà a reperire i biglietti; ma siamo certi che la Soprintendenza estenderà ad altre giornate l’apertura. Qualsiasi evento straordinario, mostra o manifestazione, organizzato a Roma può rappresentare un’importante occasione per promuovere vacanze romane. Per poter ottenere questo risultato però, tali attività devono essere veicolate con largo anticipo, per permettere alle imprese turistiche di proporre le iniziative inserendole nei pacchetti di viaggio che vengono promossi nelle fiere e workshop internazionali. La contrattazione dei gruppi a livello internazionale viene svolta molti mesi, spesso anni prima delle partenze e l’inserimento degli eventi nei pacchetti costituisce spesso una leva fondamentale per incentivare flussi di traffico o convincere chi è già venuto a tornare nella Capitale. Interessante anche il dato relativo alle esigenze del turismo estero nella Capitale. Il 70% dei tour leader (capi gruppo) hanno riscontrato grande soddisfazione dei turisti sotto il profilo storico artistico e soddisfazione nella facilità negli spostamenti all’interno di Roma (dati relativi a luglio e agosto, periodo in cui la Città è senza traffico); il 40% rileva insoddisfazione nel servizio in termini di simpatia, affabilità, disponibilità e conoscenza della lingua inglese degli operatori; il 60% lamenta disturbo del gruppo a causa dei venditori ambulanti e mendicanti in genere; la quasi totalità ha trovato la città pulita e ben organizzata. Inoltre i dati in nostro possesso relativi agli andamenti delle spese extra per ristoranti o acquisto beni e servizi, risultano in netto calo rispetto al 2009, evidenziando lo stereotipo di un turista “smaliziato” molto più attento ai prezzi e alla lettura dei conti di ristoranti e alberghi. estenderà ad altre giornate l’apertura. Qualsiasi evento straordinario, mostra o manifestazione, organizzato a Roma può rappresentare un’importante occasione per promuovere vacanze romane. Per poter ottenere questo risultato però, tali attività devono essere veicolate con largo anticipo, per permettere alle imprese turistiche di proporre le iniziative inserendole nei pacchetti di viaggio che vengono promossi nelle fiere e workshop internazionali. La contrattazione dei gruppi a livello internazionale viene svolta molti mesi, spesso anni prima delle partenze e l’inserimento degli eventi nei pacchetti costituisce spesso una leva fondamentale per incentivare flussi di traffico o convincere chi è già venuto a tornare nella Capitale. Interessante anche il dato relativo alle esigenze del turismo estero nella Capitale. Il 70% dei tour leader (capi gruppo) hanno riscontrato grande soddisfazione dei turisti sotto il profilo storico artistico e soddisfazione nella facilità negli spostamenti all’interno di Roma (dati relativi a luglio e agosto, periodo in cui la Città è senza traffico); il 40% rileva insoddisfazione nel servizio in termini di simpatia, affabilità, disponibilità e conoscenza della lingua inglese degli operatori; il 60% lamenta disturbo del gruppo a causa dei venditori ambulanti e mendicanti in genere; la quasi totalità ha trovato la città pulita e ben organizzata. Inoltre i dati in nostro possesso relativi agli andamenti delle spese extra per ristoranti o acquisto beni e servizi, risultano in netto calo rispetto al 2009, evidenziando lo stereotipo di un turista “smaliziato” molto più attento ai prezzi e alla lettura dei conti di ristoranti e alberghi. estenderà ad altre giornate l’apertura. Qualsiasi evento straordinario, mostra o manifestazione, organizzato a Roma può rappresentare un’importante occasione per promuovere vacanze romane. Per poter ottenere questo risultato però, tali attività devono essere veicolate con largo anticipo, per permettere alle imprese turistiche di proporre le iniziative inserendole nei pacchetti di viaggio che vengono promossi nelle fiere e workshop internazionali. La contrattazione dei gruppi a livello internazionale viene svolta molti mesi, spesso anni prima delle partenze e l’inserimento degli eventi nei pacchetti costituisce spesso una leva fondamentale per incentivare flussi di traffico o convincere chi è già venuto a tornare nella Capitale. Interessante anche il dato relativo alle esigenze del turismo estero nella Capitale. Il 70% dei tour leader (capi gruppo) hanno riscontrato grande soddisfazione dei turisti sotto il profilo storico artistico e soddisfazione nella facilità negli spostamenti all’interno di Roma (dati relativi a luglio e agosto, periodo in cui la Città è senza traffico); il 40% rileva insoddisfazione nel servizio in termini di simpatia, affabilità, disponibilità e conoscenza della lingua inglese degli operatori; il 60% lamenta disturbo del gruppo a causa dei venditori ambulanti e mendicanti in genere; la quasi totalità ha trovato la città pulita e ben organizzata. Inoltre i dati in nostro possesso relativi agli andamenti delle spese extra per ristoranti o acquisto beni e servizi, risultano in netto calo rispetto al 2009, evidenziando lo stereotipo di un turista “smaliziato” molto più attento ai prezzi e alla lettura dei conti di ristoranti e alberghi.
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| Autore : ascom |
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3/09/2010 - 16:17 |
L'estate sta finendo... Cari
colleghi, "L'estate sta finendo e un anno se ne va...", così cantavano i Righeira anni addietro, e ... |

L'estate sta finendo...
Cari colleghi, "L'estate sta finendo e un anno se ne va...", così cantavano i Righeira anni addietro, e per questa città l'estate si sta trascinando via come le acque del Linea ricolme di erba che imputridisce al sole e che puntualmente chi di dovere non raccoglie. A S.E. il Prefetto di Latina: “Ma a chi compete raccogliere e smaltire il verde tagliato lungo le rive dei canali e che insiste perennemente sulle chiuse offrendo un miserevole spettacolo”?
Potrebbe illuminarci Lei, visto che tutti girano la testa dall'altra parte, il Consorzio di Bonifica per primo. Siamo certi che non appena arriveranno le piogge la marmellata arriverà puntualmente nel nostro mare, se non altro per evitare la tracimazione, e le imprese balneari dovranno continuare a fare i conti con potenzialità ridotte. Questo è il declino dato dall'assenza del pubblico. Se Le può essere di conforto, noi facciamo dignitosamente la nostra parte, e non siamo ciechi difensori del nostro privato. Giorni fa, il Presidente di Camera di Commercio e nostro Presidente Provinciale, Zottola, ha indirizzato un forte richiamo alle aziende a fare sistema: “E’ ora che le imprese progettino il turismo, perché l’impatto della crisi economica pesa sulle dinamiche del mercato turistico e ci impone esigenze di forte innovazione che solo il sistema imprenditoriale può prevedere ed adottare”.
“Dobbiamo interpretare questa fase per costruire il cambiamento, lavorando su un progetto strategico che guardi all’esercizio delle professioni turistiche, alle sue reti, al sistema di accoglienza e che sia in grado di produrre prodotti turistici da vendere sia sui mercati nazionali che internazionali. Con la Regione Lazio e Unioncamere Lazio stiamo già intraprendendo politiche di sviluppo comuni. Non possiamo abbassare la guardia e dobbiamo essere ora come non mai, vicino alle nostre imprese, guardando in faccia la realtà e non facendo finta che la crisi non esista”. Attendiamo il richiamo delle amministrazioni recalcitranti alle regole. Una cosa è certa, non siamo ancora pronti al riciclo delle acque, non siamo ancora pronti con le opere che renderebbero questo territorio accettabile ed accogliente, non siamo ancora pronti e non lo saremo per i prossimi anni. Negli immancabili consuntivi di fine stagione una crisi economica come questa si trasforma nell' altrettanto immancabile scusante per la mancata opera di ogni amministratore. Noi, al contrario, che dobbiamo fare quotidianamente i conti con un lavoro, riconosciamo, e purtroppo subiamo costantemente l'incapacità amministrativa. E' paradossale, oggi il maggior ostacolo allo sviluppo del territorio è l'amministrazione stessa, sono coloro che si sono candidati al governo dello stesso, (candidato dal latino Candidatus, termine con cui i romani identificavano la toga di seta bianca indossata dagli aspiranti ad una carica dello Stato).
Da anni denunciamo lo stato comatoso della città incapace a rispondere all'ordinario, figurarsi ad abbozzare un futuro. Volentieri ci dispensiamo e lasciamo ai gonzi le favole.
Siamo dovuti intervenire, a difesa delle imprese sulla questione rifiuti avendo immancabilmente contro l'amministrazione arroccata a preservare la casta, paradossalmente con i nostri soldi, piuttosto che impegnata a dare soluzioni alla grave situazione ambientale, in più con l'aggravante dell'emissione di atti immediatamente dichiarati illegittimi dai tribunali.
E oggi, dopo la sonora sculacciata del Consiglio di Stato per la TARSU del 2008, ci piacerebbe conoscere lo stato del presidente del consiglio comunale, Sig. Patrizio Avelli, quando spavaldamente, senza avere alcuna conoscenza del contendere, imputava a questa presidenza il pagamento dei danni, poiché ingenuamente avevamo, da sprovveduti, intrapreso una strada tutta in salita.
E ora, come la mettiamo visto che i danni potremmo chiederli noi. Nonostante la sua supposta trasparenza di garante, il più delle volte assonnato, ella non si è nemmeno curato di spiegare, almeno ai suoi elettori, le azioni puntigliose ed arroganti e le spese folli che avete sostenuto per cancellare gli “ingenui” disturbatori dell'Ascom.
In altri tempi, la pretesa di additare cittadini ed imprese come ostacoli e disturbi al “manovratore” le avrebbero fatto trovare sotto la poltrona la valigia pronta.
Il concetto che prima si paga e poi si ricorre è un assioma da repubblica delle banane.
Come si dice: “Non c'è peggior sordo di chi non voglia ascoltare”. Le antiche massime a volte danno utili consigli che varrebbe la pena di ascoltare con tanta umiltà. Nel rappresentare, con il suo scranno più alto, un'intera amministrazione, se ne è capace, tragga le conseguenze, è salutare.
Più volte abbiamo denunciato la carente situazione dei servizi e immancabilmente abbiamo assistito ad uno smantellamento dell'esistente ed alla costruzione di “abitini su misura”.
Non parliamo poi della sicurezza, con la negazione da struzzo dei problemi, sino ad arrivare ad una sciocca contrapposizione con chi è istituzionalmente deputato a svolgere compiti di controllo e repressione. Anche in questo l'amministrazione si è distinta. Siamo passati dall'imminenza di una calata dell'esercito alla pretesa di cacciare ufficiali di polizia come se fossero assessori qualsiasi, con l'intermezzo da sol leone di chi da i numeri sulle residenze.
Innumerevoli volte siamo dovuti intervenire per contrastare azioni commercialmente illegittime ed irresponsabili e tutte puntualmente ritirate, o meglio non presentate, che sarebbero state una ulteriore mazzata per il tessuto economico della città, quello che in modo rilevante contribuisce al sostegno della comunità.
Risultato?
Un comune litigioso con gli uffici legali allo spasimo, centinaia gli atti di opposizione avverso cittadini ed imprese che il più delle volte reclamano semplicemente diritti, che in molti casi sono stati già riconosciuti dai tribunali.
Diversa velocità invece abbiamo riscontrato sulle nuove costruzioni, sulle ulteriori estrazioni e sulla continua affannosa necessità di fare cassa.
Caliamo un velo pietoso sulla gestione del suolo pubblico e sulla “bandiera blu stradale” (sic!)
Questi alcuni motivi che ci fanno gridare da qualche tempo ad una situazione di allarme sociale.
Governare un territorio non è semplice ma da questo a passare ad una completa indifferenza dei bisogni della gente è diabolico.
La frammentazione che questa città subisce è data da una assenza di coesione sociale favorita da quel “divide et impera”, altro assioma per racimolare voti della politica nostrana, che rappresenta sostanzialmente l'azione “antituristica” per eccellenza con il peggior effetto sulle potenzialità della città ospitale.
La situazione di Terracina è sotto gli occhi di tutti, aggredita ed offesa negli spazi e persino nel suo patrimonio storico e naturale senza che alcun amministratore senta il doveroso obbligo di preservare e tutelare.
L'assegnazione indistinta di spazi, con il patrocinio comunale ed il beneplacito dell'assessore o del consigliere di turno, è il segnale dell'affanno di chi si riempie la bocca di “cultura e di turismo” e non sa di cosa parli. E c'è, drammaticamente replicante, la becera scelta di voler sradicare una cultura del territorio per impiantare furbescamente storie e leggende di paesi freddi, lontani anni luce dal cuore e dal calore del nostro sole.
Alla fine poi è importante riempire non un cartellone ma un foglio exel delle manifestazioni estive con la benedizione del “pope” affinché la gazzarra cominci.
Basterebbe leggere gli interventi di polizia per capire la distorsione di questi anni, e la conferma è di questi giorni dove a provvedimenti presi, la macchina amministrativa risponde solo dopo numerosi richiami.
E' vero l'estate sta finendo ed il prossimo inverno sarà durissimo quando dovremo noi per primi e soltanto noi, fare i conti con l'ulteriore debacle della stagione che si sta spegnendo.
Faremo i conti con la vertiginosa picchiata delle presenze in hotel, faremo i conti con le case vacanze invendute e faremo i conti con tutto l'indotto che si affaccia, ai mesi invernali da sempre i più difficili, in posizione di gravissima difficoltà ed alla affannosa ricerca di liquidità.
Come sempre dovremo essere coscienti che le nostre scelte dipenderanno esclusivamente da noi e che saranno ancora una volta prive di sostegno amministrativo, ormai già coatto sulle elezioni del 2011.
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| Autore : ascom |
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26/08/2010 - 09:00 |
L'intervento di Italia Oggi sulla sentenza del Consiglio di Stato Aumento della Tarsu solo se collegato ai costi dei servizi di De Nardi Francesca
Il Cds boccia l ... |

L'intervento di Italia Oggi sulla sentenza del Consiglio di StatoAumento della Tarsu solo se collegato ai costi dei servizi di De Nardi Francesca Il Cds boccia la delibera non adeguatamente documentata. Aumento della Tarsu solo se collegato ai costi dei servizi
DI FRANCESCA DE NARDI È illegittima la delibera con la quale un comune ha aumentato le tariffe della tassa per lo smaltimento rifiuti solidi urbani, non supportata da adeguata istruttoria volta a dimostrare uno scostamento tra entrate e costo del servizio. Lo ha sancito il Consiglio di stato, sezione con la sentenza n. 5616 dell'il agosto 2010. Nel caso in esame il Tar Lazio - Sezione staccata di Latina, aveva accolto il ricorso proposto dalla Confcommercio Ascom, contro la deliberazione della giunta comunale di Terracina, con la quale era stato determinato l'incremento nella misura del 20% delle tariffe per lo smaltirnento dei rifiuti solidi urbani per il 2008. In particolare, il tribunale regionale aveva riconosciuto la mancanza di una motivazione dal momento che l'amministrazione non aveva indicato le ragioni per cui, a fronte della necessità di assicurare la copertura totale della spese e in assenza di dati certi in ordine alla spesa e alle entrate, aveva ritenuto di poter stabilire in una determinata entità l'importo dell'aumento. Contro questa sentenza aveva proposto appello il comune di Terracina, lamentando di aver avuto necessità di incrementare complessivamente la tariffa Tarsu per avvicinarsi al rispetto degli obblighi di pareggio tra costi e ricavi previsto dalla normativa di settore con riferimento all'imminente applicazione della Tariffa igiene ambientale (Tia) già a partire dal 2009 e ricordando come la relativa normativa aveva previsto un periodo transitorio durante il quale le amministrazioni comunali avevano la facoltà di anticipare l'applicazione delle disposizioni Tia dal 2009. Aveva eccepito, infine, che la delibera di incremento delle tariffe della Tarsu, in quanto atto generale, era sottratto all'obbligo di motivazione ai sensi dell'art. 3, comma 3, legge n.241/1990 e successive modificazioni. Il Consiglio di stato conferma la sentenza di primo grado. Come osserva il collegio, sebbene gli artt. 61 e 69, comma 2, dlgs 15 novembre 1993 n. 507 e 49 del dlgs n. 22 del 1997 consentano in sede di determinazione della Tarsu la copertura integrale del costo del servizio con la garanzia di una percentuale minima del 50% e diano anche la facoltà ai comuni di introdurre nella vigenza del periodo transitorio, in via sperimentale e graduale, il nuovo sistema di tariffazione Tia, nel contempo è previsto anche un reticolo di garanzie a favore degli utenti. Le disposizioni normative, infatti, prescrivono un'adeguata istruttoria sulla base di dati ufficiali che poi si deve tradurre in una ragionevole giustificazione dell'incremento del prelievo nelle relative delibere comunali e, comunque, nei limiti del costo complessivo del servizio. Nel caso in oggetto la delibera comunale impugnata è venuta sostanzialmente a modificare la già vigente copertura minima del servizio (che è un presupposto indispensabile delle tariffe antecedenti) e di conseguenza «doveva specificamente esternare sulla base di dati ufficiali le ragioni che avevano determinato l'aumento per la copertura minima obbligatoria del costo del servizio sulla base dello stesso art. 69, 2° comma, dlgs. n. 507/1993 in connessione con le altre disposizioni del medesimo decreto che lo integrano>'. L'amministrazione comunale, invece, ha voluto applicare un incremento sostanzioso del 20% delle precedenti tariffe senza avere dati certi in ordine allo scostamento tra entrate e costo del servizio, invocando genericamente la necessità di assicurare la tendenziale copertura totale della spesa, che non viene in alcun modo indicata, neppure per relationem. Alla luce di queste considerazioni la delibera non può che ritenersi illegittima. guarda il TG di Italia Oggi del 17.08.2010
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| Autore : ascom |
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19/08/2010 - 22:44 |
TARSU 2008: Il CONSIGLIO DI STATO ENTRA NEL MERITO E... "SCULACCIA" IL COMUNE DI TERRACINA
Il Consiglio di Stato accoglie parzialmente il rico ... |

TARSU 2008: Il CONSIGLIO DI STATO ENTRA NEL MERITO E... "SCULACCIA" IL COMUNE DI TERRACINAIl Consiglio di Stato accoglie parzialmente il ricorso del Comune di Terracina relativamente soltanto alla posizione del Sig. Marzullo quale presidente vicario dell'Ascom Confcommercio Terracina.
Per il resto conferma la sentenza del Tar del Lazio sezione di Latina ed in particolare ribadisce la necessità di motivare dettagliatamente i criteri e i parametri per la definizione di eventuali aumenti sulle tariffe per lo smaltimento rifiuti.
Nello specifico il Consiglio di Stato esprime il significativo principio: "La delibera comunale impugnata è venuta sostanzialmente a modificare la già vigente copertura minima del servizio (che è un presupposto indispensabile delle tariffe antecedenti) e di conseguenza doveva specificamente esternare sulla base di dati ufficiali le ragioni che avevano determinato l’aumento per la copertura minima obbligatoria del costo del servizio sulla base dello stesso art. 69, 2° comma), d.l.vo n.507/1993 in connessione con le altre disposizioni del medesimo decreto che lo integrano.
L’Amministrazione comunale ha invece “preteso” applicare un incremento sostanzioso del 20% delle precedenti tariffe senza avere dati certi in ordine allo scostamento tra entrate e costo del servizio, invocando genericamente la necessità di assicurare la tendenziale copertura totale della spesa, che non vien in alcun modo indicata neppure per relationem."
Il Consiglio di Stato riconosce e ribadisce che per applicare un sostanzioso aumento è necessario motivare e avere dati certi in ordine allo scostamento tra entrate e costo del servizio.
Ma vi è di più il Consiglio di Stato conferma che non ha nessun valore la sentenza di Corte di Cassazione più volte sbandierata dall' Amministrazione in quanto non pertinente con il caso di Terracina: "5.5.Né vale ad esonerare l’Amministrazione comunale da uno specifico obbligo di motivare il disposto incremento della tariffa TARSU l’autorevole precedente della Cass. Sez. trib. 23 ottobre 2006 n.22804. Detta decisione, scaturita in un giudizio tributario rivolto avverso avvisi di accertamento TARSU, ha inteso solo escludere, in relazione alla censura proposta di violazione dell’art. 3 L. n.241/1990 (il quale nel sancire l’obbligo di motivazione per gli atti amministrativi precisa che la motivazione non è richiesta per gli atti normativi e per quelli a contenuto generale) ed in sede di disapplicazione della delibera presupposta modificativa della tariffa TARSU, la violazione della norma invocata in considerazione della natura di atto generale della delibera contestata. La Suprema Corte di Cassazione ha peraltro specificato in tale occasione che è rilevabile dal giudice tributario, incidenter tantum, l’eventuale illegittimità di un atto amministrativo a prescindere dalla circostanza che esso debba o non debba essere motivato. Né vi è cenno in detta sentenza dell’art.69 comma 2 d. l.vo n. 507/1993 (che viene in rilievo invece nel presente giudizio), il quale nel contesto normativo illustrato comporta in materia di incremento delle tariffe TARSU una deroga giustificata al principio generale della non necessità della motivazione per gli atti a contenuto generale."
In conclusione il Consiglio di Stato con la Sentenza n. 5616/2010 ha finalmente ribadito che ogni atto amministrativo che incida pesantemente sui contribuenti necessita di essere motivato e le richieste devono essere chiare e trasparenti, censurando il comportamento tenuto dal Comune di Terracina alla stregua di un eccesso di potere. Due sonore sculacciate, il TAR di Latina prima, ed ora il merito del Consiglio di Stato che puniscono un'amministrazione inetta ed incapace ma con l'arroganza sempre in punta di lancia.
Il monito indirettamente colpisce anche più di qualche leguleio nostrano che prevedeva con saccenza, una debacle per l'Ascom e la sua battaglia per la legalità ed insieme a questi sprofondano anche vecchi e nuovi saggi. Beffa tra le righe del caso è che le spese legali dell'eccesso di potere e del delirio di un'amministrazione sono a carico dei cittadini di Terracina, più di 20.000 €. E se questo non è un danno! Un monito va anche ad Equitalia alla quale consigliamo caldamente di voler riconsiderare la propria posizione di “compartecipe” , così come afferma la Suprema Corte di Cassazione, piuttosto che incaponirsi nell'atteggiamento del “servo sciocco” continuando a vessare cittadini ed imprese. La riaffermazione del principio di legalità, base della vita democratica, è stata la motivazione principale che ci ha condotti alla decisione di opporci, con la legge, alla prepotenza di amministratori che pensano di essere infallibili, sfornando atti amministrativi orripilanti e con il silenzio degli organismi superiori di vigilanza che lasciano che un'associazione di categoria se ne occupi. Un rammarico in questa vicenda. Non una delle diverse associazioni di consumatori presenti sul territorio, pronte a stigmatizzare in ogni luogo e momento i comportamenti delle aziende, si è sentita in dovere di occuparsi della questione Terracina.
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| Autore : ascom |
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13/08/2010 - 09:31 |
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L'impatto della crisi economica pesa sulle dinamiche del mercato turistico Prima settimana di agosto il 49% dei posti letto vuoti in provincia di Latina:
è ora c ... |
L'impatto della crisi economica pesa sulle dinamiche del mercato turistico
Prima settimana di agosto il 49% dei posti letto vuoti in provincia di Latina: è ora che le imprese progettino il turismo I primi dati rilevati dal Centro Studi sul Turismo nella prima settimana di agosto sul sistema ricettivo della provincia di Latina evidenziano una forte crisi presentandosi con una percentuale di occupazione camere del 51% e con una tendenza di prenotazioni camere focalizzata per il 15 Agosto al 65% e di media agosto 56,36 %. Questi dati che comparati con quelli dell’Osservatorio Nazionale del Turismo in collaborazione con Unioncamere, che ha rilevato un dato di prenotazione camere su agosto 2010 ,area Mare Italia del 65%, mostrano la media provinciale in leggera perdita sul nazionale. Emerge una criticità, rispetto al fatturato, che rappresenta il vero dato sul movimento turistico. Infatti dalle nuove rilevazioni del Centro Studi risulta che per il mese di luglio e la prima settimana di agosto le imprese del ricettivo abbiano applicato mediamente almeno sul 50% delle proprie strutture, tra il 20 e il 50 % di sconto tra politiche di offerta diretta e last minute. Così cambia il turismo e cambia il modo di rilevarlo, arrivi e presenze non misurano più l’andamento turistico, oggi bisogna parlare di misurazioni di performance, di fatturato e di ROI (Return on investment - indice di redditività del capitale investito), poiché la crisi riduce la domanda turistica, ma ormai è chiaro che agisce principalmente sulla spesa e la competitività tra le imprese. Nel momento in cui i dati nazionali dell’Unioncamere per l’ONT - Osservatorio Nazionale del Turismo ci dicono che sul totale dei potenziali vacanzieri italiani di 50.468.000 in giugno si sono mossi per una vacanza 9.905.000 circa (il 19,6%) e in luglio ne hanno pianificata una, circa 12.397.000 di italiani (il 24,6%) e su agosto si prevede che circa il 50% degli italiani faranno vacanze in Italia,sicuramente la maggior parte non verrà in provincia per colmare i 42.581 posti letto ufficiali. “Nel 2010 la Camera di Commercio di Latina con il supporto del Centro Studi sul Turismo ed il forte contributo del Tavolo tecnico delle imprese sul turismo integrato rappresentato dalle 10 principali associazioni di categoria della provincia, ha cominciato un nuovo percorso di rilancio del turismo”- dichiara il presidente Vincenzo Zottola- “ma i progetti messi in campo come lo Yacht Med Festival , le Bandiere arancioni, nuovi Educational Tour non bastano ancora per stabilizzare e rilanciare il mercato turistico di questa provincia. E’ ora che le imprese progettino il turismo, perché l’impatto della crisi economica pesa sulle dinamiche del mercato turistico e ci impone esigenze di forte innovazione che solo il sistema imprenditoriale può prevedere ed adottare”. “Dobbiamo interpretare questa fase per costruire il cambiamento, lavorando su un progetto strategico che guardi all’esercizio delle professioni turistiche,alle sue reti, al sistema di accoglienza e che sia in grado di produrre prodotti turistici da vendere sia sui mercati nazionali che internazionali. Con la Regione Lazio e Unioncamere Lazio stiamo già intraprendendo politiche di sviluppo comuni. Non possiamo abbassare la guardia è dobbiamo essere ora come non mai, vicino alle nostre imprese, guardando in faccia la realtà e non facendo finta che la crisi non esista”.
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| Autore : ascom |
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26/08/2010 - 09:06 |
Per lo studente l'affitto è "protetto". Lo dice la legge, ma pochi lo sanno Il prezzo del contratto di affitto per gli universitari è
legato a doppio filo al diritto a ... |

Per lo studente l'affitto è "protetto". Lo dice la legge, ma pochi lo sannoIl prezzo del contratto di affitto per gli universitari è legato a doppio filo al diritto allo studio. Ma c’è una norma che garantisce canoni agevolati agli studenti fuori sede. I consigli per le ‘matricole’ Per il popolo degli studenti universitari fuori sede si avvicina la data del trasferimento, nel caso delle matricole, o del ritorno nella città “adottiva”. E per molti di loro, è già il momento di mettersi alla ricerca di una stanza o di un appartamento dove passare i prossimi mesi o i prossimi anni. Possibilmente, a prezzi abbordabili. Il prezzo del contratto di affitto per gli universitari, infatti, è legato a doppio filo al diritto allo studio. Più aumentano i canoni mensili, meno famiglie potranno permettersi di mantenere un figlio fuori città.
A leggere i risultati delle indagini più recenti, l'impressione è che il mercato si sia trasformato in una giungla ormai ingestibile. Eppure in Italia una legge che tutela i diritti degli studenti fuori sede c'è, solo che nessuno lo sa. È la 431 del 1998. La legge prevede che gli universitari (anche i 'fuori corso') abbiano diritto a canoni d'affitto “calmierati” e stabiliti da un accordo tra le associazioni di categoria e il comune. Ogni città ha una tabella in cui vengono riportate, zona per zona, il canone minimo e il canone massimo che il proprietario può esigere. Oltre a dover attestare il proprio status di studente, l'altra condizione per avere diritto a una tariffa inferiore al prezzo di mercato è che il contratto abbia una durata minima di 6 mesi e una massima di 36 mesi.
Secondo la legge 431, il contratto può essere sottoscritto anche da un gruppo di studenti. Se uno dei locatari decide di cambiare casa, basta che ci sia il consenso del proprietario e dal contratto verranno tolti, o sostituiti, il suo nome e la sua firma.
I proprietari che affittano alle condizioni stabilite dalla legge hanno diritto ad agevolazioni fiscali. Gli studenti potranno infatti denunciare nella dichiarazione dei redditi il 40,5% in meno dell'effettivo canone mensile e il 30% in meno dell'imposta di registro. Sembra incredibile, viste le immense proporzioni dell'evasione fiscale in questo settore. Eppure è tutto vero.
Se la legge c'è ed è in vigore, perché non viene applicata? “Perché quasi sempre, sono gli stessi studenti a ignorarne l'esistenza” risponde Laura Mariani, segretario nazionale di Sunia, il sindacato unitario degli inquilini e degli assegnatari. Che propone due consigli ai ragazzi fuori sede. - chi ha un contratto già in corso deve leggerlo attentamente e verificare che il canone e le clausole corrispondano alla normativa nazionale. - Chi sta cercando casa, chieda sempre in modo esplicito al proprietario il rispetto della legge 431. Quando è possibile, rivolgersi ad agenzie create e controllate dagli enti locali e dalle associazioni di categoria. A Roma c'è l'Agenzia degli affitti mentre a Milano c'è l'Agenzia Uni.
Queste agenzie garantiscono rispetto della legge e assistenza allo studente per qualsiasi controversia sul contratto. Altrimenti, c'è sempre il numero verde della Guardia di Finanza: il 117.
(24 Agosto 2010-di Federico Formica per KataWeb)
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| Autore : ascom |
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24/08/2010 - 16:54 |
LA TOP 10 DELLE IMPOSTE PIÙ ODIATE DAGLI ITALIANI 1. TARSU/TIA 2. Tassa di possesso auto 3. IVA 4. Accise su
benzina, energia elettrica e metano 5. Tassa ... |

LA TOP 10 DELLE IMPOSTE PIÙ ODIATE DAGLI ITALIANI1. TARSU/TIA 2. Tassa di possesso auto 3. IVA 4. Accise su benzina, energia elettrica e metano 5. Tassa concessione televisiva (canone Rai) 6. Canone depurazione acque reflue 7. IRAP 8. ICI 9. Ticket sanitari 10. Imposte sui redditi
ROMA - Questa è nuova la top ten delle imposte più odiate dagli Italiani. Lo studio è stato condotto da Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani, attraverso Lo Sportello del Contribuente, su un campione casuale di cittadini maggiorenni residenti in Italia, intervistati all'atto della presentazione della dichiarazione dei redditi. Come si evidenzia nella classifica, le tasse più invise agli Italiani sono le imposte indirette che si pagano senza tener conto del reddito pro capite. Se, infatti, sembra logico da parte del cittadino partecipare al prelievo fiscale collettivo in maniera progressiva rispetto al reddito percepito durante l'anno, non sembra altrettanto accettabile vedersi tassare ripetutamente in base ai consumi. Tale imposizione colpisce il cittadino senza tener contro della propria capacità contributiva in dispregio al dettato costituzionale. Infatti, paradossalmente, le imposte indirette incidono maggiormente sulle famiglie più povere anziché su quelle più benestanti. In alcuni casi, poi, addirittura si assiste ad una doppia imposizione indiretta come nel caso dell'applicazione dell'IVA sulle accise presente sull'acquisto di carburante o nel consumo di energia elettrica. Solo 1 cittadino su 5 capisce perché paga le tasse. 4 su 5 si considerano sudditi di una amministrazione finanziaria troppo burocratizzata che molto spesso viola i diritti dei contribuenti. Ciò che incentiva maggiormente l'evasione fiscale, che nei primo semestre del 2010 è cresciuta del 7,4% raggiungendo - considerando anche l'evasione derivante dall'economia criminale - la cifra astronomica di 163 miliardi di euro all'anno, è l'inefficienza della pubblica amministrazione, con la scarsa qualità dei servizi offerti, le numerose violazioni allo statuto dei diritti del contribuente, i mancati rimborsi fiscali, il fisco lunare e l'inefficacia delle esattorie che rendono superfluo la gran parte del lavoro fatto nella lotta all'evasione fiscale. Ogni anno gli enti impositori, tramite le esattorie, riscuotono meno del 10% di quanto accertato. Dallo studio emerge anche l'Italia ha il tasso di evasione più alto in Europa: su 100 euro di reddito dichiarato sfuggono al fisco ben 52,4 euro. Perché si evade? Dall'indagine condotta da Contribuenti.it è emerso che il 43% dei cittadini evade per l'insoddisfazione verso i servizi pubblici erogati dallo stato ed il mancato rispetto dei diritti dei contribuenti, per il 39% per la complessità delle norme (fisco lunare) o ignoranza delle stesse e solo il 18% per la scarsità dei controlli o perché manca la cultura della legalità. Contribuenti.it per contrastare l'evasione fiscale propone di istituire "Lo Sportello del Contribuente" presso tutti gli organi diretti ed indiretti della pubblica amministrazione, per dare attuazione allo Statuto dei diritti del Contribuente, a dieci anni dall'entrata in vigore.
Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani L'ufficio stampa Infopress
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| Autore : ascom |
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6/08/2010 - 10:09 |
Credito al consumo, in arrivo diritto di recesso 30/07/2010 Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo per il recepimento
della direttiva europe ... |

Credito al consumo, in arrivo diritto di recesso30/07/2010 Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo per il recepimento della direttiva europea in materia di contratti di credito al consumo. La direttiva prevede diritto di recesso entro 14 giorni, possibilità di rimborso anticipato del credito, informazioni adeguate ai consumatori. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo, sul quale sono stati acquisiti i pareri prescritti, per il recepimento della direttiva europea 2008/48, in materia di contratti di credito ai consumatori e di modifiche al Titolo VI del Testo unico bancario, per una più rigorosa disciplina dei soggetti che operano nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi. Il recepimento della direttiva è stato oggetto nei giorni scorsi di diversi pareri, da quello dell'ABI in audizione in Senato, alle osservazioni della Fiaip, la Federazione Agenti Immobiliari professionali, al parere presentato dal Movimento Difesa del Cittadino in Commissione Finanze del Senato: "In linea di massima diamo un parere positivo sullo schema di decreto legislativo", scriveva l'Associazione che tuttavia richiamava " l'attenzione del Parlamento sulla necessità di mantenere il testo del Decreto Legislativo quanto più aderente possibile al testo della Direttiva". Cosa prevede la direttiva europea? C'è il diritto di recesso: "Il consumatore - si legge nell'articolo 14 - dispone di un periodo di quattordici giorni di calendario per recedere dal contratto di credito senza dare alcuna motivazione. Tale periodo di recesso ha inizio: a) il giorno della conclusione del contratto di credito; oppure b) il giorno in cui il consumatore riceve le condizioni contrattuali e le informazioni di cui all'articolo 10, se tale giorno è posteriore a quello indicato nella lettera a) del presente comma". C'è la possibilità di rimborsare anticipatamente l'importo dovuto. Si legge all'articolo 16 della direttiva: "Il consumatore ha il diritto di adempiere in qualsiasi momento, in tutto o in parte, agli obblighi che gli derivano dal contratto di credito. In tal caso, egli ha diritto ad una riduzione del costo totale del credito, che comprende gli interessi e i costi dovuti per la restante durata del contratto. In caso di rimborso anticipato del credito, il creditore ha diritto ad un indennizzo equo ed oggettivamente giustificato per eventuali costi direttamente collegati al rimborso anticipato del credito, sempre che il rimborso anticipato abbia luogo in un periodo per il quale il tasso debitore è fisso. L'indennizzo non può superare l'1% dell'importo del credito rimborsato in anticipo, se il periodo che intercorre tra il rimborso anticipato e lo scioglimento previsto dal contratto di credito è superiore a un anno. Se il periodo non è superiore a un anno, l'indennizzo non può superare lo 0,5 % dell'importo del credito rimborsato in anticipo". Inoltre "gli Stati membri possono prevedere che il creditore possa esigere detto indennizzo soltanto a condizione che l'importo del rimborso anticipato superi la soglia stabilita dalla legislazione nazionale. Tale soglia non supera l'importo di 10 000 EUR in dodici mesi". La direttiva prevede inoltre obblighi di informazione precontrattuali da fornire al consumatore: "Il creditore e, se del caso, l'intermediario del credito, sulla base delle condizioni di credito offerte dal creditore e, se del caso, delle preferenze espresse e delle informazioni fornite dal consumatore, forniscono al consumatore, in tempo utile prima che egli sia vincolato da un contratto o da un'offerta di credito, le informazioni necessarie per raffrontare le varie offerte al fine di prendere una decisione con cognizione di causa in merito alla conclusione di un contratto di credito". La direttiva prevede anche una regolamentazione dei mediatori creditizi: "Gli Stati membri provvedono affinché i creditori siano controllati da un organismo o da un'autorità indipendente da istituzioni finanziarie o siano oggetto di una regolamentazione". Fonte: Help consumatori
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| Autore : ascom |
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2/08/2010 - 00:22 |
APPROVAZIONE DEFINITIVA DEL NUOVO CODICE STRADALE: MODIFICA DELLA DISCIPLINA DELLA SOMMINISTRAZIONE E VENDITA DI ALCOLICI E SUPERALCOLICI ll Senato ha
approvato defin ... |

APPROVAZIONE DEFINITIVA DEL NUOVO CODICE STRADALE: MODIFICA DELLA DISCIPLINA DELLA SOMMINISTRAZIONE E VENDITA DI ALCOLICI E SUPERALCOLICIll Senato ha approvato definitivamente il Disegno di Legge di riforma del Codice della Strada, la cui pubblicazione ed entrata in vigore è prevista per il 30 luglio. Due articoli della nuova normativa incidono direttamente sulla gestione di attività commerciali e pubblici esercizi: - L’art.53, secondo cui nelle aree di servizio autostradali le bevande superalcoliche non possono essere somministrate né essere vendute per asporto tra le ore 22 e le 6. Nella fascia oraria compresa tra le 2 e le 6, invece, è vietato somministrare anche bevande alcoliche.
- L’art.54 prevede invece – per tutti i pubblici esercizi – il divieto di somministrare e vendere bevande alcoliche e superalcoliche tra le 3 e le 6, nonché – per gli esercizi commerciali di vicinato – di venderle per asporto a partire dalle 24, sempre fino alle 6.
Il medesimo articolo prevede che nei pubblici esercizi interni agli stabilimenti balneari sia possibile allestire intrattenimento danzante con somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche soltanto tra le 17 e le 20 (fatte salve le autorizzazioni già rilasciate per lo svolgimento nelle ore serali e notturne). Infine viene previsto, per i pubblici esercizi che proseguano la loro attività dopo le 24, di possedere almeno un rilevatore di tasso alcolemico da mettere a disposizione dei clienti e di esporre le tabelle sugli effetti dell’assunzione di alcolici. Mentre quest’ultima disposizione entrerà in vigore differita di 90 giorni, quelle precedentemente descritte sono da intendersi vigenti con la pubblicazione in GU della nuova legge. La riforma del codice della strada è legge. Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 175 del 29 luglio 2010 entrerà in vigore il 13 agosto prossimo. Scattano da oggi, invece, le nuove regole relative alle minicar e all'abuso di alcol, contenute nella legge di riforma della sicurezza stradale. Tra le principali novità introdotte: - l'inasprimento delle sanzioni per chi trucca le minicar sulle quali si prevede ora l'obbligo delle cinture di sicurezza;
- il divieto per coloro ai quali venga revocata la patente di guidare ciclomotori o minicar;
- i test di alcol e droga per i neopatentati e per le patenti professionali;
- l'utilizzo di parte delle risorse derivanti dagli inasprimenti delle sanzioni per finalità di sicurezza;
- controllo e implementazione delle dotazioni delle forze di polizia;
ed ancora: - programmi di istruzione sulla sicurezza stradale;
- maggiori sanzioni per gli autotrasportatori che violano significativamente i tempi di riposo e che eccedono i tempi di guida;
- obbligo del casco per i conducenti di biciclette per i ragazzi fino a 14 anni;
- la possibilità di accedere per una sola volta ai lavori di pubblica utilità in sostituzione di pene detentive e pecuniarie da parte di chi ha guidato sotto l'effetto di alcol o stupefacenti ma senza mai provocare incidenti.
- Il divieto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche nelle stazioni di servizio autostradali;
- La riduzione dei tempi di notifica delle contravvenzioni, una più ampia possibilità di richiedere la dilazione del pagamento delle sanzioni che superano i 200 euro;
- la richiesta di istituire un'agenzia europea e agenzie nazionali per la sicurezza stradale;
- Nuove agevolazioni fiscali per l'acquisto di veicoli per portatori di handicap;
- la targa personale anche per combattere le intestazioni fittizie delle auto;
- la possibilità per chi trasporta un animale ferito di derogare ad alcune norme del codice;
- Il licenziamento per giusta causa di un patentato professionale in caso di ritiro della patente per motivi di alcol e droga;
- la soppressione della norma che toglieva i punti dalla patente per le infrazioni compiute in bicicletta;
- nuove norme in ordine alle competizioni sportive;
- norme che limitano la velocità in caso di trasporto di bambini;
- la previsione di cause di assoluta necessità sociale che possano produrre la revoca di un provvedimento di sospensione della patente;
- introdotta la targa personalizzata;
- per continuare a guidare gli ultraottantenni dovranno sottoporsi a una visita medica ogni due anni.
Fonte: Senato della Repubblica
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| Autore : ascom |
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1/08/2010 - 00:07 |
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