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   TERRAMARE  


Terracina è un centro turistico-storico, meta di visitatori provenienti soprattutto dall'Europa Settentrionale e dalle regioni limitrofe.
Le attività principali, oltre il turismo, sono la pesca, l'agricoltura (ortaggi e floricultura), l'allevamento delle bufale per la produzione della mozzarella, e dei servizi.
 
A metà tra la cucina romana e quella napoletana, la gastronomia di Terracina e della regione pontina porta a tavola con successo le ricche ed incessanti contaminazioni storiche e culturali vissute da questa terra di confine. Iniziando con piatti di tradizione marinara, è d'obbligo citare citare gli spaghetti con le cozze e le vongole, quelli impepati di frutti di mare o quelli, di sapore più delicato, al sugo di aragosta o pannocchia (spernocchie), senza dimenticare la saporita zuppa di pesce, oppure gli spaghetti al sugo di alici di Terracina o il caratteristico spaghetto al nero di seppia.
Ancora di sapore prettamente marinaro la irrinunciabile e gustosissima frittura di paranza o i mille modi di cucinare il pesce,soprattutto azzurro, del prospiciente Tirreno.
 
Il connubbio mare ed entroterra collinare conduce ad una totale diversificazione della gastronomia in pochi chilometri quadrati.
Se la fascia costiera caratterizza la sua cucina attraverso il pescato locale, appena al di là, verso le colline dell'entroterra terracinese, ritroviamo tutta quella gastronomia che caratterizza la povera ma grande cucina mediterranea.
Verdure, legumi, ortaggi e formaggi che meriterebbero ben altri riconoscimenti, apprezzabili nei locali tipici ed esaltati nei modi più diversi.
 
Tra i lavorati dei numerosi caseifici locali, la mozzarella di bufala prodotta con il latte della pianura pontina, resta sicuramente la delizia più conosciuta ed apprezzata della regione.
  
 
Il susseguirsi di fertili valli e altopiani carsici fra i Monti Ausoni e il mare permettono la coltivazione di prodotti di nicchia come la fragola o il moscato; a queste si è aggiunta l'agricoltura specializzata nei territori acquisiti dopo la bonifica delle paludi pontine.

 

La Favetta, la fragola di Terracina 

 
   Ha forma conica o conica allungata con apice allungato e arrotondato, colore rosso brillante e superficie ricoperta da numerosi puntini di colore giallo o bruno: è la fragola, la regina della frutta di primavera, che si distingue per l’ottimo profumo, il sapore dolce e la tenerezza.
Originaria delle Alpi, dove cresceva allo stato selvatico, era presente già sulle tavole dei Romani col nome di “fragrans”, in omaggio al suo intenso profumo. Fino al XVII secolo in Europa venivano coltivate piante di specie selvatiche autoctone (Fragaria vesca, Fragaria viridis, Fragaria moschata) e altre introdotte dall'America del Nord (Fragaria virginia).
Fu nel 1766 che un ufficiale francese importò dal Cile la “fragaria chiloensis”, con frutti molto più grandi. Iniziarono così le prime ibridazioni di cui fanno parte tutte le coltivazioni attualmente diffuse.
Nel 2005, secondo i dati elaborati da CSO, si stimano in Italia circa 3.450 ettari coltivati a fragola, di cui il 20% in pieno campo e il rimanente 80% in serre.
Il calendario commerciale della fragola da qualche anno interessa tutti i mesi dell'anno, ma i flussi più consistenti si realizzano nei mesi di aprile e maggio: circa il 91% dell'insieme.

Il punto forte della fragolicoltura laziale (Terracina)  risiede nella coltivazione della varietà favetta, che nella provincia di Latina rappresenta il 40% della fragolicoltura in serra. 


 

La Zucchina
     La zucchina, detta anche zucchino è il frutto immaturo della pianta di zucchetta, chiamata cucurbita pepo.
La zucchina è quasi del tutto priva di calorie, quindi risulta essere particolarmente adatta in caso di dieta; è povera di sale, di vitamine ed enzimi, ma anche rinfrescante e facilmente digeribile. Cotta è particolarmente adatta ai bambini fin dall'infanzia.
La varietà chiara è la riconosciuta tipica della nostra zona, soprattutto delle località che confinano con il comune di Fondi.
Numerosi sono gli impieghi in cucina, sia dell'ortaggio che del suo fiore.
I fiori di zucca fritti ripieni di ricotta nostrana sono una vera e propria leccornia.

 

Il Cocomero
 

 

Simbolo della stagione estiva e vanto della produzione ortofrutticola della regione.
L'anguria arrivò nel Lazio nello stesso periodo in cui iniziarono le bonifiche dell'Agro Pontino.
Da qualche anno nelle terre di Sabaudia si coltiva l'anguria baby, di dimensioni molto più piccole rispetto alla classica anguria.
Tantissime le Sagre del Cocomero che si tengono nei paesi pontini: Terracina, Priverno, Fondi e San Felice Circeo.

Le Alici  
 L'acciuga o alice è un pesce di piccole dimensioni, dal corpo affusolato, ventre liscio e arrotondato, l'acciuga ha un'unica pinna dorsale, situata a circa metà del corpo stesso.
Il colore delle alici, tipico del pesce azzurro, è azzurro-verde sul dorso, argenteo sui fianchi e sul ventre.
La lunghezza comune è sui 10-12 centimetri. Nelle acciughe mediterranee si arriva ad un massimo di 18-20 centimetri.
Vive a circa 100-200 metri di profondità in autunno ed inverno, mentre, nel restante periodo dell'anno, è più vicina alle coste.

Diffusa in tutto il Mediterraneo, viene pescata con reti da traino pelagico (volanti) o da circuizione (lampara ).
La taglia minima pescabile è 9 cm.

L'alice è il tipo di pesce più venduto in Italia e commercializzato in molteplici modi.
Dal punto di vista nutrizionale, infine, è un pesce magro e particolarmente digeribile, pur avendo un ottimo contenuto di proteine (16%) e solo il 4% di grassi, sviluppando solo 96 Kcalorie.
E' inoltre ricca di vitamine e sali minerali, tra cui: vitamina A e complesso B; ferro e fosforo.
L'alice del mare di Terracina si presenta in genere più piccola del normale e si differenzia da quelle pescate nei mari di Ponza e Ventotene anche per le sue proprietà organolettiche più delicate.

 

La Zuppa di pesce

 Il recipiente ideale per la cottura della zuppa di pesce è una casseruola di coccio perché mantiene la giusta umidità e il calore costante. Consente di mantenere tutto il pesce su un unico strato senza sovrapporlo e quindi romperlo.

Piatto preferito della nostra marineria che la preparava a bordo della "paranza", durante le battute di pesca. Venivano usati pesce e mitili che difficilmente potevano essere accolti sul mercato per  difetto di pregio o per piccola taglia.

La si preparava con o senza la base di pane raffermo , con pomodoro fresco ed un tocco di piccante.

La Frittura di paranza
   Una frittura di pesce composta prevalentemente da pesci di piccole dimensioni, merluzzi, triglie, calamaretti tagliati ad anelli, ghiozze e sogliolette pescati con una rete da fondo a strascico tirata da due piccole imbarcazioni o paranze.

La Mozzarella di bufala Pontina
 Merita uno spazio tutto suo la regina dell'Agro, la specialità pontina per eccellenza: la mozzarella di bufala pontina è un prodotto a “Denominazione di Origine Protetta” (DOP).
Per le sue proprietà nutritive e l'estrema versatilità, la mozzarella di bufala è adatta ad ogni esigenza alimentare e culinaria… e il suo gusto è veramente inconfondibile!
Dal punto di vista della lavorazione, il latte intero, che arriva da allevamenti bufalini attentamente selezionati, viene filtrato, prima della lavorazione, per eliminare ogni impurità.
La forma si dà ancora a mano, “mozzando” con indice e pollice la pasta ottenuta dal caglio del latte.
Nelle fattorie e nelle aziende casearie pontine si lavora con i metodi tradizionali.
Da sempre garantiscono mozzarelle di qualità superiore, per l'attenta cura degli allevamenti e per il sapore unico che la professionalità dei produttori ha saputo mantenere e infondere nei loro prodotti.

I dolci 

    Le ciambelle al vino o di magro.

  Tortolo preparato con il cresciuto di pane

   La casatella a base di ricotta e caffè

      I "murzitte" con farina e miele Dolce tradizionale delle feste natalizie. La ricetta è tramandata di generazione in generazione.I murzitti presentano forma rotonda, colore dorato scuro e sapore dolce di noci e miele. Sono composti da una sfoglia preparata con farina tipo 00, uova, zucchero, olio extravergine di oliva, La cottura avviene in forno a legna.

le zeppole di San Giuseppe

 

 



pdf Stampa  Autore : ascom
 Pubblicato : Venerdì, 25 Maggio 2007 - 12:10
 Ultima modifica : Mercoledì, 30 Aprile 2008 - 23:56
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