L'estate sta finendo...
Cari colleghi,
"L'estate sta finendo e un anno se ne va...", così cantavano i Righeira anni addietro, e per questa città l'estate si sta trascinando via come le acque del Linea ricolme di erba che imputridisce al sole e che puntualmente chi di dovere non raccoglie.
A S.E. il Prefetto di Latina: “Ma a chi compete raccogliere e smaltire il verde tagliato lungo le rive dei canali e che insiste perennemente sulle chiuse offrendo un miserevole spettacolo”?
Potrebbe illuminarci Lei, visto che tutti girano la testa dall'altra parte, il Consorzio di Bonifica per primo.
Siamo certi che non appena arriveranno le piogge la marmellata arriverà puntualmente nel nostro mare, se non altro per evitare la tracimazione, e le imprese balneari dovranno continuare a fare i conti con potenzialità ridotte.
Questo è il declino dato dall'assenza del pubblico.
Se Le può essere di conforto, noi facciamo dignitosamente la nostra parte, e non siamo ciechi difensori del nostro privato.
Giorni fa, il Presidente di Camera di Commercio e nostro Presidente Provinciale, Zottola, ha indirizzato un forte richiamo alle aziende a fare sistema:
“E’ ora che le imprese progettino il turismo, perché l’impatto della crisi economica pesa sulle dinamiche del mercato turistico e ci impone esigenze di forte innovazione che solo il sistema imprenditoriale può prevedere ed adottare”.
“Dobbiamo interpretare questa fase per costruire il cambiamento, lavorando su un progetto strategico che guardi all’esercizio delle professioni turistiche, alle sue reti, al sistema di accoglienza e che sia in grado di produrre prodotti turistici da vendere sia sui mercati nazionali che internazionali. Con la Regione Lazio e Unioncamere Lazio stiamo già intraprendendo politiche di sviluppo comuni. Non possiamo abbassare la guardia e dobbiamo essere ora come non mai, vicino alle nostre imprese, guardando in faccia la realtà e non facendo finta che la crisi non esista”.
Attendiamo il richiamo delle amministrazioni recalcitranti alle regole.
Una cosa è certa, non siamo ancora pronti al riciclo delle acque, non siamo ancora pronti con le opere che renderebbero questo territorio accettabile ed accogliente, non siamo ancora pronti e non lo saremo per i prossimi anni.
Negli immancabili consuntivi di fine stagione una crisi economica come questa si trasforma nell' altrettanto immancabile scusante per la mancata opera di ogni amministratore.
Noi, al contrario, che dobbiamo fare quotidianamente i conti con un lavoro, riconosciamo, e purtroppo subiamo costantemente l'incapacità amministrativa.
E' paradossale, oggi il maggior ostacolo allo sviluppo del territorio è l'amministrazione stessa, sono coloro che si sono candidati al governo dello stesso, (candidato dal latino Candidatus, termine con cui i romani identificavano la toga di seta bianca indossata dagli aspiranti ad una carica dello Stato).
Da anni denunciamo lo stato comatoso della città incapace a rispondere all'ordinario, figurarsi ad abbozzare un futuro.
Volentieri ci dispensiamo e lasciamo ai gonzi le favole.
Siamo dovuti intervenire, a difesa delle imprese sulla questione rifiuti avendo immancabilmente contro l'amministrazione arroccata a preservare la casta, paradossalmente con i nostri soldi, piuttosto che impegnata a dare soluzioni alla grave situazione ambientale, in più con l'aggravante dell'emissione di atti immediatamente dichiarati illegittimi dai tribunali.
E oggi, dopo la sonora sculacciata del Consiglio di Stato per la TARSU del 2008, ci piacerebbe conoscere lo stato del presidente del consiglio comunale, Sig. Patrizio Avelli, quando spavaldamente, senza avere alcuna conoscenza del contendere, imputava a questa presidenza il pagamento dei danni, poiché ingenuamente avevamo, da sprovveduti, intrapreso una strada tutta in salita.
E ora, come la mettiamo visto che i danni potremmo chiederli noi.
Nonostante la sua supposta trasparenza di garante, il più delle volte assonnato, ella non si è nemmeno curato di spiegare, almeno ai suoi elettori, le azioni puntigliose ed arroganti e le spese folli che avete sostenuto per cancellare gli “ingenui” disturbatori dell'Ascom.
In altri tempi, la pretesa di additare cittadini ed imprese come ostacoli e disturbi al “manovratore” le avrebbero fatto trovare sotto la poltrona la valigia pronta.
Il concetto che prima si paga e poi si ricorre è un assioma da repubblica delle banane.
Come si dice: “Non c'è peggior sordo di chi non voglia ascoltare”.
Le antiche massime a volte danno utili consigli che varrebbe la pena di ascoltare con tanta umiltà.
Nel rappresentare, con il suo scranno più alto, un'intera amministrazione, se ne è capace, tragga le conseguenze, è salutare.
Più volte abbiamo denunciato la carente situazione dei servizi e immancabilmente abbiamo assistito ad uno smantellamento dell'esistente ed alla costruzione di “abitini su misura”.
Non parliamo poi della sicurezza, con la negazione da struzzo dei problemi, sino ad arrivare ad una sciocca contrapposizione con chi è istituzionalmente deputato a svolgere compiti di controllo e repressione. Anche in questo l'amministrazione si è distinta. Siamo passati dall'imminenza di una calata dell'esercito alla pretesa di cacciare ufficiali di polizia come se fossero assessori qualsiasi, con l'intermezzo da sol leone di chi da i numeri sulle residenze.
Innumerevoli volte siamo dovuti intervenire per contrastare azioni commercialmente illegittime ed irresponsabili e tutte puntualmente ritirate, o meglio non presentate, che sarebbero state una ulteriore mazzata per il tessuto economico della città, quello che in modo rilevante contribuisce al sostegno della comunità.
Risultato?
Un comune litigioso con gli uffici legali allo spasimo, centinaia gli atti di opposizione avverso cittadini ed imprese che il più delle volte reclamano semplicemente diritti, che in molti casi sono stati già riconosciuti dai tribunali.
Diversa velocità invece abbiamo riscontrato sulle nuove costruzioni, sulle ulteriori estrazioni e sulla continua affannosa necessità di fare cassa.
Caliamo un velo pietoso sulla gestione del suolo pubblico e sulla “bandiera blu stradale” (sic!)
Questi alcuni motivi che ci fanno gridare da qualche tempo ad una situazione di allarme sociale.
Governare un territorio non è semplice ma da questo a passare ad una completa indifferenza dei bisogni della gente è diabolico.
La frammentazione che questa città subisce è data da una assenza di coesione sociale favorita da quel “divide et impera”, altro assioma per racimolare voti della politica nostrana, che rappresenta sostanzialmente l'azione “antituristica” per eccellenza con il peggior effetto sulle potenzialità della città ospitale.
La situazione di Terracina è sotto gli occhi di tutti, aggredita ed offesa negli spazi e persino nel suo patrimonio storico e naturale senza che alcun amministratore senta il doveroso obbligo di preservare e tutelare.
L'assegnazione indistinta di spazi, con il patrocinio comunale ed il beneplacito dell'assessore o del consigliere di turno, è il segnale dell'affanno di chi si riempie la bocca di “cultura e di turismo” e non sa di cosa parli.
E c'è, drammaticamente replicante, la becera scelta di voler sradicare una cultura del territorio per impiantare furbescamente storie e leggende di paesi freddi, lontani anni luce dal cuore e dal calore del nostro sole.
Alla fine poi è importante riempire non un cartellone ma un foglio exel delle manifestazioni estive con la benedizione del “pope” affinché la gazzarra cominci.
Basterebbe leggere gli interventi di polizia per capire la distorsione di questi anni, e la conferma è di questi giorni dove a provvedimenti presi, la macchina amministrativa risponde solo dopo numerosi richiami.
E' vero l'estate sta finendo ed il prossimo inverno sarà durissimo quando dovremo noi per primi e soltanto noi, fare i conti con l'ulteriore debacle della stagione che si sta spegnendo.
Faremo i conti con la vertiginosa picchiata delle presenze in hotel, faremo i conti con le case vacanze invendute e faremo i conti con tutto l'indotto che si affaccia, ai mesi invernali da sempre i più difficili, in posizione di gravissima difficoltà ed alla affannosa ricerca di liquidità.
Come sempre dovremo essere coscienti che le nostre scelte dipenderanno esclusivamente da noi e che saranno ancora una volta prive di sostegno amministrativo, ormai già coatto sulle elezioni del 2011.
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